Home Interviste L’altro ispettore su Rai 1, intervista ad Alessio Vassallo: “C’è chi rischia la vita ogni giorno per mandare avanti il Paese, bisogna fare di più. Il mio ispettore non cerca risposte ma le domande giuste”

L’altro ispettore su Rai 1, intervista ad Alessio Vassallo: “C’è chi rischia la vita ogni giorno per mandare avanti il Paese, bisogna fare di più. Il mio ispettore non cerca risposte ma le domande giuste”

TvBlog incontra Alessio Vassallo, protagonista della miniserie L’Altro Ispettore, in onda dal 2 dicembre su Rai 1.

1 Dicembre 2025 11:49

Alessio Vassallo è uno dei volti più versatili del panorama attoriale italiano, un professionista che, dopo aver vissuto l’atmosfera siciliana de Il Giovane Montalbano, si misura ora con un ruolo tanto complesso quanto importante. A partire dal 2 dicembre, va infatti in onda su Rai 1 la nuova miniserie L’altro ispettore, che tratta la tematica della sicurezza sul lavoro.

In questa intervista a TvBlog, l’attore parla della nascita e dello sviluppo di un progetto che, nella sua completa originalità, ci porta alla consapevolezza di quello che accade giornalmente nel nostro Paese. E ci pone davanti l’importanza della prevenzione, che non è mai abbastanza e che è sinonimo di sicurezza.

Dopo aver interpretato ruoli in altre serie di successo, come ha scelto di accettare questo nuovo progetto?

Questo è un regalo che mi ha fatto Gloria Giorgianni, una produttrice coraggiosa che ha deciso di aprire una narrazione nuova e di dare luce al tema del lavoro, che rappresenta tutti noi. Quando mi ha affidato questa grande responsabilità, per me è stato un grandissimo privilegio, anche se inizialmente non è stato affatto semplice. Mi sono confrontato con una problematica molto più grande di me, cioè quella dei morti sul lavoro. Nei primi giorni di set, facevo fatica e non mi capacitavo di come si potesse perdere la vita durante gli orari lavorativi. Per me è quasi inconcepibile, ma accade. Per questo è così importante la figura dell’ispettore del lavoro, perché controlla gli imprenditori ma anche i lavoratori.

alessio vassallo intervista
Intervista ad Alessio Vassallo – tvblog.it

Oltre che investire in sicurezza, è importante soprattutto credere nella prevenzione: bisogna parlarne a scuola con i ragazzi, che saranno tutti futuri lavoratori. Un romanzo popolare come il nostro può essere anch’esso una forma di prevenzione e un modo di raccontare ai più giovani il lavoro. Per questo credo che sia una serie rivoluzionaria: l'”altro ispettore” è un ispettore gentile, senza pistola e la cui unica arma sono le parole e i pensieri. Per me è stato realmente un privilegio. Non è così scontato che una donna giovane, come la produttrice Giorganni, riesca a costruire un progetto così bello, complesso e ambizioso.

Il suo Domenico Dodaro “non interroga, ma pone domande” ed è appunto “senza pistola“. Come ha affrontato l’interpretazione di un ispettore così lontano dagli stereotipi televisivi?

Il mio è un ispettore diverso proprio perché pone domande ma non interroga, è gentile ed empatico. Non cerca risposte ma le domande giuste: un motto che dovrei mettere in pratica nella mia vita, anche se faccio un po’ più di fatica. Quell’imprinting mi ha aiutato molto, e mi ha dato quella responsabilità di far vedere il lavoro, che crea identità alle persone. Questa è una serie che fortifica ancor di più il concetto del lavoro che ha pari dignità, e mette in evidenza il fatto che non esistono mestieri di serie A e di serie B. Se fatto con passione e amore, ogni lavoro ha la stessa importanza e tutti i lavori devono essere sicuri.

Ritiene che L’Altro Ispettore possa portare una vera e propria “cultura della prevenzione” che coinvolga tutti, dai datori di lavoro ai singoli dipendenti?

Questo progetto accende sicuramente una luce importante su questo tema, ponendo delle riflessioni e aprendo dei temi di dibattito. L’importante è parlarne ed entrare nel racconto vivo, ma soprattutto non assistere, come spettatori passivi, a un bollettino di guerra che ogni giorno viene aggiornato.

La parola chiave della serie è “cura“. Quanto è stato importante questo aspetto nell’interpretazione di Mimmo e nella storia?

La cura è fondamentale ed è oggi molto difficile. Ci prendiamo cura solo di noi stessi, ed è quindi molto complicato prendersi cura degli altri. La forza del mio personaggio è proprio questo: lui si prende cura dei suoi lavoratori, della sua famiglia e trascura forse un po’ sé stesso.

alessio vassallo intervista
Intervista ad Alessio Vassallo – tvblog.it

Questo lo porterà a inciampare varie volte e sarà il lato più ironico della serie: è fondamentale che questo progetto sia anche ricco di ironia, ed è stata proprio questa la difficoltà, cioè quella di mantenere il racconto delicato ma con grandi punti di ironia. La vita ha questa tavolozza di colori: non è solo bianco e nero, e spero di essere riuscito a trasmettere questo concetto.

In che modo prepararsi a questo ruolo ha cambiato la sua percezione del tema della sicurezza sul lavoro?

Quando passo davanti a un cantiere, mi soffermo e ci penso. Mi rendo conto che sono la locomotiva del nostro Paese, coloro che mandano avanti l’Italia, e che hanno bisogno sempre di più di tutele. A volte passiamo davanti a dei lavori in corso e nemmeno ci facciamo caso; ci sembra quasi un impiccio perché spesso siamo costretti a rallentare con l’auto. C’è chi rischia la propria vita ogni giorno per mandare avanti tutto il Paese. Quindi sì, questo progetto mi ha dato una consapevolezza maggiore.

A suo parere, in cosa stanno sbagliando le istituzioni sul fronte della sicurezza sul lavoro? C’è ancora molto da fare?

In questi anni è stato fatto tanto per la sicurezza sul lavoro, ma bisogna sempre farne di più. La nostra serie è un atto di prevenzione da servizio pubblico, che deve andare oltre gli ascolti. Ha un forte impatto sociale e mi auguro che possa essere sostenuta anche per questo.

Quanto c’è di lei in Mimmo?

Io sono molto preciso nel lavoro ma imbranato nella mia vita. Ad accomunarci c’è anche lo stupore: come i bambini, io tendo a stupirmi di tutto. Mi ha insegnato appunto a non cercare risposte ma le domande giuste. Non è facile mettere in pratica questo, ma ci proverò.

Futuri progetti da raccontarci?

Sono al momento sul set di Biagio Conte, un film che parlerà di un San Francesco moderno. In primavera riprenderò invece, in giro per tutta Italia, lo spettacolo Il Male Oscuro di Giuseppe Berto.