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Il Codice Da Vinci spiazza la Rai: un “Processo al 90°” tra sorpresa e imbarazzo

La Rai ha tagliato il finale de Il Codice Da Vinci di Dan Brown per fare spazio al Processo al 90° sul secondo canale. Non si tratta del primo scivolone all’interno del Servizio Pubblico: cosa è successo con The Wolf Of Wall Street.

25 Agosto 2026 16:30

Il Codice Da Vinci tagliato sul finale. Era la replica di un cult, ma interrompere un thriller nel momento più atteso – quando tutti i nodi vengono al pettine – non è mai una buona idea. Se ne è resa conto la Rai che, per fare posto al Processo al 90°, ha tranciato di netto l’epilogo di uno dei film più attesi. In altri momenti la scelta azzardata sarebbe passata in sordina, ma i social non perdonano. Lo ha dimostrato anche la gaffe, involontaria, fatta da Alessandro Vescini su DAZN: i telespettatori notano tutto e non perdonano nulla. È successo con un telecronista emozionato, figurarsi se non poteva accadere al cospetto di uno dei lungometraggi più intensi di Dan Brown. Il finale tagliato prima del tempo diventa, in men che non si dica, un caso mediatico.

Gli utenti spazientiti cominciano a scrivere sulle diverse piattaforme chiedendo di ripristinare le conclusioni dell’opera. Un grido lasciato cadere nella notte di Rai2 che, per esigenze di palinsesto, deve fare spazio allo sport e agli highlights di Roma-Fiorentina con analisi post gara e commenti. La disputa non finisce come una partita di campionato. Prosegue anche dopo i titoli di coda e costringe Adriano De Maio, Direttore di Cinema e Tv in quota Rai, a dover scendere in campo: “Ieri – scrive in una nota diffusa dal Servizio Pubblico – i telespettatori non hanno potuto guardare il finale de Il Codice Da Vinci in onda su Rai2. Mi scuso personalmente per il disservizio. La messa in onda di un film o una serie tv è sottoposta a lavorazioni complesse, ma l’errore umano per quanto comprensibile non può e non deve ricadere sul nostro pubblico.

La Rai “taglia” Il Codice Da Vinci

Successivamente De Maio rende noto quando sarà possibile recuperare il film con tutta la trilogia dedicata. Nello specifico: il 15, 16 e 17 settembre 2026 tutta la trilogia cinematografica di Dan Brown sarà disponibile su RaiMovie con successiva catalogazione all’interno di RaiPlay. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Peccato che, stavolta, c’è qualcosa che non è finito per scelta e – a ben vedere, è proprio il caso di dirlo – non è la prima volta che la Rai si perde su un finale inatteso. Impossibile non ricordare qualche anno fa quando, sempre Rai2, ha scelto arbitrariamente di tagliare alcune scene di The Wolf Of Wall Street – opera di Martin Scorsese con protagonista Leonardo Di Caprio – perchè ritenute inappropriate per la prima serata.

Tom Hanks ne Il Codice Da Vinci
Tom Hanks ne Il Codice Da Vinci (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

La salvaguardia degli utenti, con immagini adeguate per preservare la fascia di pubblico più giovane (e in tal caso minorenne), è sacrosanta. I tagli, tuttavia, vanno fatti con criterio. Un film è come un vestito: se vengono fatta cuciture sbagliate, poi la vestibilità dell’abito ne risente. Non è possibile tagliare le maniche in un abito invernale, altrimenti la coperta è corta e si rischia di restare scoperti fuori stagione. Il principio, in questo caso, è lo stesso: troncare il finale di un thriller equivale a mandare al macero ore di consenso e interesse da parte del pubblico che sarà molto più reticente nel tornare a scegliere un’emittente che non soddisfa determinati parametri.

Il precedente con The Wolf of Wall Street

È accaduto con Dan Brown, dove il finale è scomparso con un numero di magia mal assortito, è successo con Martin Scorsese. Tutte opere di qualità che il Servizio Pubblico importa per farle vedere agli abbonati. Coloro che pagano il canone. Se, però, la fruizione diventa un’impresa, allora il pubblico guarda altrove. La tv di Stato si trova, ogni anno, a lottare strenuamente con la concorrenza delle piattaforme. La disputa con Netflix & Co è nel pieno della sua fase più centrale, ogni scelta pensa come un macigno. Nel bene, ma soprattutto nel male.

Ora la Rai è chiamata a tornare sui propri passi, ma quest’ennesimo scivolone deve servire da monito per il futuro. Se la tv di Stato intende, com’è giusto che sia, strizzare l’occhio al mercato estero acquistando i diritti di trasmissione per Brown, Scorsese e tanti altri giganti del cinema internazionale, poi non deve deturparlo. Il rischio, com’è accaduto, è che per difendere la regolarità del palinsesto si danneggia inesorabilmente l’utente.

Arma a doppio taglio

Mettere d’accordo tutti non è possibile, essere sincronizzati sulle strategie e rispetto alle scelte fatte, però, diventa doveroso. Altrimenti non basterà un enigma da risolvere per venire a capo delle centinaia di migliaia di ripercussioni che prenderanno il posto dei titoli di coda all’interno di un cult cinematografico o seriale. Siamo già, metaforicamente, al secondo avvertimento dell’utente medio al cospetto della Rai Radiotelevisione Italiana. Il terzo strike non è consentito. Altrimenti il telecomando diventerà un’arma a doppio taglio difficile da fronteggiare: da principale alleato a peggior nemico nel giro di pochi click.