Guerra a Gaza, Roberto Benigni e il suo grido di dolore per i bimbi uccisi: “Non sono uomini, insopportabile all’animo umano”
Forte intervento a Propaganda Live del premio Oscar che ha preso posizione sul dramma dei bambini di Gaza infiammando la platea in studio e il pubblico da casa.
Ospite a Propaganda Live su La7, ieri sera Roberto Benigni ha affrontato temi di strettissima attualità – proprio nelle ore in cui si inaspriva il conflitto tra Israele e Iran con la risposta missilistica di Teheran all’attacco sferrato da Tel Aviv – come le guerre in corso nel mondo. Un’accorata e toccante riflessione quella del premio Oscar, con un accento particolare ai teatri di guerra dell’Ucraina e di Gaza.
Benigni non ha mancato di toccare anche la tragedia delle continue morti dei migranti nel Mar Mediterraneo. L’attore ha denunciato con grande forze l’orrore che miete vittime soprattutto tra i più più piccoli, vittime indifese della ferocia di un mondo di adulti saturo della logica della forza e del disprezzo per i più deboli, schiacciati dalla macchina infernale della guerra.
Il forte monologo di Roberto Benigni a Propaganda Live
Nel suo intervento a Propaganda Live, il programma di Diego Bianchi in onda tutti i venerdì nella prima serata di La7, Benigni ha sottolineato la drammatica mancanza di una «Unione Europea vera» che, secondo lui, avrebbe potuto fornire il suo contributo a prevenire questi eventi. Il vincitore dell’Oscar si è richiamato alle parole dell’ex presidente Usa Joe Biden che dopo i micidiali attacchi del 7 ottobre 2023 da parte dei miliziani di Hamas avrebbe esortato i governanti israeliani a non rispondere «all’orrore con altro orrore».
Inutile dire che, secondo Benigni, questo appello è rimasto inascoltato. Nel suo discorso l’attore si è soffermato anche sullo straziante tema dei bambini vittime della guerra: «Quando i bambini giocano alla guerra, appena uno si graffia, il gioco si ferma. Ma perché questi continuano a uccidere i bambini?», ha chiesto Benigni.

«Dovrebbero fermarsi. È una vigliaccheria. È insopportabile per l’animo umano. Non sentono il grido di dolore che sale da tutto il mondo? Se non lo sentono, allora non sono umani», ha concluso l’interprete di Pinocchio e La vita è bella. Benigni ha poi lamentato con forza la latitanza dell’Unione Europea. Nell’articolare la sua riflessione l’artista si è poi rivolto a alla Gen Z, a quella fascia di giovani che l’attore ha definito «antropologicamente europei» per perorare appunto la causa dell’europeismo – anche se nella discutibile versione di Altiero Spinelli e del manifesto di Ventotene, propugnatori di una sorta di megastato sovranazionale.
Benigni spiega l’Europa e il patriottismo ai giovani
Benigni ha rivolto un appello accorato a quella che ha definito «la generazione più istruita della storia». Nel suo appassionato monologo a Propaganda Live sul futuro dell’Europa, Benigni si è rivolto direttamente a loro, «la prima generazione trasnazionale della storia», esortandoli a mettere i loro talenti, le loro energie giovanili e la loro istruzione al servizio del progetto europeo: costruire una «democrazia pacifica tra i popoli».
Nella sua riflessione sul tema del nazionalismo, che per Benigni è la vera origine delle guerre, di quelle del passato come dei conflitti del presente, il comico ha ricordato come l’Unione Europea, sorta dalle ceneri di un devastante conflitto tra gli Stati europei, fosse nata proprio con il proposito di contrastare il nazionalismo («carburante di tutti gli odi e di tutte le guerre»).
A questo proposito Roberto Benigni ha invitato a distinguere tra il vero patriottismo («Il patriottismo è meraviglioso, io sono un patriota dell’Italia», ha detto) e il sovranismo che usa la maschera del patriottismo per seminare nuove divisioni e portare i popoli a chiudersi nuovamente all’interno dei loro confini.