Marco Maisano: “L’obiettivo di Piacere Maisano è raccontare temi attuali con lucidità”

Tutte le novità sulla seconda edizione di Piacere Maisano in onda da questa sera in seconda serata su TV8, parla Marco Maisano a TvBlog.

Marco Maisano è pronto per ricominciare il racconto dei temi più attuali del momento e le tendenze che caratterizzeranno il futuro del nostro paese. Dopo la parentesi della scorsa primavera dedicata in particolar modo all’emergenza Covid-19 nel periodo della prima ondata, da stasera in seconda serata parte la seconda edizione di Piacere Maisano, subito dopo X Factor.

TvBlog ha intervistato il conduttore per approfondire meglio qual è l’obiettivo di questa edizione.

Ritorni per una nuova serie ma è come se tu non te ne fossi mai andato dopo lo spin-off dedicato al Covid-19 di alcuni mesi fa. Raccontaci le novità della seconda stagione…

Si parte con un tema a cui tengo molto che è quello ambientale, quindi affrontiamo anche quest’anno con la prima puntata il tema del cambiamento climatico preso di petto, dunque il tema dell’energia. Sarà un escursus storico a partire dal legno, dal carbone. Siamo andati sotto ad una miniera a 200 m sotto terra per vedere come funziona. Abbiamo scoperto come funziona il nucleare e come il petrolio sino ad arrivare alle energie rinnovabili quindi: eolico, geotermico e solare per raggiungere così la conclusione che sembra ormai ovvia, cioè che le rinnovabili saranno effettivamente la soluzione. Non solo perché ridurranno i costi e le bollette, ma anche perché faranno star meglio le bollette.

Lavorando che situazione hai visto in questo periodo così complicato?

Sicuramente ha reso tutto più difficile. Mi sarebbe piaciuto viaggiare un po’ di più nel senso che per me fare tutto questo vuol dire approfondire, non è un vezzo. Mi sarebbe piaciuto poter andare a vedere una piattaforma di petrolio in cui però purtroppo non è stato possibile. Io sono comunque soddisfatto dato il periodo, di più non si poteva fare. Siamo tornati adesso dal Ghana ed è stata un’impresa unica perché fra tamponi alla partenza, all’arrivo e altri tamponi diventa veramente faticoso. Poi con la mascherina anche in Ghana con 35 gradi è dura.

Quanto avete impiegato per fare le registrazioni?

Dopo le 4 puntate speciali per il Covid-19 ci siamo fermati quindi circa 5 mesi.

E qual è stato il momento più complicato (se c’è stato) dove tu magari hai detto “No, non ce la faccio”?

Sicuramente nella miniera di carbone in Ucraina ho sentito la pressione in tutti i sensi. Lì ho temuto di rischiare un attacco di panico perché non respiri, c’è tantissima polvere, buio, sei sotto terra in queste gallerie fatte…ti lascio immaginare come…ma è stata un’esperienza indimenticabile.

Immagino. Poi parlerai di moda, di come si è evoluta e della crisi che ha impattato anche su questo settore…

Innanzitutto la mia intenzione di questa puntata è raccontare la moda. Noi solitamente diamo per scontato cosa sia no? C’è chi dice “No io la moda non la seguo” quando in realtà non è così. La seguiamo tutti, semplicemente c’è qualcuno che decide cosa far provare a noi nel negozio. Ed è un bene che sia così perché in qualche modo noi attraverso la moda esprimiamo il nostro gusto che poi è uno spazio di libertà, che per noi è scontato mentre in altri posti non lo è affatto. Questa puntata ripercorre la filiera della moda ed è un qualcosa che mi ha fatto piacere fare. Certo non sappiamo quanto la crisi l’ha colpita, ma sicuramente continuerà ad esistere. Un viaggio che va da Missoni dove scopriamo l’artigianalità, le sfilate, le influencer. Si scopriranno cose che nessuno di noi, se non gli addetti ai lavori, sanno.

E anche in questa puntata darai spazio alla sostenibilità

Sì assolutamente, darò spazio a chi la promuove. Ho scelto di parlare con Renzo Rosso perché sta investendo moltissimo in sostenibilità riciclando capi usati per ridargli nuova vita e mi sembra una soluzione giusta.

Darai spazio anche all’immigrazione, tema molto attuale:

Per approfondire questo argomento bisogna avere la situazione sotto gli occhi e capire dove parte tutto quanto. Dunque jo deciso di andare in Ghana, dove la situazione è ai limiti dell’incredibile. Cresce moltissimo (circa del 7%) quindi ha un PIL che quadruplica il nostro, però ha grandi disparità. Chi è ricco sta molto bene, ma chi è povero sta in condizioni incredibili. Non esiste classe media. L’immigrazione non può essere tratta come si sta trattando adesso quindi che sia in continua emergenza. Da un lato ci sentiamo dire che bisogna chiudere i porti, dall’altro ci sentiamo dire che bisogna accogliere tutti. Da un lato è vero che la solidarietà è uno dei valori di riferimento dell’occidente, ma è anche vero che non siamo in grado di accogliere così tanti migranti. Vengono qui e non sappiamo cosa fare perciò molte volte queste persone purtroppo finiscono anche nelle mani della criminalità organizzata. L’immigrazione quindi va intesa come un problema a lungo termine e non emergenziale. Bisogna affrontarlo con molto pragmatismo.

Dunque si crea troppo allarmismo?

É un tema elettorale, punto. Fa comodo al PD da un lato e fa comodo alla Lega dall’altro. Nessuno si decide ad affrontare il tema immigrazione in modo pragmatico perché non porta voti. O smettiamo di trattare l’argomento come uno spot elettorale continuo oppure ne vedremo delle belle.

Altro argomento che affronterai sarà legato ai complottisti, tornati prepotentemente in primo piano anche durante questo periodo di pandemia (vedi i negazionisti). Sei pronto anche ad affrontare eventuali polemiche da parte loro?

Ho deciso di dare spazio ai complottisti non tanto per prenderle in giro, ma per capire cosa sta realmente succedendo perché è in atto un qualcosa che era sottotraccia però non si percepiva per davvero, ovvero la totale mancanza di fiducia da parte dei cittadini italiani ed europei nei confronti delle istituzioni. L’italiano medio non si fida più dei politici e nemmeno della scienza e non abbiamo situazioni simili nella storia recente.

Ma è colpa dell’informazione?

Da un lato della politica che ha questo credito. Se per 20 anni ti narri male e fai male il tuo mestiere, i cittadini perdono fiducia in te. Dall’altro è il cambio degli eventi all’interno della società che sono stati molto veloci. La vita che faccio io è talmente incerta dalla vita che faceva mia nonna o mia madre, quindi credo che questo abbia creato una certa confusione nel cittadino medio. Poi è arrivato internet, uno strumento che diffonde il sapere in maniera democratica ma che in realtà crea l’illusione a tutti di poter sapere tutto. Questo è stato cavalcato anche da alcuni movimenti politici, è il qualunquismo arrivato in politica.

Invece sul tema quarta età che affronterai al penultimo appuntamento?

Raccontiamo l’aspettativa di vita in cui per alcuni siamo primi, per altri siamo secondi nel mondo. Siamo un paese dove gli anziani vivono molto (e menomale). Ma non si è allungata solo l’età, è diminuito il periodo di vecchiaia. Ieri eri vecchio a 60 anni, oggi lo sei a 75/77. Ho incontrato atleti (e che atleti!) di 86 anni correre come matti (ride, ndr). Sport, amore, vacanze o addirittura nuova vita fatte da persone ultrasettantenni ed è una cosa meravigliosa da raccontare. I miei nonni non avrebbero mai fatto una cosa del genere. E’ cambiata la mentalità. Oggi chiudere tutto, andare in pensione a 68/70 anni e trasferirsi alle canarie è assolutamente normale.

Per chiudere il cerchio: Baraccopoli. Una vera inchiesta su vicende spesso in primo piano nella cronaca

L’Italia sta diventando un paese sempre più povero, o meglio, aumentano a dismisura i poveri assoluti. E’ un immersione all’interno di questo mondo che noi non vediamo, ma che esiste. Molto di più in alcune città, molto meno in altre. Stiamo parlando di baraccopoli come quelle che si trovano nelle Filippine o nel Sud-est asiatico. Baracche fatte di lamiere. A Messina queste persone ci vivono addirittura dal 1908! Faremo un viaggio nell’Italia sempre più povera con particolare attenzione alla questione sanitaria.

Ho fatto questo giro di argomenti per arrivare a chiederti: qual è l’obiettivo di questa seconda stagione?

Anche se non viene espresso in maniera chiara (ma non è mia intenzione alzare polemiche) è quello di parlare di temi che interessano sul serio. Allontanarsi dai teatrini che si vedono spesso nei talk show (non che i talk siano un genere superato, anzi viva i talk ed è bene parlare di politica) ma la mia intenzione è quella di trattare dei temi con lucidità.

Guardando alcune delle tue puntate, la modalità di racconto in immagini si svolge anche grazie ad una telecamera che rimanda ad un parallellismo probabilmente a te già comune ed è quello de Il testimone di Pif.

La cosa non mi dispiace affatto. Io adoro Pif e sono cresciuto guardandolo, mi diverte tantissimo. E’ un paragone che sento mio, mi fa piacere e sono contento. Spero abbia visto il programma (ride, ndr)

Non ti ha mai scritto?

Ci siamo incrociati a Le iene però no, non ho contatti con lui.

Ti piacerebbe fare una terza, quarta, quinta edizione di Piacere Maisano?

O una settima o un’ottava…

Bolle in pentola qualcosa?

Vediamo… Ti dico vediamo…

Non ti sbilanci troppo…

No, ma come sempre è tutto in evoluzione!

Ringraziando Marco Maisano per l’intervista ricordiamo ancora l’appuntamento con Piacere Maisano a stasera in seconda serata per il primo dei 6 appuntamenti in onda su TV8.

 

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