Home RaiPlay INTERVISTA ESCLUSIVA – Filippo Laganà, il sogno, l’insonnia e un Minimarket: ritratto di un talento che vuole trasformare la vita in show

INTERVISTA ESCLUSIVA – Filippo Laganà, il sogno, l’insonnia e un Minimarket: ritratto di un talento che vuole trasformare la vita in show

Un viaggio dentro Minimarket, tra ambizioni, realtà quotidiane e un incontro folle (e decisivo) con Kevin Spacey. Filippo Laganà spiega l’attesissima serie in programma su RaiPlay dal 26 dicembre

22 Dicembre 2025 12:30

Era notte fonda quando è nata l’idea di Minimarket, e Filippo Laganà non fa nulla per nasconderlo. Il progetto che oggi debutta su RaiPlay è la somma di quelle ore in cui la realtà lascia spazio all’immaginazione, quando tutto sembra possibile e il cervello corre più veloce del mondo.

Filippo Laganà anticipa i temi della serie così… “Minimarket nasce con il gentile contributo della mia insonnia. L’ho scritta quasi interamente di notte quando le idee un po’ folli che mi vengono finiscono per diventare spazio di esercizio e di concretizzazione. A volte quando non dormo sto in casa, a volte esco: ed è così che mi sono accorto che i minimarket sono gli unici luoghi uguali ovunque: a Napoli come a Bangkok…”

I minimarket come rifugio e come metafora

In Minimarket Filippo Laganà interpreta Manlio Viganò un giovane con tante velleità artistiche che come molti altri non sceglie un lavoro: ci finisce dentro. Manlio si barcamena tra sogni giganteschi e realtà ostinate. Il suo minimarket è un mondo chiuso, un punto di appoggio ma anche di prigionia, un luogo familiare a chiunque abbia vissuto in città. Il proprietario è Nimesh uno srilankese burbero che ha trasformato il negozio in una vera e propria trincea davanti alla RAI: “Mi sono reso conto che i minimarket sono tutti uguali in tutto il mondo, sono un punto di riferimento, quasi un rifugio obbligatorio per chi deve sopravvivere in città. Sono sempre aperti, vendono di tutto… La serie alla fine rende narrativo un luogo con il quale tutti noi prima o poi abbiamo avuto a che fare…”

Filippo osserva quei luoghi con la curiosità del comico, che trasforma l’ovvio in racconto: “La cosa che mi stupisce dei Minimarket è un po’ la loro omologazione che se vogliamo è una caratteristica surreale che a volte diventa anche comica. Fateci caso, ogni volta che si entra in un Minimarket c’è sempre e solo un operatore, da solo, che raramente presta attenzione a chi entra. Di solito sono al telefono e parlano ad alta voce nella loro lingua. Io mi sono sempre chiesto con chi parlino così tanto… ma soprattutto che avranno da dirsi…”

Il sogno di Manlio: la TV che non esiste più

A muovere le ambizioni di Manlio non è il denaro. È un’idea antica, quasi romantica, di spettacolo: “Manlio per la verità sogna il successo, vuole essere popolare e riconosciuto, non vuole diventare ricco. Vuole solo realizzare il suo show. Lui sogna la TV anni ’80, il Teatro delle Vittorie con le ballerine, l’orchestra e le paillettes, se vogliamo nulla di più lontano da quello che vediamo in televisione oggi. Ma il suo sogno è quello e per lui è davvero l’unica cosa che conta”.

La vita che Manlio vorrebbe è solo dall’altra parte della strada, eppure lontanissima: “Nella storia il Minimarket è a poca distanza dagli studi della RAI. Manlio sta lì con la speranza di poter attraversare la strada prima o poi, e passare dalla porta principale. Ma quello che molti non sanno è che il nostro set era un vero minimarket, allestito nei pressi del tribunale militare. Di tanto in tanto entravano persone convinte di poter fare la spesa: acqua, rasoi, frutta, vino,  caffè, caramelle. Anche perché se ci pensi questi negozi sono tutti uguali: e il nostro era perfettamente rispondente alle caratteristiche necessarie. Vetrine stracolme di oggetti tra i più disparati, niente porta, niente riscaldamento… Un cinese della zona dove registravamo lo abbiamo letteralmente dovuto convincere che non avevamo assolutamente nulla da vendere”.

Filippo Laganà, Minimarket
Filippo Laganà, autore e protagonista della Serie Minimarket in onda su RAIPlay – Credits Roody Film Group (TV.Blog.it)

Minimarket, rifugio e prigione

Il problema è che i sogni, quando la vita chiama, diventano pesanti da sostenere: “Manlio vive il Minimarket con la necessità di dovere fare i conti con la realtà oltre che con i suoi sogni. La realtà è quella dei conti da pagare, di non volere in alcun modo accettare l’aiuto di una famiglia agiata o il lavoro di un padre che vuole metterlo a posto. Manlio sogna la televisione, vuole diventare uno showman e ha le idee estremamente chiare. Forse anche per questo il suo rapporto con il Minimarket diventa così faticoso e restrittivo. Anche se per lui questo lavoro, visto che viene licenziato di continuo, è una estrema necessità: è vittima e carnefice. Perché sa che senza lavoro non può stare ma l’idea di restare inchiodato tra quei banchi per molti anni è una condanna che non è in alcun modo disposto ad affrontare”.

Dal sogno al coraggio: l’e-mail a Kevin Spacey

Minimarket è una serie estremamente interessante, a maggior ragione dopo l’irruzione nel progetto di Kevin, l’amico immaginario. Ma soprattutto quando, nella realtà, Filippo decide di fare un gesto folle: “Avevo il sogno di coinvolgere Kevin Spacey. Una notte, ovviamente non dormivo, gli ho scritto una mail. Alle tre e mezza. E ho spiegato tutto senza filtri: ‘Sono un giovane italiano con un sogno…’. Il giorno dopo mi ha scritto il suo manager. Dopo qualche mail, mi ha lasciato il numero di Kevin e ci siamo sentiti in call. Un’ansia che non ti dico”.

Un azzardo diventa il momento più importante della sua carriera: “Per me, ma soprattutto per Manlio, Kevin è da una parte una protezione ma dall’altra una coscienza estremamente critica e vivace. Lo massacra di continuo, lo sveglia, lo costringe a tenere i piedi per terra, a essere concreto”.

Kevin Spacey: il mentore inatteso

Sul set, Kevin Spacey non era un’icona distante. Era presenza, energia, disciplina: “Kevin è stato semplicemente straordinario, si è calato nel ruolo in modo totale e assoluto. Arrivava sul set estremamente preparato e ha vissuto a stretto contatto con noi e con la troupe, mangiando i nostri stessi cestini, chiacchierando e sghignazzando alle nostre stesse battute. Vederlo così a suo agio è stata una grandissima soddisfazione. Quando gli ho proposto la parte e il copione non pensavo ne sarebbe stato così entusiasta. Il risultato sul set è stato entusiasmante per noi e posso solo sperare che sia altrettanto convincente anche per il pubblico”.

Filippo Laganà e Kevin Spacey Minimarket
Filippo Laganà con Kevin Spacey., coprotagonista di Minimarket – Credits Roody Film Group (TVBlog.it)

Un percorso lungo e faticoso

Il cammino che ha portato Minimarket su RaiPlay è stato tutto tranne che semplice: “C’è voluto davvero molto tempo per realizzare questo progetto del quale sono così orgoglioso. È stato impegnativo scriverlo, poi tradurlo in copione e infine realizzarlo. Ma anche proporlo. Quando hai progetti così particolari è sempre molto difficile spiegare le sue potenzialità. Sono felicissimo che sia su RAI Play, è una dimensione che penso consentirà al pubblico di capire il format e di affezionarsi ai personaggi. E poi vediamo, e aspettiamo. La speranza è quella che possa diventare qualcosa di adatto anche per un grande pubblico di una tv in chiaro. Ma in questo mondo purtroppo c’è sempre più fretta. A volte serve tempo non solo per realizzare le cose ma anche per farle amare del pubblico: e invece corrono tutti, tutti hanno urgenza, nessuno è più disposto a vedere il pubblico crescere. I risultati devono essere immediati. E spesso vediamo buttare via un sacco di materiale davvero splendido”. Un peccato…”

Eppure, oggi quella sfida arriva al pubblico: “Ho molta fiducia nel pubblico, sono certo che la gente capirà perché diamo vita a qualcosa di diverso dal solito”.

Carriera, famiglia e scelte personali

Pur con l’ingombrante ombra del padre attore, la strada di Filippo non era scontata. Un po’ come per il suo personaggio: “Manlio è ricco di famiglia, e in questo senso non posso dire che il plot di Minimarket sia totalmente autobiografico. La mia è una famiglia normale anche se mio padre (l’attore e regista Rodolfo Laganà n.d.r.) sperava che potessi prima o poi dedicarmi alla recitazione. In realtà ho fatto di testa mia e sono arrivato a fare questo mestiere solo dopo molte vicissitudini: ho fatto una scuola di cucina, ho aperto un ristorante, sono entrato in una scuola di recitazione quasi di nascosto”.

Nell’era del trionfo social, nessun inseguimento al follower facile: “Non sceglierò mai un ospite sulla base dei follower. Non me ne frega niente. Se hanno due follower o due milioni a me non interessa. Voglio persone brave ed entusiaste”.

In onda su RaiPlay

Minimarket debutta su RaiPlay dal 26 dicembre con i primi cinque episodi. Il boxset completo sarà disponibile dal 9 gennaio, sempre su RaiPlay. La serie è prodotta da Rai Contenuti Digitali e Transmediali in collaborazione con Roody Film Group.

 

 

 

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