Home Retroscena «Il diario di Bridget Jones» torna in tv: storia, cast e segreti della commedia che lanciò Renée Zellweger

«Il diario di Bridget Jones» torna in tv: storia, cast e segreti della commedia che lanciò Renée Zellweger

Scopriamo i segreti di Il Diario di Bridget Jones, la commedia diretta da Sharon Maguire, tratta dal bestseller di Helen Fielding, che contribuì a lanciare Renée Zellweger sulla scena internazionale.

13 Ottobre 2026 14:32

Il diario di Bridget Jones torna in tv martedì 13 ottobre alle 21.20 su La5. La commedia diretta da Sharon Maguire nel 2001, tratta dal bestseller di Helen Fielding, riporta in prima serata il film che contribuì a lanciare Renée Zellweger sulla scena internazionale. A venticinque anni dall’uscita, Bridget resta Bridget: imperfetta, romantica, pasticciona. Stretta tra due uomini diversissimi, un diario pieno di promesse non mantenute e una Londra fatta di uffici, pub, cene imbarazzanti e telefonate sbagliate.

Dal bestseller di Helen Fielding al film del 2001: perché Bridget Jones conquistò il pubblico

Quando Il diario di Bridget Jones arrivò al cinema nel 2001, il personaggio creato da Helen Fielding era già molto conosciuto dai lettori britannici. Prima rubrica sull’“Independent”, poi romanzo, il diario raccontava la vita di una trentenne londinese alle prese con lavoro, famiglia, peso, sigarette, alcol e amori complicati. Niente eroismo, niente protagonista impeccabile. Bridget funzionava perché sembrava vera: sbagliava, esagerava, si metteva nei guai. E poi, in qualche modo, ci riprovava.

Il film di Sharon Maguire riuscì a tenere intatta quella voce ironica e un po’ maldestra, portandola anche a chi il libro non lo aveva mai letto. La sceneggiatura, firmata tra gli altri dalla stessa Fielding, da Andrew Davies e da Richard Curtis, costruì una commedia romantica brillante, ma mai fredda. La risata nasceva spesso dall’imbarazzo, dai silenzi fuori posto, dalle gaffe. Più che la storia d’amore in sé, fu la fragilità di Bridget a creare il legame con il pubblico.

Sul fondo c’era anche un richiamo letterario ben preciso: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Il nome Mark Darcy non era certo casuale. E la scelta di affidare il ruolo a Colin Firth, già Mr Darcy nella miniserie BBC del 1995, aggiunse un gioco di rimandi che molti spettatori colsero al volo. Una strizzata d’occhio elegante, senza bisogno di sottolinearla troppo.

Renée Zellweger prima della fama globale: la trasformazione e il lavoro sul personaggio

Prima di diventare Bridget, Renée Zellweger era già un’attrice apprezzata, ma non ancora una star mondiale. Aveva lavorato con Tom Cruise in Jerry Maguire e aveva vinto un Golden Globe per Betty Love. Ma il ruolo della giornalista londinese cambiò davvero la sua carriera. All’inizio, però, la scelta non convinse tutti. Nel Regno Unito l’idea che un’attrice texana interpretasse un personaggio così britannico fece storcere il naso a più di qualcuno. Poi il film uscì, e le perplessità sparirono in fretta.

Per prepararsi, Zellweger lavorò sull’accento, sui tempi comici e sul modo di muoversi di Bridget. Secondo quanto raccontato negli anni dalla produzione e dalla stampa britannica, passò anche un periodo in incognito in una casa editrice londinese, con mansioni da stagista, per osservare da vicino ritmi, abitudini e dinamiche d’ufficio. È rimasta una delle curiosità più note del film: Renée seduta alla scrivania, non riconosciuta da molti colleghi, mentre prendeva appunti e studiava gesti quotidiani.

Il Diario di Bridget Jones  curiosità
Il Diario di Bridget Jones, curiosità da non perdere (TvBlog.it)

La trasformazione passò anche dall’immagine. Bridget Jones non doveva sembrare patinata, né rientrare nel modello classico della protagonista romantica perfetta. Cardigan, pigiama, guance arrossate, capelli non sempre a posto e quelle mutande contenitive diventate una piccola icona pop: ogni dettaglio contribuì a renderla comica, ma mai una macchietta. Per quel ruolo Zellweger ottenne una candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista. Un risultato notevole per una commedia che qualcuno, all’epoca, liquidò troppo in fretta come semplice film leggero.

Hugh Grant e Colin Firth: il triangolo sentimentale che definì il successo della pellicola

Accanto a Zellweger, il film trovò il suo equilibrio con Hugh Grant e Colin Firth. Due presenze opposte, due modi diversi di attrarre Bridget. Grant interpretò Daniel Cleaver, capo affascinante, brillante e inaffidabile, capace di trasformare una mail d’ufficio in un gioco di seduzione. Firth diede invece volto a Mark Darcy, avvocato riservato, un po’ impacciato, molto più solido di quanto Bridget riesca a capire all’inizio.

Il triangolo funzionò perché non era solo la classica sfida tra “cattivo ragazzo” e “uomo giusto”. Daniel era divertente, magnetico, bravissimo a dire esattamente quello che Bridget voleva sentirsi dire. Mark, invece, sembrava spesso fuori posto: il maglione sbagliato, le frasi trattenute, i silenzi lunghi. Eppure, poco alla volta, proprio quella misura diventava la sua forza.

Tra le scene più ricordate c’è la rissa tra Daniel e Mark. Non una scena d’azione, ma una scazzottata goffa, piena di calci maldestri, vetri rotti e imbarazzo. Una scelta perfettamente in linea con il tono del film. Anche il conflitto romantico, qui, perde ogni posa eroica e finisce per sembrare una lite vista da vicino, quasi ridicola. Il pubblico la ricordò proprio per questo.

La messa in onda su La5 e le curiosità da riscoprire prima della visione

La nuova messa in onda di Il diario di Bridget Jones è fissata per martedì 13 ottobre alle 21.20 su La5. Un’occasione per rivedere il primo capitolo di una saga proseguita poi con Che pasticcio, Bridget Jones! nel 2004, Bridget Jones’s Baby nel 2016 e il più recente ritorno del personaggio sul grande schermo. Il film originale, però, resta quello che ha definito davvero tono, linguaggio e immaginario della serie.

Tra le curiosità legate al cast spiccano alcuni volti poi entrati anche nell’universo di Harry Potter. Jim Broadbent, che interpreta il padre di Bridget, sarebbe diventato il professor Horace Lumacorno nella saga del maghetto. Gemma Jones, madre della protagonista, avrebbe invece vestito i panni di Madama Chips. Due presenze familiari, in ruoli molto diversi, che oggi rendono la visione ancora più divertente per chi ama riconoscere gli attori da un film all’altro.

Rivedere Bridget oggi vuol dire anche ritrovare una commedia romantica legata a un’epoca precisa: telefoni fissi, segreterie, uffici editoriali pieni di carta, serate al pub e una Londra meno lucida di quella da cartolina. Alcune battute portano il segno del loro tempo, come accade spesso ai film molto popolari. Ma la forza del personaggio resta intatta: quel suo modo disordinato di cercare amore, lavoro e autostima, senza riuscire quasi mai a farlo con eleganza. Ed è probabilmente per questo che Bridget Jones continua a tornare in tv senza sembrare soltanto un titolo da nostalgia.