Little Big Italy, tutto il sapore della buona tv

Alla sua quarta stagione, Little Big Italy si conferma uno dei migliori programmi ‘con la cucina’ (e anche senza) della tv italiana.

Little Big Italy torna a viaggiare e porta in tv la sua quarta stagione nell’autunno 2021 con Francesco Panella in giro per l’Europa. Messe per ora da parte le rotte intercontinentali, la crew di Little Big Italy si è imbarcata per un tour nel continente, che si sposta da Madrid a Praga, da Stoccolma a Lisbona, passando per Amsterdam, Zurigo, Monaco di Baviera, Marsiglia, Tenerife, Bruxelles, ma sempre con lo spirito di sempre.

Se nelle tappe oltreoceano si sente di più il distacco culturale – che è poi lo spunto narrativo originale – tra quello che gli autoctoni credono essere italiano e quello che davvero lo è, e che magari resiste nel gusto non contaminato degli expat, nelle tappe europee si finisce più per ‘valutare’ le capacità culinarie tout-court dei vari chef. Ma in fondo la cucina è la cornice di un racconto che punta alle storie delle persone, che impariamo a conoscere anche attraverso i loro gusti, i loro piatti preferiti, persino le ‘distorsioni’ del loro palato.

Little Big Italy

Le parole chiave della scrittura e della conduzione sempre delicata, appassionata, equilibrata di Panella sono rispetto ed affetto: sono queste le chiavi attraverso le quali si racconta la vita degli italiani che hanno aperto locali all’estero, con le loro storie comuni e sempre straordinariamente belle. Come si fa a non commuoversi di fronte allo sguardo umido (su cui non si insiste) della splendida nonna Nella, 80anni di bellezza, da 40 in cucina, di cui 20 col grande amore sposato a 17 anni e scomparso a 60? Arrivati in vacanza in Andalusia hanno aperto un localino e poi hanno deciso di spostarsi nella Capitale, vicino allo stadio Santiago Bernabeu, come voleva il marito che però non è riuscito a vedere per un soffio il suo sogno realizzato. Una vita intera, il sacrificio, l’amore in meno di un minuto. “Mi adotti per favore?” chiede Francesco Panella a nonna Nella con lo sguardo affettuoso di un nipote innamorato. “Staresti male, perché qui c’è solo da lavorare!” dice ridendo (ma neanche tanto) nonna Nella: una frase che scolpisce in una istantanea tutta la fatica di un ristoratore.

Little Big Italy

 

Non si cade mai nella tristezza: il tono è sempre leggero, affettuoso appunto, grazie alla grande capacità di Panella di stemperare e alla sua mimica dai tempi perfetti (l’assaggio ‘scandaloso’ che apre la puntata è sempre una chicca), insieme all’abilità della produzione nel cogliere nel montaggio sguardi, sorrisi, anche critiche ma sempre senza cattiveria.

Little Big Italy

Il casting resta uno dei punti di forza: in questa prima puntata, a Madrid, incrociamo Pietro, da 35 anni in città dopo aver conquistato una famosa ballerina di flamenco, l’agente di viaggio Valeria e Grazia, attrice, dalla Campania. Le loro storie si intrecciano a quelle dei ristoratori e dei piatti, delle tradizioni e dei sapori, delle nostalgie e dell’idea che dell’Italia ciascuno ha portato con sé.

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Rispetto alle altre stagioni, forse la confezione ha voluto strafare un po’ con la colonna sonora, mentre il montaggio della presigla con estratti di tutte le tappe è piacevole e dà il senso del ritorno al viaggio, che è sempre una crescita. Fa piacere poi sentire un omaggio a Raffaella Carrà con Pedro, dedicata a Pietro e in tempi non sospetti, quando ancora Raffa era con noi.

La gara, come sempre, è uno spunto, una scusa per parlare di cucina, di ricordi, di gusti, di materie prime, di stereotipi, di umanità: il viaggio nelle cucine italiane nel mondo è un viaggio nella vita degli expat.

Alla sua quarta stagione Little Big Italy si conferma uno dei migliori programmi ‘con la cucina’ (e anche senza) della tv italiana.