Home Interviste Gabriel Garko in esclusiva a TvBlog: “In Colpa dei Sensi vincono i sentimenti e le sorprese. Io bersagliato a Sanremo? Forse, ma l’importante è non essere indifferenti”

Gabriel Garko in esclusiva a TvBlog: “In Colpa dei Sensi vincono i sentimenti e le sorprese. Io bersagliato a Sanremo? Forse, ma l’importante è non essere indifferenti”

Gabriel Garko è protagonista insieme ad Anna Safroncik della fiction Mediaset “Colpa dei Sensi”. L’attore ha raccontato, in esclusiva a TvBlog, come è stata questa nuova sfida professionale all’alba dei suoi 35 anni di carriera.

29 Gennaio 2026 15:51

Gabriel Garko è il prototipo di attore per famiglie. Nel senso positivo del termine. Quando si parla di simboli e riferimenti quotidiani, Garko – a livello televisivo – è sempre in cima ai pensieri degli affezionati. C’è anche qualche detrattore, ma il punto è che l’interprete di origini siciliane (nato tuttavia a Torino) è arrivato a 35 anni di carriera.

Quindi anche chi non ha seguito o apprezzato il suo percorso artistico da spettatore è ugualmente “portato” a fare i conti con l’operato di un interprete che ha saputo – nel tempo – costruirsi un’immagine granitica. Bellezza estetica, ma non solo: uno stile riconoscibile anche in scena. Proprio per quanto riguarda la gestione degli spazi e la restituzione della soggettiva l’attore ha fatto scuola.

35 anni di carriera tra cinema e fiction

Infatti il “suo” Tonio Fortebracci è ancora sinonimo di protagonismo seriale per antonomasia. Questo significa saper entrare nelle case degli italiani con garbo e continuità. Due concetti affatto scontati in un mondo, quello della recitazione, che può essere anche un tritacarne. L’attore piemontese è riuscito a districarsi molto bene tra cinema e tv rischiando sempre di essere etichettato per determinati ruoli.

La sua capacità maggiore, oltre alla varietà di registri interpretativi di cui dispone, è stata e resta proprio quella di scegliere i progetti con parsimonia. Magari una sua performance resta nella memoria collettiva, ma l’abilità di Garko non è mai legata a un ruolo piuttosto che un altro. Gli piace spaziare e persino prendersi i suoi tempi. Il 2026 è l’anno del ritorno da protagonista con una fiction: Colpa dei Sensi, in cui ritrova anche l’amica e collega Anna Safroncik con cui ha lavorato in occasione della fiction “Se potessi dirti addio”. Anche all’epoca c’era lo zampino, e la regia, di Simona Izzo e Ricky Tognazzi.

Il ritorno in prima serata con Anna Safroncik

I quali tornano a dirigere una storia passionale e piena di capovolgimenti di fronte, per questo vanno sul sicuro. Chiamare Garko e Safroncik significa tirare fuori “l’artiglieria pesante” e garantirsi anche il favore del pubblico in termini di riconoscibilità. L’attore cresciuto a Settimo Torinese ha raccontato quest’ultima esperienza professionale ai microfoni di TvBlog per poi passare ad affrontare argomenti specifici riguardanti la sua carriera e le prossime sfide professionali che lo attendono, in quello che si preannuncia essere un vero e proprio periodo d’oro.

Colpa dei Sensi con Gabriel Garko su Canale 5
L’attore si racconta in esclusiva a TvBlog (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Il suo è un ritorno da protagonista e ritrova Anna Safroncik al suo fianco: abbiamo parlato anche con lei e ci ha detto che lavorare insieme è stata una vera benedizione, ci racconta un aneddoto curioso che attesti una volta per tutte la vostra complicità sul set? È sufficiente davvero uno sguardo per capirvi?

“Un aneddoto preciso con quello che abbiamo vissuto è difficile da stabilire su due piedi, ma devo sicuramente dire che abbiamo sempre avuto un bel rapporto e un’intesa particolare figlia anche dei lavori precedenti che abbiamo vissuto vicendevolmente. Devo ringraziare anche e soprattutto i registi per avermi messo nuovamente a mio agio, anche con una collega come Anna che conoscevo già precedentemente”.

Colpa dei Sensi, tra grandi ritorni e attese importanti

Passiamo a parlare di Ricky Tognazzi e Simona Izzo: com’è stato ritrovarli alla regia? Ci fa capire qualcosa in più del suo personaggio e cosa gli hanno chiesto per rendere al meglio questa parte?

“Io li devo ringraziare. In questo lavoro sono stati due direttori d’orchestra meravigliosi riuscendo a tirare fuori il meglio da ciascuno di noi. Nello specifico del mio personaggio in Colpa dei Sensi, Simona è riuscita a farmi capire nel modo migliore dove dovevo andare a parare anche in corso d’opera. Lavorando cambiano delle cose, ma nonostante tutto è stata capace di spiegarmi appieno un personaggio molto complesso e ricco di sfumature. Questo protagonista è un personaggio di una certa levatura, dato che è un militare, in grado di alternare profondità e tenerezza. Pieno di valori. Potrei dire una personalità risolta, ma anche profondamente innamorata dell’amore”.

Quest’anno sono 35 anni di carriera, come ha dichiarato di recente: prima di tracciare un suo personalissimo bilancio, recentemente ha dichiarato che lungo la sua strada ha trovato in questo ambiente persone false pronte a pugnalarla alle spalle. Ora che ha una certa esperienza, è cambiata la situazione o vive ancora professionalmente il pregiudizio e l’insofferenza di molti?

“Sicuramente sono soddisfatto di quello che ho raccolto sin qui, per il resto posso affermare che la situazione è cambiata in meglio. Ho fatto una bella scrematura e rispetto al passato ci sono persone diverse vicino a me. L’esperienza nel nostro lavoro insegna tantissimo, ma bisogna rimanere con la guardia alta. Mai lasciarsi andare troppo, può sempre capitare di incontrare ancora persone sbagliate sul proprio cammino. Per ora non mi è capitato nuovamente e sto benissimo, ma qualora dovesse succedere di nuovo ho maggiore pelo sullo stomaco per difendermi e capire prima il ‘pericolo. L’importante è stare sul pezzo, rimanere guardinghi e attenti a tutto”.

“Amo sia il cinema che la televisione, conta scegliere il giusto team di lavoro”

Al cinema, invece, manca dal 2017: come mai? Ha rifiutato determinate proposte o sta ancora aspettando il progetto più giusto?

“Sì, qualcosa ho rifiutato però non faccio molta distinzione tra cinema, televisione o teatro. È ovvio che poi il risultato, agli occhi del pubblico, è diverso. Mi appassionano tutte e tre allo stesso modo per aspetti differenti, quindi quando arriva il progetto giusto lo valuto a prescindere. Per me conta moltissimo avere tra le mani un copione importante supportato da una regia all’altezza e un cast rassicurante. Guardo molto il team di lavoro anche perché i lavori migliori si fanno con un gruppo pronto a supportarti, da soli non si va da nessuna parte. Il film o una serie non è un tipo di prodotto fatto da una sola persona: resta una questione di sinergie”.

Questo è il periodo che anticipa Sanremo: lei al Festival ha vissuto un’altalena di emozioni che l’hanno portata, mediaticamente, anche a diventare un bersaglio. Che ricordo ha di quell’esperienza e che consiglio vuole dare a chi sta per scendere quelle scale non propriamente da conduttore come è accaduto a lei?

“Devo dire, in tutta sincerità, che per me il fatto di essere diventato un bersaglio a Sanremo è stato soltanto positivo. Su quel palco accadono due cose: o diventi un bersaglio, oppure rimani indifferente. Quindi meglio questa seconda strada, tutto voglio nel mio lavoro tranne l’indifferenza. In questo senso è andata molto bene, perchè anche le critiche più negative hanno portato a una risonanza. Sanremo vive anche di queste situazioni, dunque il mio ricordo è più che positivo. Se si va a Sanremo sperando che ne parlino necessariamente bene, è difficile avere riscontro. Il Festival deve comunque far parlare di sè, fare notizia. Quando non c’è questo, significa che ci sono problemi. Credo che i colleghi che si troveranno a scendere quelle scale non abbiano bisogno di alcun tipo di consiglio se non un grande in bocca al lupo”.

Uscire dalla comfort zone

Lei nella fiction ha trovato una sua comfort zone entro determinati ruoli: sente il bisogno, talvolta, di misurarsi con una maschera diversa. In commedia, ad esempio, l’abbiamo vista meno rispetto ad altre performance. Accetterebbe un ruolo più “comico”?

“Il fatto di stereotiparsi in certi ruoli non è una volontà mia, ma dipende dalle scelte degli addetti ai lavori. Sicuramente io ho un’immagine che porta a pensare a determinate parti, ma dalla comfort zone ci sono uscito diverse volte in passato. Pensiamo a Le Fate Ignoranti, la commedia invece l’ho sperimentata maggiormente a teatro al fianco di Ugo Pagliai con uno spettacolo che si chiama Odio Amleto. Se mi dovessero, oggi, proporre qualcosa fuori dalla mia comfort zone, accetterei subito”.

Lei ha anche un bagaglio teatrale piuttosto importante, tutte peculiarità che portano eventualmente a un passaggio dietro la macchina da presa: si vede mai come regista?

“Il fatto di avere alle spalle tanto teatro non so se possa darmi le credenziali per diventare poi regista, sicuramente impari a guardare le situazioni con un occhio diverso. La regia, tuttavia, resta un mio sogno nel cassetto e penso che prima o poi arriverà anche quel momento. È tutta una questione di equilibri e momenti giusti. Sto valutando quando potrebbe essere il momento giusto, non appena mi sentirò davvero pronto farò anche quello”.

“Mi hanno nascosto alcuni progetti”

Arrivato a questo punto del suo percorso professionale ha qualche rimpianto?

“Rimpianti direi di no, professionalmente parlando, naturalmente. Ho qualche dubbio, forse, che mi porta a pensare che se mi fossi mosso meglio precedentemente magari avrei potuto fare più cose interessanti. Non che quello che ho fatto finora non sia stato interessante, ma c’è stato un momento della mia carriera in cui ho avuto diverse richieste. Purtroppo non ne ero a conoscenza perchè me lo hanno tenuto un po’ nascosto, quindi non ho potuto scegliere se accettare o meno determinati progetti”.

Dopo questa fiction, cosa bolle in pentola?

“C’è un bel pentolone in vista (ride ndr), però non posso dire ancora nulla finché gli accordi non sono chiusi. Anche per una questione scaramantica, ma garantisco che appena potrò parlare davvero del futuro torno a raccontarvi tutto. Per il momento guardate Colpa dei Sensi su Canale 5”.