Italian Tourism Awards su Rai 2, intervista a Gabriella Carlucci: “L’Italia è una miniera di opportunità e turismo. Il mio futuro in tv? Sono cambiata, sto lavorando con la Rai ad un format utile”
TvBlog incontra Gabriella Carlucci in vista degli Italian Tourism Awards, in programma per il 10 dicembre al St. Regis di Roma.
Dalla televisione, con programmi iconici come Sanremo e Festivalbar, alla politica, fino al costante impegno nella promozione della cultura. Gabriella Carlucci ha avuto una carriera che è stata anche un esempio brillante di dedizione e passione. Il prossimo 10 ottobre si terranno, presso il St Regis di Roma, gli Italian Tourism Awards, l’appuntamento che celebra il meglio dell’ospitalità e del viaggio in Italia. A guidare la serata è proprio lei, figura di spicco e ambasciatrice d’eccezione del Bel Paese, che ha anche creato un ponte culturale con realtà internazionali.
In questa intervista a TvBlog, racconta le tappe più decisive del suo percorso televisivo, il suo approccio a tematiche sociali e importanti per la cultura italiana e il suo futuro in tv. A tal proposito ha detto: “Sto lavorando con la Rai alla concreta messa in onda di una trasmissione che metta in contatto chi cerca lavoro con chi lo offre, in maniera mirata“.
Lei è stata una delle prime donne a condurre format televisivi importanti. Quali sono state le maggiori sfide e i momenti di svolta agli esordi della sua carriera, e come ha affrontato la rapida evoluzione del ruolo femminile in TV?
La prima sfida è stata tanto tempo fa, quando sono stata scelta dal gruppo di autori di Renzo Arbore e ho presentato Indietro Tutta, una trasmissione all’epoca innovativa. La tv di Arbore è stata, per la prima volta, moderna e senza uno schema preciso; una tv dell'”happening“, perché poteva succedere di tutto. Da quel programma sono infatti usciti attori e conduttori che hanno fatto la storia della tv italiana, come Roberto Benigni, Nino Frassica o mia sorella Milly Carlucci. La Rai aveva dato loro il compito di rivitalizzare la sede produttiva di Napoli e hanno deciso di prendere me, perché avevo già condotto tante manifestazioni dal vivo e in diretta.

Ho infatti presentato Cocco, che è stato anche quello un format rivoluzionario: il pubblico era interattivo e doveva appunto interagire con la conduttrice. In pochi anni quello è diventato il programma di riferimento dei ragazzi ma anche del pubblico estivo. Da lì sono nati i due Sanremo e un altro programma per Rai 1, Luna di Miele, la prima trasmissione in cui lo sponsor era integrato in essa. Siamo riusciti a fare questo progetto bellissimo con la regia di Lella Artesi, con cui mi sono messa a studiare su come coinvolgere gli sponsor, che facevano parte del gioco. Per la prima volta loro hanno co-prodotto il programma e ho quindi fatto fare un salto di qualità alla Rai.
Lei ha appunto avuto l’opportunità unica di condurre ben due edizioni del Festival di Sanremo. Guardando al Sanremo di oggi, ritiene che il Festival abbia ancora la stessa funzione di promozione culturale e turistica per l’Italia che aveva negli anni in cui lei era protagonista?
I tempi cambiano e oggi ci sono offerte di tutti i tipi: il pubblico giovane non è il pubblico statico che resta lì seduto e si prende tutto quello che mamma Rai gli propone. Bisogna necessariamente cambiare. All’inizio la funzione di Sanremo è stata quella, ma era comunque necessario seguire i tempi, altrimenti ci si perde il pubblico giovane. Prima c’era questa aurea di grande evento internazionale a cui potevano partecipare solo i super Vip; ora si devono assolutamente seguire i gusti e i tempi del pubblico.
Parliamo degli Italian Tourism Awards che la vedono di nuovo protagonista. Secondo lei, quali sono le qualità fondamentali che un’attività turistica italiana deve possedere oggi per meritare un riconoscimento come questo?
Questo premio va dato solo ed esclusivamente alle eccellenze. Il nostro Paese ha una maggiore concentrazione di offerta turistica di ogni tipo e per ogni tasca. Noi registriamo il 10 ottobre e andiamo in onda su Rai 2 il 16, ma in contemporanea c’è il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’UNESCO. Uno dei motivi per cui i turisti vengono in Italia è il cibo, oltre che l’arte e l’ambiente. Questo premio promuove quindi il meglio del meglio all’estero, anche perché sarà anche realizzato a Los Angeles. In Italia si parla spesso di “over tourism“, ma noi vogliamo selezionare il turismo attento e che non distrugge l’ambiente. Un turismo che si può scegliere tra le migliaia di offerte belle e costose che l’Italia può offrire. Il nostro obiettivo è promuovere le eccellenze italiane e farlo per invitare nei nostri posti gli italiani ma anche gli stranieri che vedranno, nella serata di Los Angeles, un turismo che può permettersi di affrontare cifre importanti.
Dal suo punto di vista di esperta di spettacolo, quanto è importante la cornice del gala (come il The St. Regis Rome) per dare risonanza e autorevolezza al settore turistico italiano di fronte a un pubblico nazionale e internazionale?
Tantissimo. L’albergo è di un livello stratosferico; al prezzo corrisponde una qualità pazzesca. Noi diamo l’idea di essere un albergo 6 stelle e di rappresentare un turismo italiano che sia appunto di forte qualità.
Al di là della premiazione, qual è la missione a lungo termine che gli Italian Tourism Awards si propongono di raggiungere per il settore?
L’obiettivo principale è mostrare l’Italia come una miniera di opportunità e di turismo. Gli stessi italiani non conoscono tutto quello di cui dispongono: nel Paese ci sono infinite ricchezze. Ci hanno tra l’altro chiesto questo evento a New York, Abu Dhabi e Londra; vogliono il nostro spettacolo perché noi facciamo vedere una cosa meravigliosa rispetto a un’Italia che tutti amano e conoscono. Tra l’altro è venuto fuori che il primo motivo per cui vengono in Italia è il cibo.

Ogni regione ha la sua cucina, ha dei cibi e dei prodotti tipici che non si conoscono e che gli stessi italiani non conoscono. Vorremmo far capire che c’è una diversificazione pazzesca e promuovere questa infinita ricchezza, da ogni punto di vista, per attrarre sempre di più in Italia un turismo oculato, che non rovina ma che ha voglia di conoscere e dedicare il proprio tempo e denaro all’Italia.
L’evento va in onda il 16 dicembre su Rai 2. Un ritorno effettivo in tv potrebbe essere il prossimo passo?
Io sto lavorando ad un programma tv molto importante. Ho fatto di tutto in televisione, ma soprattutto spettacolo leggero. Negli anni sono però cambiata e non potrei più condurre Buona Domenica o Cocco, proprio perché ora sono una persona diversa. A me interessano i format che abbiano un contenuto utile, per cui sto lavorando con la Rai alla concreta messa in onda di una trasmissione che metta in contatto chi cerca lavoro con chi lo offre, in maniera mirata. Ci sono tante aziende che hanno posti disponibili che non vengono ricoperti da nessuno, perché non c’è la formazione specifica.
Questa viene offerta gratis dallo Stato, attraverso dei fondi di formazione, che hanno nella mission l’affiancamento di aziende, che devono assumere lavoratori privi di requisiti, da acquisire attraverso la formazione specifica, così da farli assumere. Il mio programma durerebbe un quarto d’ora: si parlerebbe con il disoccupato, si cercherebbe l’azienda idonea e si farebbe fare il match, dando consigli sulla formazione e sulla parte pensionistica. Fare un programma del genere sulla Rai vuol dire che si ha una risonanza maggiore. Non mi interessa la tv leggera, perché sono cambiata io e perché sono stata tanti anni in Parlamento, dove mi sono resa conto di quanto possa essere importante una persona che, come me, sa raccontare le cose in maniera seria e intelligente, in modo da dare realmente un contributo.