Ladri di case, quando la tv si innamora di un filone

Ladri di case, quando la tv si innamora di un tema che funziona sul pubblico generalista e lo trasforma in emergenza nazionale

A guardare la tv degli ultimi 7-10 giorni sembrerebbe la vera emergenza nazionale. Ma la sensazione è che si tratti soprattutto di un classico innamoramento della televisione nei confronti di un filone che ha tutte le carte in regola per intercettare il pubblico generalista. Perché, senza troppi giri di parole, scatena facilmente indignazione e riguarda una delle cose a cui gli italiani sono maggiormente legati: il mattone.

Partito da Fuori dal coro di Mario Giordano che se ne occupa da mesi (rivendicando giustamente anche di aver vinto in questo senso alcune battaglie), ormai ha conquistato gran parte dei talk show del piccolo schermo nostrano. Da Ore 14 di Milo Infante a La Vita in diretta, passando ovviamente per Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Stasera Italia e Storie Italiane (dove addirittura è stato necessario l’intervento in tempo reale dei Carabinieri), fino al prime time di Non è l’Arena, Le Iene, Zona Bianca e Dritto e rovescio.

Il filone in questione è quello dei cosiddetti ladri di case, ossia persone che abusivamente si introducono in appartamenti in realtà di regolare proprietà di incolpevoli cittadini che da un momento all’altro si ritrovano privati del loro immobile, faticando incredibilmente a tornarne in possesso.

La storia che ha fatto scoppiare il trend televisivo è quella di Ennio Di Lalla, l’anziano di Roma la cui casa era stata occupata per una ventina di giorni da una signora di origine rom. Una storia che per forza di cose smuove l’animo del telespettatore, consapevole del fatto che “può accadere a tutti“. Una storia, con l’happy end, spremuta voracemente dai salotti televisivi nostrani che tra qualche settimana, fatta qualche eccezione, ovviamente si dimenticheranno della vera emergenza del Paese: quella dei ladri di case.