Imperfetti sconosciuti, un autentico e onesto confronto generazionale che passa attraverso parecchi stereotipi

Cesare Bocci si mette al centro di un programma che vuole favorire un dialogo intergenerazionale. La recensione di Imperfetti sconosciuti.

Imperfetti sconosciuti realizza a pieno quella che era l’idea fondante della trasmissione, far riscoprire fra loro due generazioni che hanno smesso di parlarsi. La dimensione di confronto e dialogo è quella che risalta maggiormente nel programma, portando una freschezza e un’autenticità non sempre facili da trovare quando si vuole portare in tv la tematica del confronto generazionale o anche semplicemente il racconto delle nuove generazioni.

A guidare questo “riavvicinamento” è il padre Cesare Bocci, che, svestita o indossata in maniera alterna la casacca che lo porterebbe a stare stabilmente con la fazione degli altri genitori, quella schierata sulla destra dei teleschermi, cerca invece di farsi ponte in grado di mettere in comunicazione tra loro le due diverse generazioni a confronto, rappresentate in studio, come già visto, dai genitori e dai loro figli, capitanati da Mia Bocci, che più che avere un proprio ruolo alla conduzione, sembra, almeno al debutto, essere una sorta di rappresentante del gruppo posizionato sulla sinistra – fra il quale è seduta -, chiamata soprattutto a favorire una immediata esemplificazione per Cesare Bocci dei rapporti che intercorrono fra genitori e figli.

Il dialogo fra i due schieramenti è spontaneo e non sembrano presenti grosse forzature, ma i problemi potrebbero sorgere, considerando che il programma avrà ancora altre cinque puntate, nei temi che avvengono affrontati in ogni puntata, apparentemente non definiti in maniera chiara e non senza contaminazioni fra loro (il che può essere un bene, ma portare anche a una grande massa indistinguibile che rischierebbe nel corso delle settimane di aggravare il peso della trasmissione), e nella scelta di seguire e ricalcare alcuni luoghi comuni sulle dinamiche che si creano fra adolescenti e genitori (camera come luogo non più accessibile per gli adulti, linguaggi differenti).

Nel complesso Imperfetti sconosciuti ha indubbiamente una valida base di partenza, rappresentata dalla facilità con la quale avviene il confronto in studio e anche con la spigliatezza di certo non scontata con la quale Cesare Bocci tieni le redini di tale confronto, senza rigidi schematismi o brusche deviazioni, ma anche tanti aspetti su cui lavorare, da una maggior coerenza sugli argomenti trattati in ogni puntata fino allo svincolarsi da facili immagini stereotipate da proporre come punto d’avvio per un dialogo.