Intervista a Gabriella Carlucci: “La TV non mi manca, oggi promuovo l’Italia tra cinema, cucina e cultura”
Gabriella Carlucci si è raccontata a Tv Blog a cui ha parlato del suo impegno nella produzione cinematografica internazionale e dei suoi prossimi progetti professionali.
Gabriella Carlucci, simbolo tv italiana degli anni ”80 e ’90, e una carriera in politica di successo, oggi è impegnata nel mondo della produzione cinematografica internazionale, dove ha trovato una sua nuova dimensione. Si dedica a diversi progetti finalizzati a rilanciare l’Italia e a promuovere la cultura del Bel Paese. Creativa, determinata e entusiasta delle sue scelte Gabriella è un fiume in piena: diverse le iniziative di cui negli ultimi anni si è fatta promotrice e che hanno portato notevoli vantaggi al mondo del cinema e della cultura made in Italy.
Tv Blog l’ha incontrata a Roma in occasione della finalissima del Food Contest Obicà x Estimar, prestigioso concorso del cinema italo-spagnolo che quest’anno festeggia 10 anni: l’appuntamento è dal 5 al 9 Giugno a Palma de Mallorca, e la finale il 10 Giugno a Barcellona. Ma Estimar non è solo cinema, ma anche eventi culturali collaterali che celebrano il legame speciale tra Italia e Spagna. Il concorso ha premiato una giovane ragazza leccese, Federica, che ha presentato un piatto speciale, fusion perfetta tra le due cucine, con protagonista il cecio nero salentino. La vincitrice volerà a Palma di Maiorca dove rappresenterà l’Italia al Festival di Estimar gareggiando al concorso internazionale di cucina insieme ai finalisti spagnoli.
Le manca il mondo della televisione?
Non mi manca perché alla fine io faccio una serie di attività molto creative, che molto hanno a che fare con l’universo dell’audiovisivo con il cinema, con la televisione: io faccio questo Festival in Spagna, uno in Serbia, a Marettimo e ho continui contatti con attori e registi. Ho lavorato anche dietro le quinte di documentari come quello con Nicola Pietrangeli, dedicato al tennis che io adoro. Questo tipo di attività di permette di fare ogni giorno una cosa diversa e di essere sempre attiva e creativa.
Se tornasse in tv, che tipo di programma le piacerebbe condurre oggi?
Mi piacerebbero dei format più di contenuto, perché comunque la televisione resta il mezzo di comunicazione che è nelle case di tutti. Che ancora è diretto nonostante la presenza dei social e delle rete. Sul pc, sullo smartphone devi cercarlo, mentre la tv è in ogni casa. A me interessa molto mettere in contatto chi cerca il lavoro con chi lo offre perché pur essendoci oggi tantissime opportunità, anche tramite la rete, molte delle informazioni che sarebbero a disposizioni di tutti, sono difficili da trovare: vorrei offrire un servizio che mette in contatto le aziende, che cercano dell’apposite figure, e i professionisti. Un format veloce, diretto al pubblico nazional popolare. Un lavoro d’intermediazione perché in tv manca.
Negli anni ‘80 e ‘90 è stata un volto simbolo della TV italiana: cosa pensa sia cambiato di più, nel bene e nel male, nel modo di fare televisione oggi?
Il problema è che oggi in tv c’è una frammentazione e un’offerta variegata, a miei tempi facevi un programma e ti vedevano tutti. Ora è sicuramente più difficile. Di certo non farei più un programma come quelli che ho fatto, perché li avevo 20, 30 anni, non sono più nelle mie corde quei programmi li.
Ha avuto anche un’esperienza politica importante: rifarebbe quella scelta?
Certo, è stata fondamentale e esaltante. Quello che impari in Parlamento ogni giorno tratti un argomento diverso, tratti leggi che riguardano noi, e questo è profondamente stimolante e ti rende parte attiva. Inoltre ho avuto contatti con il Parlamento Europeo: ho fatto una legge sul cinema, ho ottenuto l’approvazione in Italia, il tax credit, e poi ho fatto tutto l’iter dei decreti attuati voluti da Bruxelles: è stata un’esperienza incredibile. Tutto quello che sapevo attraverso le mie lauree e i diversi studi si è concretizzato e mi ha permesso di ottenere maggiori conoscenze. Il mio obiettivo era fare qualcosa per il mondo dello spettacolo e ci sono riuscita. Di negativo c’è che a volte lavorare in Parlamento è un’esperienza frustrante perché vorresti fare tante cose, ma non ci riesci perché quotidianamente ci sono ordini del giorno diversi e spesso urgenti che mettono in secondo piano le diverse iniziative presenti nelle varie commissioni.

C’è un momento della sua carriera che ricorda con particolare orgoglio o emozione?
Le due esperienze al Festival di Sanremo sono state emozionanti. Il primo Sanremo del 1988, ero spaventatissima, all’epoca era il programma più visto, aveva 18 milioni di spettatori: uno share impressionante. Miguel Bosè, che all’epoca era molto famosi, fu scelto come conduttore e doveva essere affiancato da un volto femminile. In quell’anno tutte le star della Rai erano andate a Mediaset che li aveva ingaggiati con contratti miliardari. Io ero stata già scelta per fare l’inviata esterna della kermesse, ma poi Bosè vide il provino e decise che dovevo essere io al suo fianco all’Ariston. Ho conquistato Miguel raccontandogli una barzelletta in spagnolo. La seconda volta è stata ancora più emozionante perché erano presenti anche i cantanti stranieri e il clima era davvero magico.
Da dove nasce l’idea di unire cinema e cucina nel concorso del Festival Estimar?
Il mio Festival è nato 10 anni fa e io ho avuto la fortuna di avere come ospite Oliver Stone, anche se originariamente l’evento è nato per celebrare il noto regista, i miei amici spagnoli mi hanno chiesto di fare una manifestazione dedicata al cinema. Una proposta a cui ho detto si, ma solo se mixata con il cinema italiano. L’iniziativa ha permesso la nascita di co-produzioni che hanno favorito la crescita del settore e di vendere il cinema italiano in Spagna e viceversa. E in questi anni ho fatto tantissime cose per promuovere l’Italia: un progetto a cui mi dedico con passione.

Cosa spera che emerga dall’incontro tra sapori italiani e spagnoli?
Nel corso dei vari eventi ho capito che tutto ciò che era italiano piaceva agli spagnoli e così ho cominciato a portare aziende agroalimentari, l’arte, la moda, il turismo e tante altre aziende settoriali. La promozione turistica regionale, per esempio, permette di fare l’incoming, di proporre: io invito anche gli operatori turistici proprio per favorire la crescita culturale italiana. Visto il riscontro positivo ho pensato di fare qualcosa di diverso, e su mio suggerimento degli chef stellati di Maiorca hanno messo insieme prodotto italiano e prodotto spagnolo e hanno creato dei piatti sorprendenti.
Così abbiamo deciso di farlo per le persone normali e abbiamo indetto un concorso su Instagram a cui hanno risposto tantissime persone. Il vincitore, scelto tra le tante ricette che sono pervenute, andrà a Palma di Maiorca dove ci sarà una seconda competizione con i cuochi provetti del luogo che faranno le loro ricette fusion Italia-Spagna. Infine il vincitore assoluto parteciperà il 12 Ottobre a Roma, alla festa che si terrà nella residenza dell’ambasciatore della Spagna, tra le location più belle della capitale.