Michele Santoro è tornato in tv (per fortuna)

Michele Santoro negli ultimi tempi è tornato in televisione e vi spieghiamo perché questa sia una bella notizia

A volte ritornano. Per fortuna. Negli ultimi tempi Michele Santoro è tornato protagonista in tv, non nelle vesti di conduttore di un programma tutto suo, ma in quelle di opinionista. Con risultati assai soddisfacenti.

E a certificarlo non sono soltanto le metriche Auditel (che pure nel mondo della tv qualche importanza ce l’hanno), ma anche e soprattutto il fermento generato, sui social e sui giornali, dalle sue parole nell’opinione pubblica. Il perché è presto detto: Santoro, sempre divisivo, sempre all’attacco, sempre ficcante, è in grado di esprimere con grande chiarezza e convinzione le tesi considerate di minoranza (ma già su questa definizione non tutti sono d’accordo) soprattutto in merito alla narrazione della televisione e più in generale dei media italiani della guerra in corso in Ucraina.

Lo si è capito nella bella discussione avvenuta al Maurizio Costanzo Show con Enrico Mentana, ma anche a Piazzapulita, dove ieri sera (share del 6.28%, 1.023.000 telespettatori, in crescita rispetto ai precedenti appuntamenti) Santoro ha duellato con Paolo Mieli. Un appassionante duetto che, non a caso, ha coinciso con il picco di ascolti della puntata (1.639.000 telespettatori alle 22:26) ed ha permesso alla curva del talk di La7 di stare in quella parte sempre sopra quella di Rete 4, dove nel frattempo era in onda Dritto e rovescio di Paolo Del Debbio.

Comunque la si pensi, l’innesto di Santoro nei talk (di cui è uno dei maestri) è riuscito, per almeno due motivi. Perché i talk show si basano sul confronto di idee diverse (non è mica un telegiornale – e questo lo abbiamo osservato anche quando Giletti veniva criticato per dare spazio a no-vax) e perché una voce così carismatica e così televisivamente d’impatto è praticamente impossibile trovarla.

Nelle prossime settimane capiremo se Michele Santoro accetterà, forse suo malgrado, di calarsi definitivamente nel ruolo di opinionista ‘a chiamata’ nei vari talk (una categoria professionale in continua espansione ed evoluzione), replicando quindi le sue ospitate (a Piazzapulita giovedì prossimo non dovrebbe esserci), oppure se preferirà preservarsi con la speranza (non esplicitata, al momento) di venire cercato per un progetto televisivo, magari a più lungo termine, con un ruolo più centrale e decisivo.

 

 

 

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