La recensione de Gli orologi del diavolo: Giuseppe Fiorello testimonial dei buoni valori è il volto giusto per queste storie

Inizia l’odissea di Marco, contattato per lavorare ad un gommone che servirà per lo spaccio di droga: diventa il primo infiltrato civile

Giuseppe Fiorello ed il suo legame con la fiction d’impegno civile sono una delle certezze della fiction Rai. Anche quando la fiction  in questione, come Gil orologi del diavolo, è una co-produzione con Mediaset Spagna. Ebbene sì: il Re Mida della fiction italiana è riuscito anche a far comparire il nome Mediaset in prima serata su Raiuno.

Non è l’unico merito di Fiorello, che conferma la sua capacità di scegliere sempre storie che sappiano coniugare il sopra citato impegno civile -e quindi fatti e personaggi provenienti dall’attualità e da fatti realmente accaduti- all’universo emozionale a cui la tv generalista deve rendere conto.

Gli orologi del diavoloSuccede così che anche Gli orologi del diavolo è fiction generalista Rai per eccellenza: racconta la storia di un eroe comune appartenente alla Storia del nostro Paese ma ancora poco conosciuto al grande pubblico, sviluppa valori quali la giustizia, la fedeltà (quante volte è stato ripetuto nei primi due episodi il verbo “fidarsi”) ed il coraggio ma al tempo stesso trova un aggancio nel thriller e terreno fertile nella suspense.

Una commistione di elementi che, diciamolo, non sono nuovi nella fiction della tv dei grandi numeri ma funzionano. Non con tutti: storie come queste hanno bisogno del giusto volto. Si torna così a Fiorello ed al concetto di fedeltà. L’attore siciliano nel corso degli anni ha costruito una carriera basata proprio sul valore di fiducia: verso le storie che ha portato sul piccolo schermo, verso il suo impegno nel raccontarle, verso i valori che ha voluto veicolare.

Proprio per questo Gli orologi del diavolo, seppur semplice nella sua messa in scena, assume rilevanza: conta il messaggio, ma anche chi quel messaggio lo comunica. Fiorello, da bravo testimonial dei buoni valori, è perfetto per una fiction che trasforma la sua semplicità da apparente difetto a punto di forza. Arrivare a più persone possibili senza perdere credibilità: la missione di Fiorello, anche questa volta, è stata raggiunta.

Ecco Gli orologi del diavolo

Gli orologi del diavolo
© Antonio Serrano

Una strana richiesta, da cui parte una segnalazione alla Polizia: è così che inizia l’odissea del protagonista de Gli orologi del diavolo, la serie tv in onda da questa sera, 9 novembre 2020, alle 21:25 su Raiuno (la seconda puntata andrà in onda domani, 10 novembre). Una fiction prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction ed in associazione con Mediaset Spagna che segna il debutto da protagonista nella lunga serialità di Giuseppe Fiorello, diventato in questo anni il Re dei film-tv d’impegno civile sull’ammiraglia Rai.

Anche Gli orologi del diavolo affrontate tematiche di impegno civile, ma miste a momenti di alta tensione e dramma, ispirandosi a vicende realmente accadute. Il titolo della fiction è infatti lo stesso del libro edito da Rizzoli da cui è tratta, scritto da Gianfranco Franciosi con Federico Ruffo. Proprio Franciosi è colui che ha vissuto questa storia in prima persona.

Una storia che vede il protagonista, abile meccanico navale, finire per diventare il primo infiltrato civile della storia, per cercare di stanare un traffico di droga a cui la Polizia puntava da tempo. Per farlo, dovrà diventare amico di un boss e, soprattutto, affrontare numerosi sacrifici, tra cui la perdita della fiducia da parte della sua famiglia.

Il soggetto di serie de Gli orologi del diavolo è di Fabio Grassadonia ed Antonio Piazza; a scrivere le sceneggiature sono stati Salvatore Basile e Valerio D’Annunzio con Alessandro Angelini, quest’ultimo anche alla regia degli otto episodi che andranno in onda per quattro prime serate.

Le anticipazioni della prima puntata

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Nel primo episodio, facciamo la conoscenza del protagonista, Marco Merani (Giuseppe Fiorello), vero talento nella meccanica navale. Sposato con Flavia (Nicole Grimaudo), ha una figlia, Joy (Gea Dall’Orto), un padre, Antonio (Roberto Nobile), che si occupa di un ristorante ed un fratello, Jacopo (Marco Leonardi).

Quando uno dei suoi clienti viene ucciso, scopre che i gommoni che preparava per lui venivano in realtà utilizzati per trasportare droga. Pochi giorno dopo, due persone gli chiedono di continuare con quel lavoro. Marco ne parla con l’amico poliziotto Mario (Fabrizio Ferracane) ed accetta di cercare di carpire qualche informazione in più su chi gestisca il traffico di droga.

E’ l’inizio della fine, per Marco: incontra Aurelio (Alvaro Cervantes), che gli chiede di entrare a far parte del suo clan e di portare a termine tutti i lavori che gli saranno richiesti. Per ognuno di loro, riceverà in cambio soldi ed un prezioso orologio.

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Nel secondo episodio, Marco ha stretto amicizia con Aurelio e, complice Mario, accetta di infiltrarsi nella sua organizzazione criminale. Questo comporta numerosi spostamenti e bugie alla sua famiglia, che inizia a capire che l’uomo sta nascondendo loro qualcosa.

Inoltre, Aurelio inizia a vedere Marco quasi come un fratello: il rapporto tra i due si fa ancora più stretto, cosa che insospettisce il Vice Questore Aggiunto Vexina (Federico Pacifici), che coordina l’operazione. Le cose per Marco diventano ancora più difficili quando Aurelio gli ordina di uccidere un informatore della polizia, suo conoscente.

Come vedere Gli orologi del diavolo in streaming

Gli orologi del diavolo
© Anna Camerlingo

E’ possibile vedere Gli orologi del diavolo in streaming sul sito ufficiale della Rai, e sull’app per smart tv, tablet e smartphone, mentre da domani si potrà vedere in Guida Tv/Replay.