Manovra Finanziaria 2026: cosa c’è di vero sui tagli al Paradiso delle Signore e Un Posto al Sole, i rischi maggiori per le fiction italiane
La Manovra Finanziaria 2026 riguarda anche il Fondo per L’Audiovisivo. I tagli potrebbero essere piuttosto importanti. Le fiction italiane pronte a subire un notevole ridimensionamento.
Numeri, scadenze, aspettative. È di nuovo quel periodo dell’anno, in cui politica, economia e finanza si intrecciano in un valzer tutt’altro che decifrabile. O meglio: le cifre sembrano esserci, le tempistiche anche, ma non è ancora chiaro se e quando si inizierà a cambiare marcia. In altre parole: è arrivato il momento della Manovra Finanziaria 2026.
Il biglietto da visita di un anno che sta per finire e quello che, invece, dovrà cominciare. Un avvicendamento che non riguarda solo il Governo, include – anzi – gli italiani nella totalità perchè i provvedimenti presi andranno a incidere nella vita di tutti i giorni. Il futuro economico è ancora un rebus, anche se qualche premessa comincia a trapelare e coinvolge persino il settore audiovisivo. A tenere banco, tra televisione e cinema, sono diversi aspetti.
Manovra Finanziaria 2026, tagli al Fondo per L’Audiovisivo
In ordine di tempo e priorità, il più impellente riguarda i tagli annunciati al fondo per l’audiovisivo che ciascun esecutivo mette a disposizione ogni anno. I numeri, in tal caso, non sono incoraggianti. Anzi. La versione della Manovra Finanziaria, tuttavia, è ancora soggetta a modifiche e cambiamenti.
Nello specifico è prevista la riduzione di stanziamento da 696 milioni a 550. Nel 2027, quindi, da 550 milioni sarebbe prevista un’ulteriore sottrazione per arrivare a 500 milioni di euro disponibili. Il capitale dovrebbe bastare a coprire le spese di un intero settore, incluso il comparto degli addetti ai lavori e le maestranze che ruotano attorno alla settima arte e al piccolo schermo. Le anticipazioni della versione istituzionale della Finanziaria non sono andate giù alle associazioni sindacali di categoria che stanno, proprio in questi giorni, manifestando il proprio dissenso con comunicati e manifestazioni specifiche.
Cinema e tv nel mirino
Eventi che servono a sottolineare quanto il settore audiovisivo sia in crisi, anche per via di alcune scelte fatte nel corso degli anni. I tagli all’audiovisivo – nella fattispecie – non sono argomento del passato recente, ma si è sempre dibattuto sulle sorti dei lavoratori dello spettacolo perchè gli investimenti, nella contemporaneità, sono sempre stati oggetto di critica in quanto o arrivavano con il contagocce, oppure perché le formule per accedere agli indennizzi erano troppo settoriali e schiave di una burocrazia eccessiva che tagliava fuori anche e soprattutto giovani registi e autori.

Stavolta la situazione è diversa perché – stando agli aggiornamenti dello scorso 22 ottobre – ci sarebbe già una versione preliminare della manovra. Si è andati oltre la semplice bozza e il testo della Finanziaria 2026 avrebbe già una versione “bollinata” dalla Rgs Mef. Ovvero il prospetto su cui si potrebbe procedere per arrivare all’approvazione. Entro e non oltre il prossimo 31 dicembre. Seguiranno, dunque, mesi di piccoli aggiustamenti e qualche modifica, ma il settore audiovisivo potrebbe andare nella direzione paventata. Tagli del 21% il prossimo anno e del 28% se guardiamo al 2027.
Cosa rischiano Rai e Mediaset
A chi storce il naso, il Mef risponde di aver già provato a correggere il tiro sulle cifre previste. In definitiva i numeri avrebbero potuto subire ulteriori modifiche al ribasso, ma così non è stato. Tesi che, però, non convince gli organi di categoria di cinema e televisione. Se dovessero rimanere così le cose, che succede alle soap italiane e più in generale ai prodotti di piccolo e grande schermo? Ci sarà bisogno di stringere la cinghia. Significa meno opportunità e contenuti disponibili.
Investimenti diversi per Rai e Mediaset vogliono dire tanto rispetto al trend da tenere: cifre come quelle preannunciate nella manovra includono un tasso di perdita relativo al 40% degli utili con riferimento al rapporto entrate e uscite. Tradotto: saranno necessari dei tagli, al personale e ai contenuti.
Il Paradiso delle Signore e Un Posto al Sole: il destino dei grandi titoli italiani
La Rai sembra essere quella maggiormente colpita in termini di fiction: Viale Mazzini ha sempre investito prettamente nella serialità italiana. I grandi racconti: da Un Posto al Sole a Il Paradiso delle Signore, passando per Imma Tataranni e Rocco Schiavone. Prodotti che rischiano un ridimensionamento o addirittura qualche elisione. Questo non significa che le aziende hanno già deciso di far fuori i titoli più dispendiosi, vuol dire che ci sarà da riflettere. Magari tra una fiction e l’altra passerà più tempo, oppure ci sarà una forte rimodulazione nelle note spesa. Meno budget, meno ambizioni.

Lo stesso potrebbe valere per Cologno Monzese che, ultimamente, investe sulle fiction d’importazione e si dedica meno alle produzioni originali di serie. Si concede, però, qualche lusso in più rispetto alle novità relative ai format di intrattenimento. La domanda è: per quanto tempo ancora sarà possibile? I primi riscontri si cominceranno a vedere nel 2026. Quando la Manovra Finanziaria non sarà solo uno spunto di dibattito, ma un elemento concreto (e in vigore) con cui fare i conti.