Home Notizie Il cinema d’autore domina gli 80 anni dei Nastri d’Argento con il record di Paolo Sorrentino

Il cinema d’autore domina gli 80 anni dei Nastri d’Argento con il record di Paolo Sorrentino

I Nastri d’Argento 2026 festeggiano 80 anni nel segno di Paolo Sorrentino: il film “La Grazia” conquista otto premi. Tutti i vincitori e i dettagli della serata.

25 Giugno 2026 15:41

L’edizione 2026 dei Nastri d’Argento celebra il traguardo dell’ottantesimo anniversario nel segno di una parata di stelle al Teatro Argentina, dove la notte dei premi si trasforma in un monologo d’autore. A fare la parte del leone è Paolo Sorrentino, che con la sua ultima fatica, La Grazia, sfiora il cappotto portando a casa ben otto riconoscimenti su nove nomination complessive.

Il lungometraggio, incentrato sul profondo dilemma etico e costituzionale di un Capo dello Stato di fronte alla firma di una legge sull’eutanasia, ha convinto unanimemente il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, conquistando le categorie regine di miglior film, regia e sceneggiatura.

Il successo della pellicola campana si riflette in modo simmetrico sulle performance del cast, con Anna Ferzetti e Milvia Marigliano incoronate rispettivamente come miglior attrice e miglior interprete non protagonista. Sul fronte maschile, la giuria ha optato per un prestigioso ex aequo per il titolo di miglior attore protagonista, dividendo la statuetta tra un monumentale Toni Servillo e un intenso Valerio Mastandrea, quest’ultimo straordinario volto in Cinque secondi di Paolo Virzì.

C’è spazio anche per le nuove leve del nostro grande schermo grazie al trionfo del giovanissimo Francesco Gheghi, premiato come miglior non protagonista per il film 40 secondi di Vincenzo Alfieri, un’opera legata alla cronaca del tragico omicidio di Willy Monteiro che ha incassato riconoscimenti importanti anche per il montaggio e il casting.

Tutti gli altri grandi nomi

La serata ha saputo bilanciare i verdetti della stagione con un profondo senso della memoria storica. Monica Guerritore ha aperto le celebrazioni ricevendo un nastro speciale per il suo progetto cinematografico su Anna Magnani, che fu proprio la prima donna premiata nella storia dei Nastri nel lontano 1946.

Un tributo che ha fatto da apripista a un omaggio collettivo all’eccellenza femminile del comparto, capace di unire attrici come Alba Rohrwacher e registe come Francesca Archibugi. Applausi scroscianti sono andati anche ai veterani dello schermo, con statuette speciali consegnate a Mariano Rigillo, Barbara Bouchet e Giancarlo Giannini per la sua prova vocale nel film di Giulio Base.

Il palmarès si completa guardando ai generi popolari e all’eccellenza tecnica dei nostri set. Il versante della commedia vede il trionfo annunciato di Buen Camino, il blockbuster firmato da Gennaro Nunziante e Checco Zalone che si aggiudica il titolo di “Nastro dell’anno”, mentre nelle rispettive categorie attoriali brillano i tempi comici di Claudia Pandolfi e Giuseppe Battiston. Un debutto fulminante premia l’esordio alla regia di Damiano Michieletto con Primavera, titolo capace di rastrellare tre statuette tra cui quella per la colonna sonora di Fabio Massimo Capogrosso.

La musica d’autore sale sul palco del Teatro Argentina anche grazie a Mahmood, vincitore del premio per la migliore canzone originale con il brano Le cose non dette, scritto per l’omonima pellicola di Gabriele Muccino, mentre la complessa impalcatura visiva di Duse regala a Gaspare De Pascali e Carlotta Desmann il nastro per la migliore scenografia della stagione.