Nudes, su RaiPlay la serie italiana sul revenge porn: “I giovani sono diseducati al rispetto del corpo”

Il fenomeno del revenge porn dal punto di vista di tre giovani, né vittime né carnefici: ecco la versione italiana di Nudes, remake dell’omonima norvegese

La tv pubblica che si fa messaggera verso giovani ed adulti sui rischi dell’iperconnessione e sul fenomeno sempre più presente sulle pagine di cronaca del revenge porn. La Rai ha deciso di affidarsi alla propria piattaforma streaming RaiPlay per diffondere i dieci episodi di Nudes, remake italiana dell’omonima serie norvegese che sarà disponibile da martedì 20 aprile 2021 in formato box set (ovvero con tutti gli episodi online da subito).

Vittorio, Sofia, Ada: né vittime né carnefici

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I dieci episodi di Nudes raccontano tre vicende scollegate tra di loro, con altrettanti protagonisti che mai s’incontrano: Vittorio (Nicolas Maupas, 4 episodi), Sofia (Fotinì Peluso, tre episodi) ed Ada (Anna Agio, tre episodi).

Ciascuno vive un’esperienza legata al revenge porn che li pone però in condizioni tali da non essere considerati né totalmente vittime né totalmente carnefici: Vittorio, ad esempio, viene accusato di aver diffuso un video di una ragazza incontrata ad una festa; Sofia, invece, scopre di essere stata ripresa da qualcuno mentre stava avendo un rapporto sessuale con un ragazzo, anche lei ad una festa ed Ada riceve dei messaggi sul proprio cellulare tramite cui scopre che delle foto che aveva inviato ad un ragazzo conosciuto in chat hanno iniziato a circolare sul web.

Gli episodi sono molto veloci, della durata di una ventina di minuti circa ciascuno: per ogni protagonista si va così a costruire un mini-film con un inizio, uno svolgimento ed un finale. Riccardo Russo di Bim Produzione, che ha realizzato la serie con Rai Fiction, ha anticipato che Nudes è stato pensato per poter seguire una storia alla volta e non perché le linee dei tre protagonisti si alternassero tra di loro. Anche per questo, oltre che per il formato, al momento non è stata considerata la possibilità di mandare in onda la serie sui canali più tradizionali e generalisti della Rai.

La serie ha anche una colonna sonora d’eccezione: gli episodi si concludono infatti con il brano “Un po’ come noi”, terzo singolo dell’album “Ok” di Gazzelle, il cui videoclip, reso disponibile in esclusiva proprio su RaiPlay nelle settimane scorse, ha mostrato le prime immagini della serie tv.

Un lavoro di ricerca e di “attaccamento” ai personaggi

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Il compito di portare sullo schermo le vicende dei tre ragazzi è stato affidato alla regista Laura Luchetti che, durante l’incontro con la stampa, ha spiegato di aver voluto dare il proprio sguardo alla serie. “C’è stato un duro lavoro di ricerca”, ha detto, “gli episodi di cronaca che leggiamo sui giornali sono la punta dell’iceberg di quello che accade. Il revenge porn è un arco che inizia dalle piccole espropriazioni che si fanno del corpo di una persona e che poi arriva ad un livello altissimo. Abbiamo studiato i casi, sono tutti simili, anche rispetto alla versione originale della serie”.

Per la regista il filo conduttore del racconto è la “diseducazione ai sentimenti ed al rispetto del corpo” dei giovani d’oggi. Da qui, è partito il lavoro con il cast, composto da attori giovanissimi e per la gran parte alla loro prima esperienza nella recitazione:

“L’approccio è stato semplice: abbiamo trovato un modo di comunicare molto semplice ed umano, ma diretto a trovare in loro delle emozioni forti e vere da portare in scena. Sono stata molto vicina a loro con la macchina da presa, al limite del sottofuoco, per sentire il loro respiro. Quando abbiamo girato delle scene ambientate durante delle feste, ho voluto essere presente anche io sul set: spingevo l’operatrice che guidava la macchina da presa ed insieme ballavamo”.

Nudes
© Bim Produzione

Importantissimo, quindi, entrare in sintonia con il cast. Per questo, Luchetti si sente grata nei confronti di Maupas, Peluso ed Agio:

“Ho una figlia di 16 anni: quando era più piccola e tornava a casa mi inginocchiavo perché fossi alla sua altezza e potessi guardarla negli occhi. Ho provato a fare la stessa cosa con i protagonisti, che sono stati folli e si sono fidati di me, permettendomi di farsi guardare negli occhi, e li ringrazio”.

I contenuti di Nudes e le differenze rispetto all’originale

Nudes
© Bim Produzione

La versione italiana di Nudes rispetta nella sua totalità quella norvegese. Anche per questo, ha spiegato Luchetti, ci si è attenuti alle storie della versione originale: “era già difficile riuscire ad adattare queste che non abbiamo pensato alla possibilità di aggiungerne altre”.

Il riferimento è ad episodi di revenge porn con al centro adulti, omosessuali, persone che vengono ricattate sul posto di lavoro. “Non c’è stata mancanza di volontà, abbiamo solo rispettato il format”, chiarisce la regista, che però si augura di potere fare un lavoro di questo genere in futuro: “Se siamo riusciti nel nostro lavoro, chissà. Ad oggi il format originale non ha una seconda stagione, ma non si può sapere. Di argomenti ce ne sono davvero tanti, anche per quanto riguarda vittime più grandi”.

Nudes RaiPlay foto
© Bim Produzione

Ad ogni modo, la serie è stata adattata per inserirsi al meglio nel contesto italiano:

“Il cambiamento del format c’è stato solo nel temperamento dei personaggi e nelle risposte a certe provocazioni. Penso sempre che quando si è estremamente particolari e specifici si riesce a diventare generali: abbiamo preso lo specifico della realtà italiana (i personaggi, le famiglie, la scuola) su un tema universale. La serie norvegese era molto più pudica, i tempi di reazione erano differenti, noi -e non è uno stereotipo- siamo più passionali. La scelta di Bologna e della sua provincia come location serve a rappresentare tante cittadine italiane ed a lavorare su accenti diversi rispetto a quelli che sentiamo nelle serie tv”.

Un lavoro, ha svelato Leonardo Ferrara di Rai Fiction, che è durato un anno e mezzo in fase di scrittura, per “scrivere e riscrivere per trovare l’adattamento più giusto possibile. La produzione è stata veloce, ma su basi solide di sceneggiatura”.

Fotinì Peluso
© Bim Produzione

A confermarlo la head writer Emanuela Canonico (che ha scritto la serie con Matteo Menduni, Giulio Fabroni e Valerio D’Annunzio): in particolare ha fatto patire il lavoro sulla storia di Vittorio. “Nudes”, ha poi aggiunto la sceneggiatrice, “ha al centro il racconto del revenge porn, ma è una serie che parla anche di relazione. Nelle tre storie abbiamo cercato di non perdere l’aspetto del gruppo, dell’amicizia e di come ci sia il pericolo di isolarsi ed incontrare più rischi”.

La produzione è stata invece più veloce, come ha raccontato Russo: un mese per allestire il cast, fare i casting, selezionare i costumi e le location. Considerato anche che c’era la pandemia che incombeva: le riprese sono state effettuate tra la fine del lockdown del 2020 e l’inizio della seconda ondata.

Nudes è una serie anche per adulti?

Nudes
© Bim Produzione

Di Nudes balza all’occhio l’attenzione con cui si sia voluto portare in tv un tema così attuale in un modo altrettanto realistico. Merito sì dello sguardo della regista, ma anche della libertà che lei stessa ha ammesso di aver ricevuto dai produttori, che hanno assecondato le sue scelte:

“Sono stata libera di raccontare tutto, anche delle mini storie periferiche che sono diventate naturali quando ho scelto gli attori. Ho avuto la grande fiducia da parte di Bim di inserire delle piccole scene che fanno parte di un quadro più vasto e che arricchiscono la natura in cui vivono i protagonisti: gli amici, le feste… Se vedevo una comparsa che mi piaceva, decidevo al momento di farle dire una battuta… Elementi che hanno contribuito a rendere la storia più spessa”.

Nudes
© Bim Produzione

Infine, sollecitata da una domanda la regista ha voluto sottolineare l’importanza che Nudes non sia vista solo dai giovani, ma anche dai più grandi:

“Il lavoro del regista e degli scrittori è di mettere una luce su un aspetto poco conosciuto agli adulti. Vogliamo far reagire i genitori a dei segnali che non sarebbero così visibili che i figli ci danno. Se non conosci questo fenomeno, si potrebbe pensare che non stia succedendo nulla. Un genitore si preoccupa di ciò che sa che esiste, ma se non sa che esiste non può preoccuparsene. La nostra speranza è che per un adulto la visione di Nudes possa far scattare un campanello su un fenomeno tenuto a distanza e conosciuto solo quando succede un gesto estremo, ma che in realtà ha vari gradi che dobbiamo conoscere tutti”.