Mezz’ora in più, Calenda rompe col PD in diretta tv: nuove frontiere della politica-spettacolo

Calenda rompe col PD in diretta a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata ed è sembrato di essere a Uomini e donne: la politica si fa dating show.

In attesa del campionato di Serie A, ad animare la domenica pomeriggio c’è ormai Mezz’ora in più, ripreso con quasi due mesi di anticipo per seguire le evoluzioni – in alcuni casi davvero acrobatiche – di una campagna elettorale inattesa e per molti versi incredibile.

Lucia Annunziata ha dunque interrotto le sue ferie per seguire da vicino le strategie (?) dei partiti politici e dei vari movimenti in cerca di identità, di leadership e soprattutto di elettori. E bene ha fatto.

Lo dimostra l’exploit dell’ospite di ieri pomeriggio, Carlo Calenda, segretario di Azione. Solo 5 giorni prima aveva stretto un’alleanza elettorale – e programmatica – col PD, sancita da foto e conferenze stampa.

In meno di una settimana, l’alleanza è stata rotta e per di più in diretta tv. Dopo un profluvio di tweet – a favore di una bolla che ha seguito gli eventi come se fossero gli aggiornamenti sulla storia Totti e Ilary – la difficile relazione tra Azione e PD si è interrotta in maniera unilaterale in diretta tv. Come se fossimo a Uomini e donne. Il che profila una ulteriore evoluzione della ‘turbopolitica’, della politica-spettacolo, dell’intrattenimento elettorale: siamo arrivati al docureality, al dating vero e proprio.

La mossa di Calenda – o quantomeno la scelta – ha scaldato una domenica agostana di per sé abbastanza asfittica, come del resto auspicabile visto che siamo nelle due settimane che solitamente vedono il Paese spegnersi in cerca di riposo e in vista della ripartenza. Una ripresa che quest’anno sembra ancora più faticosa, tra crisi energetica, cambio climatico, aumenti dei prezzi ed elezioni anticipate.

Ma da un punto di vista strettamente mediatico direi, a memoria, che è la prima volta che un accordo politico viene rotto in diretta tv: tanti sono stati i momenti intercettati dalla televisione/informazione in luoghi più o meno deputati alla politica – penso allo strappo del Predellino del 2007 con Berlusconi che annuncia la nascita del Popolo della Libertà a Piazza San Babila o al “Che fai, mi cacci?” di Gianfranco Fini a Berlusconi durante la direzione nazionale del Popolo della Libertà del 2010 – ma faccio fatica a ricordare una decisione politica annunciata in diretta tv, con unico interlocutore il conduttore della trasmissione e target privilegiato i suoi telespettatori. Certo ben profilati, visto il programma. Una comunicazione agli elettori ancor prima che ai diretti interessati nelle sedi deputate. Magari al telefono…

Diciamo che la mia memoria diretta arriva agli esordi della Seconda Repubblica, quindi sono ben accette segnalazioni di casi analoghi precedenti ad essa o anche sfuggiti al ricordo. Intanto a Calenda va il merito di aver acceso le tifoserie ancor prima dell’inizio del Campionato.

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