Francesco Panella a TvBlog: “Il cacciatore di teglie non è uno spin-off di Little Big Italy. Spero che da questa puntata zero nascano altre puntate”

Debutta questa sera sul Nove con una puntata zero Il cacciatore di teglie. TvBlog ha intervistato il conduttore, Francesco Panella.

Sarà una puntata zero quella che andrà in onda questa sera sul Nove, dalle 21:25, con Il cacciatore di teglie, un format, prodotto da Banijay Italia per Warner Bros. Discovery, che presto potrebbe vedere la luce con un ciclo più ampie di puntate. Francesco Panella, già conduttore di Little Big Italy, questa volta entrerà nelle case di famiglie con origini italiane che vivono a New York e che lo accoglieranno con un ricco menù di piatti, che saranno poi giudicati da lui stesso e dagli altri sfidanti. Per parlare di questo nuovo progetto TvBlog ha sentito telefonicamente lo stesso Francesco Panella.

Il cacciatore di teglie può essere considerato una versione “home-made” di Little Big Italy?

In realtà sì, potrebbe assomigliare a Little Big Italy, che rimane comunque un punto di riferimento, dal quale però tentiamo di diversificare Il cacciatore di teglie. È una puntata zero e quindi siamo in attesa di capire che cosa accadrà: ci sarà sicuramente d’aiuto per capire come differenziarlo.

In quali aspetti, secondo te, Il cacciatore di teglie si differenzia di più rispetto a Little Big Italy?

Innanzitutto in quello che vai a mangiare: per gli italoamericani un’occasione del genere è un evento ed è un modo per valorizzare quelli che sono i loro ricordi e le loro memorie. Attraverso la cucina non viene solo celebrata l’italianità, ma la memoria della loro famiglia.

Questa sera andrà in onda una puntata zero. La decisione di realizzare un vero e proprio ciclo di puntate dipenderà dagli ascolti o c’è già la volontà di proseguire con il progetto?

Questo è un progetto che nasce da Realize Networks e me, in collaborazione con Banijay e Warner Bros. Discovery, quindi ci stiamo lavorando tutti insieme. Io spero che si faccia: c’è stato tanto entusiasmo e in questo momento stiamo facendo delle valutazioni. Sicuramente non credo che il dato degli ascolti possa essere considerato un metro di giudizio valido visto la particolare serata in cui andrà in onda: spero che la scelta di mandare in onda la puntata sia legata al fatto che si sia già deciso di farla una prima edizione di Il cacciatore di teglie.

Da questa prima puntata sono già emersi aspetti da valorizzare o altri che si sono rivelati più critici, sui quali intervenire?

Per me è molto importante capire cosa pensano anche gli altri: in ogni lavoro che faccio io ascolto le opinioni delle altre persone. Qualche idea già c’è: tra una famiglia e un’altra, ad esempio, pensiamo di introdurre delle piccole rubriche. Quello che andrà in onda questa sera in fondo è uno scheletro su cui lavorare, sfruttando i contributi di ciascuno e utilizzando tanta creatività. Alla fine questa puntata zero l’abbiamo realizzata nei ritagli di tempo delle registrazioni a New York di Little Big Italy.

Registrazioni che riguardano quindi una quinta edizione di Little Big Italy?

Sì, a settembre partirà una nuova edizione di Little Big Italy. Siamo tutti molti contenti: è stata una stagione un po’ difficile perché il Covid ha reso molto difficili le registrazioni anche quest’anno, soprattutto considerando che abbiamo dovuto girare come sempre all’estero.

Dove avete girato le nuove puntate?

Le abbiamo fatte un po’ in Europa e un po’ negli Stati Uniti: siamo stati a New York, Washington, Porto Rico, Nashiville, Phoenix, Seattle, Dublino, Instabul e Tel Aviv.