Home Notizie Paranoia Agent: il video in omaggio a Satoshi Kon

Paranoia Agent: il video in omaggio a Satoshi Kon

Anche i colleghi di Comicsblog ne hanno dato da poco notizia: la scomparsa del regista giapponese Satoshi Kon, di grande talento, deceduto ieri per un male incurabile all’età di 47 anni ha sconvolto un po’ tutti. Ho molto amato l’intenso autore legato nel corso degli anni allo studio d’animazione Madhouse, soprattutto per “Tokio Godfathers” favola

pubblicato 25 Agosto 2010 aggiornato 5 Settembre 2020 13:23

Anche i colleghi di Comicsblog ne hanno dato da poco notizia: la scomparsa del regista giapponese Satoshi Kon, di grande talento, deceduto ieri per un male incurabile all’età di 47 anni ha sconvolto un po’ tutti. Ho molto amato l’intenso autore legato nel corso degli anni allo studio d’animazione Madhouse, soprattutto per “Tokio Godfathers” favola sociale sul ritrovamento di una bambina nella notte di Natale datata 2003, ma anche per la serie tv dal titolo “Paranoia Agent” di 13 episodi prodotta da Madhouse, mai arrivata arrivata in Italia grazie a Panini Video, che ha come protagonisti una serie di personaggi le cui vite vanno ad intrecciarsi per la presenza di un misterioso ragazzino provvisto di pattini, cappellino, e mazza da baseball che usa girare per la città e colpire la gente violentemente, al suo passaggio. Si tratta di Shonen Bat, un aggressore seriale.

La storia corale vede l’intrecciarsi di diverse vicende caratterizzate da angoscie, miserie umane e da persone tristi, stressate, isolate dal mondo, incapaci di comunicare con il prossimo che le circonda. E sembra che proprio nel momento in cui Shonen Bat colpisca, i personaggi si sentano quasi liberati dalla angoscia che li attanaglia. Sembra che proprio la semplice e primitiva violenza li liberi dal ‘male di vivere’. Le storie e i dettagli delle figure che si aggirano nel corso della storia rivelano la loro vita segreta, le loro paranoie causate dalla realtà che li circonda, e il vero carattere del ‘battitore’ . Nessuno riesce a ricordare il volto del ragazzo con la mazza: gli unici elementi che rammentano e raccontano agli investigatori impeganti nelle ricerche sono i pattini in linea d’oro, un berretto da baseball, e la mazza curvata.

La nevrosi e la paura collettiva si fanno spazio tra la folla di personaggi come la critica severa nei confronti della società da parte di Kon, chiara e diretta. I disegni, il ritmo dell’animazione, la sigla iniziale (giudicate voi stessi!) e la trama complessa, dai significati profondi, sono meravigliosi e accattivanti. Dopo il salto, in omaggio al magnifico autore che ha creato l’anime, vi segnalo la prima parte del primo episodio. Se volete deliziarvi potete vedere anche il resto in lingua inglese da qui.