Generazione 56K, Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli: “Daniel e Matilda, tra cambiamenti e conflitti”

Ai due attori abbiamo chiesto di raccontarci l’esperienza in un set diviso in due linee temporali…

Da quando ieri, 1° luglio 2021, Generazione 56K è stata distribuita da Netflix in Italia ed negli altri Paesi in cui il servizio è disponibile, gli abbonati stanno pian piano scoprendo la nuova produzione che vede coinvolti anche The Jackal (con la presenza, davanti alla macchina da presa, di Gianluca Fru e Fabio Balsamo). Il cast di Generazione 56K, però, è capeggiato da Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli, i due protagonisti.

A loro, infatti, è andato il compito di interpretare Daniel e Matilda, i due giovani trentenni che, anni dopo aver trascorso insieme l’infanzia sull’isola di Procida, si ritrovano a Napoli, adulti e con un mondo decisamente cambiato rispetto a quando erano piccoli, complice l’avvento di internet.

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In occasione del lancio della serie, abbiamo quindi avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere proprio con Spagnoletti e Cappelli, a cui abbiamo innanzitutto chiesto com’è stato interpretare due personaggi che, nel corso di soli otto episodi (tanto dura la prima stagione), si ritrovano a cambiare totalmente punto di vista. Daniel, infatti, da insicuro diventa deciso su ciò che vuole, mentre le certezze di Matilda iniziano a vacillare.

“E’ stato molto interessante analizzare quegli aspetti che poi hanno portato Daniel a cambiare”, ha rivelato Spagnoletti. “Si è ri-ascoltato ed ha ri-ascoltato una parte interiore che la velocità del mondo di oggi e della tecnologia dei social e dell’apparenza non ti fanno più notare. Ho lavorato sulla riappropriazione di un ascolto di quello di cui si ha bisogno. Tra Francesco (Ebbasta, ideatore e regista dei primi episodi, ndr) ed Alessio (Maria Federici regista della seconda parte della stagione, ndr) c’era una visione comune, si è lavorato sulla stessa linea. Ovviamente ognuno ha un proprio mondo e due visioni differenti, però è stato molto stimolante mettersi alla prova anche sotto quel punto di vista”.

“Per me interpretare un ruolo come quello di Matilda, che vive ed ha così tanti conflitti con se stessa, è stato molto interessante”, ha aggiunto Cappelli. “Considerata la sua situazione familiare, ho lavorato su una trasformazione che lei vive già quando era bambina, arrivando da adulta a censurare quella sua essenza. Si convince che la vita vada vissuta in un certo modo, ma inevitabilmente la sua natura più spontanea, dopo l’incontro con Daniel, inizia a prendere il sopravvento. Paradossalmente, nel perdere il controllo ritrova se stessa. E’ stato un viaggio meraviglioso”.

Lavorare in una serie in cui si fa tanto riferimento all’infanzia dei personaggi li ha spinti a pescare dalla loro memoria dei ricordi particolari per costruire il loro background?

“Siamo stati fortunati” risponde Cappelli, “perché di solito quando ci si approccia ad un personaggio bisogna ricostruire il suo passato, per dargli un bagaglio emotivo e di esperienze. Nel nostro caso una parte del passato dei personaggi già c’era, ed è così importante anche nel presente che ci siamo lasciati ispirare da quello che era stato scritto con sensibilità, intelligenza e tanta poesia”.

“Avere degli attori bambini che interpretano il tuo personaggio da piccolo ti fornisce una visione concreta a cui ispirarti”, risponde invece Spagnoletti. “Abbiamo costruito i nostri personaggi adulti ispirandosi anche ai loro movimenti, poi ovviamente abbiamo anche attinto al calderone privato di quando eravamo bambini, quel ricordo nostalgico è stato determinante per la costruzione del personaggio”.

Infine, abbiamo chiesto ai due attori quale sia il valore che hanno portato con sé durante le riprese della serie e, perché no, anche dopo la loro fine: “Per me l’ascolto”, ci dice Spagnoletti, “sia interiore ma anche del mondo, esserne consapevole, conoscerlo, accettarlo e non accettarlo per alcuni versi. Daniel ha questa virtù”. “Per me”, chiude Cappelli, “la fiducia in se stessi e negli altri. Affidarsi e non avere paura di quello che può accadere, che poi è quello che succede a Matilda!”.