Home Interviste Jasmine Carrisi, l’intervista: “Il mio cognome? È come se portassi un timbro. Partecipare a The Couple mi ha dato una svolta”. E su Ballando con le Stelle…

Jasmine Carrisi, l’intervista: “Il mio cognome? È come se portassi un timbro. Partecipare a The Couple mi ha dato una svolta”. E su Ballando con le Stelle…

TvBlog incontra Jasmine Carrisi, la giovane cantante che negli anni si è fatta spazio nel mondo musicale e discografico.

10 Giugno 2025 12:59

Jasmine Carrisi è la figlia di Albano e Loredana Lecciso, ma è soprattutto una cantante che ha saputo farsi spazio nel panorama musicale facendo a pugni con i pregiudizi e con le “etichette“, e restando sempre sé stessa. La passione per la musica è iniziata all’età di 12 anni, quando ha fatto uscire la sua prima cover del brano As Long As You Love Me di Justin Bieber. Poi ci sono stati i suoi primi lavori, le collaborazioni con il papà e le apparizioni nel piccolo schermo. In questa intervista a TvBlog, Jasmine racconta le prime difficoltà legate a un cognome che ha per lei sempre avuto un “peso” non indifferente, ma anche il modo in cui ha affrontato questo “timbro“. Parla dei suoi primi progetti, del suo futuro e del suo presente, non tralasciando quella parte di passato che l’ha portata ad essere la giovane donna che è oggi. E su Ballando con le Stelle dice: “Mi piacerebbe moltissimo parteciparvi. In Italia avrebbe tutto un altro sapore“.

Carrisi: un cognome importante e che ha sempre avuto un grande impatto nel panorama musicale e televisivo italiano. Che rapporto hai con il tuo cognome?

C’è un rapporto un po’ complicato. Facendo lo stesso lavoro del mio papà ed essendo anche io esposta dal punto di vista musicale, preferirei non avere tanti pregiudizi. Con il tempo sono riuscita a farci l’abitudine e a convivere con questo aspetto della mia vita.

In un’intervista hai detto: “Andavo in giro e vedevo sulle copertine dei giornali le facce dei miei genitori. Era pesante”. Come sei riuscita ad affrontare questo “peso”? Pensi che quel periodo sia stato d’aiuto per farti diventare la donna che sei oggi?

Penso che sia stato abbastanza difficile, soprattutto fino a qualche anno fa. Ora ho una consapevolezza diversa e convivo anche con questo aspetto. A volte però questa situazione mi sembra davvero pesante, perché è come se portassi sempre un timbro. Crescendo, ho imparato ad andare oltre tutta quella parte mediatica.

Pensi che questo “timbro” ti abbia creato più difficoltà nell’emergere nel panorama musicale?

Non ci sono state molte difficoltà legate al cognome perché, nonostante i tanti pregiudizi, mi ha dato un sostegno maggiore e mi ha permesso di avere quella fetta in più di pubblico. È un’arma a doppio taglio. Credo però che, per quello che faccio, ci sono stati molti più aspetti negativi perché ho avuto difficoltà ad espormi nel modo in cui volevo. Ci sono molte più aspettative da parte del pubblico, anche se ora sto invece imparando a conservare la mia personalità nonostante tutto.

Sei giovanissima ma alle spalle hai già molte esperienze musicali e discografiche. Pensi che sia più difficile, soprattutto per una giovane donna, farsi spazio in questo contesto al giorno d’oggi? Ci sono stati ostacoli che hai dovuto affrontare?

Io seguo tantissimo la nuova generazione, e noto che viene premiata sempre di più la personalità. È importante mostrarsi diversi, non essere un prodotto ma far emergere dei propri lati del carattere. La discografia premia questo al giorno d’oggi, e lo vedo nei nuovi artisti che nascono.

Prima del successo, avevi mai pensato di partecipare a un talent show come Amici? Cosa ne pensi a riguardo?

No, in realtà mi hanno sempre fatto paura quei contesti. Il più grande sogno di qualsiasi artista in Italia è ovviamente il Festival di Sanremo, ma i talent mi spaventano.

Troppo giudizio? 

Si, esatto.

Un talent l’hai fatto. Nel 2024 hai infatti partecipato alla versione georgiana di Ballando con le Stelle; tuo papà ha invece di recente annunciato che quest’anno sarai in quella spagnola.

Incrociamo le dita, è probabile. Non è ancora confermato ma mi piacerebbe tantissimo. Quello è un programma che adoro e che ho sperimentato in Georgia.

Com’è stato affrontare un altro tipo di arte che non è propriamente la tua?

È stato bello vivere qualcosa che non è mio e provare cose nuove in cui non mi sento così tanto sicura.

jasmine carrisi intervista
Intervista a Jasmine Carrisi – tvblog.it

È stato molto costruttivo, anche perché ho lavorato con un ballerino bravissimo e che ha fatto crescere in me un sacco di passione per la danza. All’inizio è stato molto difficile, ma alla fine mi ha aiutato moltissimo.

Tuo papà ha anche dichiarato che non sei mai stata chiamata da Milly Carlucci per la versione italiana di Ballando con le Stelle. Secondo te, nelle prossime edizioni, potrebbe esserci la possibilità di essere una delle concorrenti?

Mi piacerebbe tantissimo parteciparvi, vedremo un po’ cosa accadrà. In Italia avrebbe tutto un altro sapore.

Quest’anno hai invece vissuto l’esperienza di un reality e sei stata concorrente di The Couple con Pierangelo Greco. 

Penso che partecipare al programma mi ha abbia dato una svolta, e lo pensano anche gli altri concorrenti. Al di là dell’esito televisivo, è stato come fare terapia in modo molto veloce, perché si è chiusi in un contesto con nuove persone e bisogna adattarsi a quell’ambiente. C’è tanto tempo per riflettere su sé stessi e sulle proprie priorità.

Questa avventura televisiva non è però finita positivamente. Per te cosa non è stato apprezzato dal pubblico?

Non è stata apprezzata sicuramente la novità, il fatto che fosse un nuovo progetto e diverso dagli altri reality. Magari è rischioso proporre qualcosa di diverso in tv.

I telespettatori avevano in mente ancora il Grande Fratello. Può essere dipeso anche da questo?

Sì, esatto. Il pubblico veniva dai sei mesi del reality di Alfonso Signorini.

Il tuo nuovo singolo si chiama Hasta La Manana. Questa non è la prima volta in cui canti in spagnolo. Quale legame senti di avere con questo stile, che si discosta dal genere che ascoltiamo spesso in Italia? Dove nascono le idee per le tue canzoni?

Ho sempre amato la musica latina, perché secondo me la lingua spagnola suona benissimo nelle canzoni. Ho inoltre conosciuto il proprietario di un’etichetta spagnola e mi ha proposto di partecipare a questo progetto. Ero in una fase in cui stavo sperimentando con i generi musicali e non avevo ancora ben capito quale direzione prendere. Ho accettato e abbiamo iniziato questo percorso in Spagna, ma ora sto già incidendo altri pezzi in Italia con un nuovo sound.

Futuri progetti?

A livello musicale, ho iniziato ad evolvermi e sto trovando una chiave che sia molto mia. Questa estate pubblicherò qualcosa di nuovo e di molto diverso rispetto agli altri brani usciti in passato.