Home Notizie Francesca Albanese “La Rai protegga Ranucci e Report, in Italia clima ostile alla libertà di stampa”

Francesca Albanese “La Rai protegga Ranucci e Report, in Italia clima ostile alla libertà di stampa”

Dopo il clamoroso attentato sotto l’abitazione del direttore di Report Sigfrido Ranucci, appello della relatrice ONU Francesca Albanese che parla di clima pesante per la libertà di stampa in Italia.

20 Ottobre 2025 07:00

Durante la puntata di Accordi & Disaccordi andata in onda sul Nove, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, ha lanciato un appello accorato a tutela del giornalista Sigfrido Ranucci e della sua trasmissione Report.

L’attentato a Sigfrido Ranucci

Come noto Ranucci la settimana scorsa era stato fatto oggetto di un grave attentato dinamitardo. Alcuni sconosciuti avevano fatto esplodere la sua auto e quella della figlia prima di darsi alla fuga. I veicoli, avvolti poi dalle fiamme, sono andati completamente distretti.

La magistratura ha aperto una inchiesta raccogliendo testimonianze e immagini da tutte le telecamere della zona.

Ranucci aveva invece incassato l’affetto e la solidarietà di numerosi colleghi, amici e vicini di casa che hanno espresso la loro vicinanza al conduttore andando sotto casa e invitandolo a scendere in strada per abbracciarlo personalmente. Nel frattempo la scorta per il direttore dei Report, che vive sorvegliato dal 2021, è stata ulteriormente rafforzata.

Le parole di Francesca Albanese

Nelle ultime ore è tornata sulla questione Francesca Albanese e le sue parole, pronunciate nel talk condotto da Luca Sommi, suonano come un vero atto d’accusa verso il clima che circonda oggi la libertà di informazione in Italia: “È necessario un cambiamento di rotta all’interno della Rai stessa: Ranucci e Report vanno protetti, perché oggi in Italia non c’è un clima favorevole alla libertà di espressione e alla libertà di stampa”.

Francesca Albanese
Francesca Albanese, relatrice ONU impegnata come osservatrice in Medio Oriente – Credits ONU (TVBlog.it)

La vicenda personale di Albanese

Nel suo intervento, Francesca Albanese ha richiamato anche la propria esperienza personale, segnata da attacchi e sanzioni internazionali che ne hanno compromesso la vita quotidiana. Dal luglio scorso, infatti, la relatrice ONU è stata colpita da un provvedimento degli Stati Uniti che la esclude dal sistema bancario globale, vietandole di utilizzare conti correnti e carte di credito.

“Le minacce e gli attacchi persecutori mi toccano in prima persona. Mi rendono più forte, ma creano un clima gelido, soprattutto in ambito professionale. C’è chi non riesce a sopportare questa pressione” ha dichiarato Albanese, raccontando le difficoltà incontrate perfino nell’aprire un conto in Italia, a causa del suo inserimento nelle liste sanzionatorie statunitensi.

Le sue parole non sono soltanto un atto di solidarietà nei confronti di Ranucci, ma anche una denuncia di sistema, che mette in luce quanto sia fragile oggi il diritto all’informazione libera, anche nei Paesi democratici.

Un monito alla Rai e alla politica

Francesca Albanese ha chiesto esplicitamente alla Rai di intervenire per garantire la protezione del conduttore di Report e della redazione della trasmissione di Rai3 invitando i vertici del servizio pubblico a non cedere a pressioni esterne o tentativi di condizionamento. “Si attacca il giornalista per il proprio lavoro così come si attacca chiunque denunci per dovere professionale. È terribile, indecente, una caratteristica tipica del nostro Paese” ha affermato la Albanese con tono fermo.

Le sue parole si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione per la libertà di stampa in Italia, dove non mancano denunce di pressioni politiche, querele temerarie e tagli redazionali che rischiano di indebolire l’indipendenza dei media.

“Proteggere chi fa il proprio lavoro significa difendere la democrazia”

L’appello di Francesca Albanese non è soltanto un gesto di solidarietà, ma una riflessione più ampia sul valore dell’informazione come presidio democratico: “Proteggere chi fa il proprio lavoro con onestà significa proteggere la democrazia stessa”, ha concluso la relatrice ONU, ricordando come il giornalismo libero e indipendente rappresenti un pilastro fondamentale di ogni Stato di diritto.