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Maria Giovanna Maglie: “Le mie spese da inviata Rai? Costavo meno di altri”

Maria Giovanna Maglie a La Confessione: “Gli altri giornalisti dormivano in albergo, io in una villetta, ma costavo meno”. Attacchi a virologi e Ferragni

Durante la Guerra del Golfo gli altri giornalisti dormivano in albergo e io in una villetta? Io costavo meno”. Lo ha detto Maria Giovanna Maglie, ospite a La Confessione, a proposito della sua esperienza da inviata per la Rai che culminò con le dimissioni per l’accusa – poi archiviata – di false fatture durante il suo periodo di corrispondenza all’estero.

Stavamo tutti quanti nella stessa villetta, ognuno a un piano, cameraman, montatori e giornalisti. In mezzo una quarta stanza per lo studio. Avevo fatto i conti e li avevo comunicati per tempo. Nel casino si è dimenticato di informare sul fatto che qualunque spesa sostenessi veniva autorizzata. Rivendico il costo minuto, che non hanno mai deciso di calcolare. Producevo negli Usa oltre a tre servizi al giorno, coprivo le edizioni delle 13, delle 19.45 e delle 23.30. Una volta alla settimana producevo Pegaso America, l’approfondimento del Tg2 lo facevo io dagli Stati Uniti. Le spese comprendevano le macchine di tre giornalisti di Repubblica, Messaggero e Sole 24 Ore, questa è la verità. A un certo punto mi resi conto che avevo pestato i piedi ad alcuni di questi organizzatori sopra ai giornalisti, senza accorgermene. Se uno deve produrre un’ora alla settimana, servono delle immagini. Le immagini costosissime arrivavano in Rai, scelte da una commissione speciale, arrivavano tardi e brutte. Io per metà prezzo le trovavo belle e per tempo.

La Maglie si è poi scagliata contro i virologi, da oltre un anno onnipresenti in tv. “Pochi giorni fa ho assistito a un dibattito in cui il povero presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini tentava di argomentare con Galli, il quale gli ha cominciato ad urlare sulla testa. Alcuni di questi, non tutti, sono quindici mesi che stanno anche tre volte al giorno in televisione, mi domando quando lavorano. Hanno sostenuto tutto e il contrario di tutto. Gli scienziati, una volta che la politica ha preso una posizione, devono tacere, oppure devono criticare ma non con l’aria di quelli che sanno tutto loro”.

Inevitabile un accenno alla recente polemica con Chiara Ferragni sulla vicenda vaccini, con la giornalista che ha rincarato la dose: “Mi sono domandata perché una che ha fatto i soldi molto intelligentemente, molto furbamente, molto ben circondata, occupandosi di borse, magliette, felpe e mutande, debba mettersi a parlare di politica, come se aspirasse a diventare un leader. Uno dei problemi dell’Italia è anche questo”.

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