La ‘faziosa’ Annunziata. Che rende tutti i faccia a faccia irresistibili

Mezz’ora in più è lo spazio preferito dai seguaci della Annunziata, ma soprattutto dai suoi detrattori. Che della ‘faziosa’ Lucia non possono fare a meno

Di Massimo Falcioni  

Tra duecentomila talk in onda spesso identici tra loro, ben vengano trasmissioni come Mezz’ora in più. Un programma che, di fatto, è la sua conduttrice. Perché si può pure cambiare intestazione, passando negli anni da In Mezz’ora alla dicitura attuale, ma poco importa: per il pubblico la domenica pomeriggio su Rai 3 c’è semplicemente la Annunziata. Sintomo di una potente identificazione, incentrata soprattutto sull’ approccio.

Nella tv urlata, delle mille voci e opinioni, il faccia a faccia rimane il format più accattivante. Mezz’ora in più non è mai trasparente, nel senso che non passa inosservato. Offre spunti di riflessione, match strepitosi e soprattutto titoli. Che poi sarebbe lo scopo di ogni giornalista che si rispetti: fornire ed offrire argomenti di discussione.

Se vai dalla Annunziata indossi i guantoni. Lo sa chi accetta di partecipare, ben consapevole che il più delle volte approdare nel territorio nemico regala punti, anziché toglierli.

Mezz’ora in più è personalizzazione assoluta. Non esisterebbe con un padrone di casa diverso, diventerebbe altro e magari nessuno si accorgerebbe della sua esistenza. La Annunziata è come Santoro. ‘A me gli occhi please’, tutto il resto non conta. Non è importante la domanda in sé, bensì il contesto, la tensione che si genera, il contrasto vivace e appassionato tra punti di vista agli antipodi.

Lucia Annunziata è scorbutica, istintiva, disordinata, spesso sgrammaticata. Ma siano benedetti quelli che offrono un taglio differente e una specifica caratterizzazione. Anche per questo negli anni fu il bersaglio perfetto di Sabina Guzzanti, che nelle sue parodie evidenziò il suo strabismo. E lei, a testa bassa, la affrontò: “Mi hai dipinto come una che parla napoletano, ha gli occhi storti e non conta un cazzo“.

Sempre un “cazzo” se lo fa scappare di fronte al ministro della famiglia Eugenia Roccella al termine di un confronto appassionato e tenace sulla maternità surrogata, chiama Matteo Renzi “coso” perché sul momento non ricorda il suo nome, è convinta che l’Italia sia in gara ai Mondiali in Qatar salvo essere smentita da un disorientato Tardelli. E quando sembra imprigionata all’angolo, trova puntualmente l’occasione per rialzarsi.

Goffa, apparentemente imbranata e al contempo autorevole. Punti estremi che convergono, che la rendono capace di raccogliere un milione di spettatori a domenica. Mezz’ora in più è lo spazio preferito dai seguaci della Annunziata, ma soprattutto dai suoi detrattori. Che della ‘faziosa’ Lucia non possono fare a meno, perché per detestare un rivale devi averne considerazione, timore e persino stima. Il mio miglior nemico, commenterebbe qualcuno. Probabilmente la migliore su piazza negli uno contro uno.

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