L’Odissea, la poesia di Domenico Iannacone è il regalo di Pasqua di Rai 3

‘L’Odissea’ della disabilità mentale in Italia, l’Odissea del Teatro Patologico di Roma, ma sopratutto un viaggio magico nelle vite dei protagonisti.

Per la Pasqua 2021, Rai 3 ha regalato ai telespettatori L’Odissea, il film-documentario di Domenico Iannacone andato in onda in prima serata di Venerdì Santo, in  un 2 aprile che è anche la Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo. Ma guardare questo racconto di Iannacone – da lui diretto e scritto con Lorenzo Scurati e prodotto da Hangar tv di Gregorio Paolini – come un contenuto ‘da occasione’ è a dir poco limitativo. È, piuttosto, un’occasione da non perdere per guardare, capire, andare oltre le tonnellate di pregiudizio sulla disabilità mentale. Lo sguardo passa per l’esperienza del Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi e quella del teatro Patologico è una storia essenziale, irrinunciabile, da raccontare. Ed è raccontata nelle forme del suo oggetto: squisitamente teatrali.

Il film-documentario si fa pièce, nella sua forma estetica e nel suo contenuto narrativo. Una caratteristica non estranea certo alla tradizione di Iannacone, con anche in questa occasione dà fondo a quella capacità di partecipazione coinvolta e distacco a sottrazione che porta con sé in ogni suo lavoro. Il suo sguardo riesce a cogliere il particolare e disegnare il generale: Iannacone porta sullo schermo il Viaggio di Ulisse preparato per la scena dai ragazzi (non importa di che età) del Teatro e anche l’Odissea di ogni singolo partecipante, che diventa poi l’epopea dell’intero progetto. La missione di Dario, anima del Patologico, l’impegno dei protagonisti, la disperazione delle famiglie – che restano però in tralice – diventano tangibili nonostante la distanza televisiva. L’Odissea è poesia, è scrittura e sensibilità, è regia, è messa in scena. Tocca le corde della mente e del cuore. E si rende indispensabile con le parole semplici, dirette, dei protagonisti, come quelle di Marina, 61 anni, che ripercorre con assoluta lucidità le sue patologie e i suoi TSO e che spiega il suo rapporto privilegiato con l’acqua così:

“Mi sento libera nella pazzia e nell’acqua […] La cosa più dura è l’umiliazione: quella la senti, mica sei scemo. Chiunque può uscire pazzo…”.

Un viaggio epico, impossibile e possibile, da vedere: accettate il regalo di Rai 3 per Pasqua e recuperate L’Odissea su Raiplay.