LA7 presenta il palinsesto, Cairo: “Tutti riconfermati dopo un anno eccellente, poche novità ma importanti”
Presentato a Milano il palinsesto della prossima stagione di La7 alla presenza di Andrea Salerno, direttore della rete dal 2017 e dall’editore Urbano Cairo
La7 presenta il suo palinsesto della prossima stagione senza clamorose novità. Anzi, la novità forse è proprio la riconferna di tutti i programmi di punta della rete a cominciare da Aldo Cazzullo a Andrea Bianchi (Propaganda Live), da Gramellini a Formigli e Lilli Gruber.
Riconferme pluriennali, addirittura prima della scadenza del contratto: “Non ci sono rivoluzioni da fare, siamo contentissimi di come stanno andando le cose. Approfondiremo, ma soprattutto consolideremo. I risultati ci danno ragione e vogliamo andare avanti sulla strada che abbiamo tracciato” annuncia Urbano Cairo, presidente della Rete e della società editrice Cairo Communication.
Novità invece è l’arrivo sulla rete di Nicola Gratteri, PM che condurrà con studenti e giovanissimi un talk sulla carta molto interessante: Lezione di Mafie. Sei puntate, così come per Roberto Saviano, impegnato anche lui per sei puntate con un nuovo talk interamente costruito con servizi esterni e interviste, La Giusta Distanza.
Cairo e la nuova LA7 “Tutti i contratti sono stati rinnovati”
Urbano Cairo sottolinea per prima cosa la soddisfazione di un buon anno che si chiude: “Ormai sono due anni consecutivi in cui stiamo crescendo considerevolmemte mese per mese, ottenendo risultati ottimi in prime time ma anche nel corso della giornata. Al mattino 16% in pù, al pomeriggio addirittura una crescita del 23%. Mediamente siamo cresciuti del 9% su anno. Siamo ovviamente molto soddisfatti. Abbiamo creato La7 un pezzo alla volta e ogni anno abbiamo aggiunto qualcosa per fare sempre meglio”.
C’è dunque molto da aggoiungerte in un contesto di prime time molto consolidato? Cairo dice di no: “Possiamo fare qualcosa in più la domenica, abbiamo iniziato con i game show con Insinna, ben 150 puntate. Ha fatto buoni risultati, ma questo genere di prodotto non è la trasmissione che sembra rispondere alla richiesta del nostro pubblico. È andata bene, ma non come volevamo. Quindi con Famiglie d’Italia ci fermiamo. E con Flavio Insinna decideremo il da farsi”.
Riconferme: Gramellini, Cazzullo e Bianchi con Propaganda
Tutti nomi importanti sono confermati: “Stiamo consolidando il lavoro di alcuni anni. Augias lo abbiamo corteggiato a lungo e resta con noi. Confermati Torre di Babele e Gramellini che per il terzo anno andrà avanti con noi. Così come nel corso degli anni abbiamo confermato tutti i pezzi che abbiamo aggiunto un anno dopo l’altro. Da Floris in poi. Dopo un anno del genere si tratta solo di confermare. Abbiamo lavorato soprattutto su questo….”

I mal di pancia di Mentana…
Tra tante conferme c’era molta curiosità sulla situazione di Enrico Mentana che negli ultimi mesi aveva dato segno di qualche mal di pancia… “Enrico resta con noi, lo ha confermato lui stesso nel corso del suo incontro di ieri con la redazione per festeggiare i suoi 15 anni al vertice del TG. D’altronde on ha mai detto che se ne sarebbe andato: i suoi post erano un modo, che usa spesso, per fare presente i suoi stati d’animo. Ma Mentana è contento di essere a LA7, e resta con noi”.
Tuttavia il contratto di Mentana è in scadenza, nel 2026: “Con Enrico c’è stima e affetto, ma soprattutto riconoscenza visto che è da molti anni con noi e ottiene risultati importanti non solo con il notiziario ma con tutta una serie di approfondimenti, come la Maratona, che caratterizzano il suo lavoro splendidamente. Con lui non c’è fretta. Quando ci sarà l’occasione ci vedremo e ne parleremo. Se ci sarà la possibilità di andare avanti lo faremo….”

…e quelli della redazione
Quanto al rapporto con la redazione Cairo presenta un chiarimento: “Abbiamo oltre 1500 dipendenti nelle nostre varie redazioni. Ma vorrei essere chiaro: quando sono arrivato a LA7 c’erano 100 giornalisti, con un costo del personale estremamente elevato e la rete perdeva molti soldi. Ho ristrutturato cercando di azzerare le perdite senza perdere nemmeno un dipendente. Oggi abbiamo quasi 500 dipendenti dei quali 125 sono giornalisti. Non vedo grandi piani di assunzione nelle redazioni italiane tra TV e carta stampata. noi abbiamo assunto 25 giornalisti, nove dei quali negli ultimi anni. Ci sembra uno sforzo che debba essere sottolineato”.
D’altronde anche i conti tornano, dopo perdite importanti, di oltre un miliardo all’anno per i primi dieci-dodici anni di gestione di Cairo: “Abbiamo pareggiato i conti solo nel 2023 . Ci sono voluti anni, perché all’inizio perdevamo tanti, tanti soldi. Non entro nelle dinamiche delle richieste del sindacato per il quale ho grande rispetto. Ma un minimo di riconoscimento, che non è riconoscenza ma solo presa d’atto, a questa attenzione e alla grandissima libertà che i nostri giornalisti hanno, credo sia legittima”.
Inchieste: da Pinuccio a Roberto Saviano
Andrea Salerno, direttore della rete dal 2017, parla anche di alcuni programmi di approfondimento sui quali LA7 punterà molto: “Con Saviano cercheremo di mettere a fuoco temi che sono nella sua natura e nelle sue corde. È stato molto bello vederlo al lavoro per strada, abbiamo girato molto e siamo estremamente soddisfatti. La trasmissione nel rispetto del suo titolo – La Giusta Distanza – cercherà di mettere in relazione punti di vista molto differenti su grandi temi. Il condannato per reati di mafia e il pentito, o la vittima. Sono sei puntate, e ci crediamo molto”.
Nel corso dell’anno uno degli esperimenti è stato con Pinuccio, volto ben noto di Striscia la Notizia che ha curato dei reel molto curiosi… “Con lui abbiamo fatto un esperimento e siamo contenti che sia piaciuto e che lui si sia divertito. Non so se andrà avanti con Striscia la Notizia. Ma il programma con noi è stato interessante e ci ha consentito di fare un po’ di laboratorio, e di proporre qualcosa di diverso….”
“Siamo una rete libera”
Urbano Cairo chiude con una nota personale. La rete è libera, più libera che mai: “Ogni nostro conduttore ha la piena libertà editoriale di invitare chi vuole, di toccare gli argomenti che preferisce. Per noi questo era e deve essere un punto fermo. Questa libertà è quella che ci consente di avere credibilità presso il pubblico, che per noi è l’unica cosa che conta”.