1899, dai creatori di Dark una serie tv paneuropea sui migranti girata tutta in modo virtuale

La tecnologia Volume usata in The Mandalorian ha reso possibile la serie anche in un periodo in cui i viaggi sono complicati

I creatori della serie tv cult di Netflix, Dark, hanno definito il cast della loro nuova serie tv dal titolo 1899, un mystery thriller ambientato a bordo di una delle tante navi che portarono gli europei in cerca di fortuna negli Stati Uniti. Si tratta di un progetto imponente e definito paneuropeo con attori provenienti da diversi paesi, in cui spicca l’assenza di italiani, nonostante la forte presenza della piattaforma nel nostro paese.

Nel cast troviamo attori danesi, spagnoli, tedeschi, polacchi e ciascuno reciterà nella propria lingua principalmente, in modo da riprodurre il più fedelmente possibile il crogiolo linguistico presente in queste navi cariche di speranze e di sogni di una vita migliore. Negli 8 episodi da 60 minuti di 1899 troviamo Aneurin Barnard (The Goldfinch), Andreas Pietschmann (Dark), Miguel Bernardeau (Elite), Maciej Musial (The Witcher), Anton Lesser (Game Of Thrones), Lucas Lynggaard Tønnesen (The Rain), Rosalie Craig (London Road), Clara Rosager (The Rain), Maria Erwolter (The Ritual), Yann Gael (Sakho & Mangane), Mathilde Ollivier (Overlord), José Pimentão (Al Berto), Isabella Wei, Gabby Wong, Jonas Bloquet, Fflyn Edwards e Alexandre Willaume.

Quando il gruppo di migranti in viaggio verso “il nuovo mondo” incontra un’altra imbarcazione in mare aperto, una serie di eventi avversi trasformeranno il loro viaggio in un incubo. Jantje Friese e Baran bo Odar, i creatori di Dark forti di un accordo pluriennale con Netlfix, rassicurano così i fan che sarà un period drama carico di misteri sulla falsariga del lavoro che gli ha dato successo “potete stare tranquilli sarà qualcosa di strano e folle” hanno anticipato a deadline. Ma non ci saranno viaggi nel tempo “perchè non amiamo ripeterci, ma sarà un bel puzzle da ricostruire per gli spettatori”. 

Tutti i passeggeri della nave hanno dei segreti che non vogliono rivelare” ha aggiunto Friese che ha spiegato come stiano progettando una serie su più stagioni ma naturalmente “dipende dalle visualizzazioni“.

La pandemia aguzza la tecnica

Il progetto di 1899 è in fase di sviluppo dal 2018 e all’inizio del 2020, poco prima dello scoppio della pandemia, i due autori erano pronti per partire per l’Europa in cerca delle giuste location. “Siamo della vecchia scuola ci piace andare sul posto, usare il suono realistico. La pandemia ci ha colpito duramente e così abbiamo iniziato a ragionare su come realizzare una serie paneuropea in un periodo come questo“.

A supporto dei due creatori è arrivata Netflix che da tempo stava iniziando a ragionare su forme produttive virtuali, in particolare una tecnologia usata da The Mandalorian chiama “Volume” che permette di realizzare delle repliche in 3 dimensioni delle location all’interno di uno studio. Gli studio Babelsberg in Germania sono così diventati la sede dove riprodurre l’Europa e i vari paesi per 1899. All’interno di uno studio pieno di LED dinamici viene simulato l’effetto di una ripresa all’aperto tra sfondi realistici e un movimento di macchina naturale e senza la necessità di usa il green screen. Secondo Rachel Eggebeen di Netflix gli studi Babelsberg diventeranno il centro europeo per la produzione virtuale aperti anche ad altri produttori.

Odar ha raccontato di aver parlato con i produttori di The Mandalorian per capire come sfruttare al meglio questa tecnologia “avevamo pianificato di girare in Spagna, Polonia, Scozia, […] alla fine abbiamo portato l’Europa da noi“. Una volta presa la mano con la tecnologia Volume Odar e Friese hanno scoperto un mondo nuovo “ti permette di pensare e scrivere le scene in modo diverso esplorando cose che non potresti fare in un modo naturale”. Naturalmente una squadra di tecnici è andata nelle diverse location per effettuare le riprese ma con un movimento di persone decisamente inferiore rispetto ad allestire un set.

Non è una proiezione, non giri a 360° per poi proiettare l’immagine sugli schermi LED, perchè altrimenti l’immagine resterebbe in 2D” ha spiegato Odar “piuttosto è paragonabile a scansionare questi paesaggi e trasformarli in modelli 3D in cui è possibile muoversi all’interno. […] Praticamente è come prendere la post-produzione e trasformala in pre-produzione. Devi decidere tutto prima perchè devi costruirlo prima per esser pronto a girarlo.” Un altro vantaggio è che ti permette di non sottostare agli eventi atmosferici “puoi avere 10 ore di buio se vuoi” ha aggiunto Friese.

1899 ma potrebbe essere oggi

L’idea di 1899 parte durante la crisi dei migranti, quando migliaia di persone sono arrivate in Europa tra mille difficoltà in fuga dai propri paesi e in cerca di un mondo migliore. Questo aspetto è pienamente inserito nella trama di 1899 in cui un gruppo variegato di persone è in viaggio in cerca di un altro futuro.

Friese e Odar hanno fortemente voluto che il progetto fosse paneuropeo “volevamo fosse una collaborazione europea non solo nel cast ma anche nello staff; l’Europa è in una fase di declino e volevamo che questo progetto fosse una sorta di risposta alla Brexit e ai nazionalismi“.