Home Notizie Flavio Briatore prende posizione: “Capisco più Jannik Sinner che certa gente del Sud!”

Flavio Briatore prende posizione: “Capisco più Jannik Sinner che certa gente del Sud!”

Il noto imprenditore, volto noto del mondo dello Formula 1 e della TV con il suo format The Apprentice, torna a difendere il tennista azzurro Sinner dopo la rinuncia alla partecipazione alla Coppa Davis, scatenando tuttavia polemiche per il riferimento a “certa gente del Meridione”.

7 Novembre 2025 11:57

Durante la trasmissione Realpolitik su Rete 4, l’imprenditore Flavio Briatore ha difeso a spada tratta il campione altoatesino Jannik Sinner: “Parla tedesco bene, parla italiano bene, parla inglese bene. Parla tre lingue. Sinner è italiano, è nato in Italia. E comunque capisco più Sinner che non certa gente del Meridione che io sinceramente non riesco a capire che cosa dica”.

Briatore difende Sinner

Con queste parole,  Flavio Briatore – noto per i suoi interventi spesso netti e provocatori – non solo prende le difese di Sinner, ma lancia anche una critica piuttosto marcata verso “certa gente del Sud”. Il giornalista Tommaso Labate – calabrese di origine e co-conduttore della trasmissione – ha replicato ironicamente: “Me compreso direi”. Ma Briatore ha poi precisato: “Ho degli amici napoletani che quando parlano dovrei avere i sottotitoli…”.

Il contesto: perché Sinner è sotto tiro

Le affermazioni di Briatore arrivano in un momento particolare per Sinner. Il tennista italiano è stato oggetto di critiche da più fronti dopo aver annunciato la rinuncia a giocare con la Nazionale per la Coppa Davis, torneo che l’Italia ha vinto nei due anni precedenti ma che quest’anno dovrà difendere senza il suo tennista più forte.

Anche la sua residenza a Montecarlo e le questioni fiscali hanno alimentato il dibattito: alcuni osservatori lo accusano di “allontanarsi” dal radicamento nazionale, altri lo difendono spiegando che scegliere una base all’estero non significa tradire i colori. Briatore ha commentato questa polemica sostenendo che in molti casi “in Italia per essere benvoluto devi essere un miserabile”.

Il profilo di Sinner: tra traguardi e contraddizioni

Jannik Sinner ha ormai consolidato il suo status di top player mondiale: altoatesino di nascita (Innichen, 2001), parlante tedesco come prima lingua, tre lingue a suo attivo e la conquista del numero 1 del ranking ATP.

La sua carriera è costellata di successi: titoli del Grande Slam, vittorie in Masters, un’influenza crescente sul tennis italiano. Eppure, il discorso della sua identità sportiva – e nazionale – è stato più volte messo in discussione: residenza fiscale, tempo trascorso all’estero, scelta di non partecipare alla squadra azzurra.

Briatore, intervenendo proprio su questi temi, ha sottolineato che Sinner rappresenta “una persona normale, un ragazzo molto educato e di notevolissimo spessore culturale”, auspicando che venga più valorizzato che criticato.

Jannik Sinner
Jannik Sinner, ancora per qualche ora numero uno del ranking mondiale – Credits Instagram @janniksin (TVBlog.it)

La figura di Briatore e l’importanza della sua difesa

Flavio Briatore è da tempo una presenza mediatica estremamente forte: ex manager di Formula 1, campione con la Benetton e la Renault, imprenditore e volto televisivo. Conosciuto per le sue uscite spesso provocatorie, anche in questo caso non ha lesinato critiche verso il contesto sportivo‐mediale italiano. La sua presa di posizione a favore di Sinner assume rilievo anche perché proviene da una figura che non è strettamente legata al tennis, ma che sa orientare l’attenzione mediatica.

Da un lato, il suo intervento può essere letto come un atto di tutela nei confronti di un talento nazionale che viene vissuto come “bersaglio” da parte dell’opinione pubblica. Dall’altro, però, l’uso di un paragone con “certa gente del Meridione” rischia di alimentare tensioni culturali e territoriali che, anche nello sport, pesano più di quanto si pensi.

Sinner e le Finals

La frase di Briatore evidenzia anche un problema culturale: la difficoltà per molte eccellenze italiane di trovare piena accettazione in patria, se si esulano certi schemi tradizionali. E parla di sport‐sistema, media e identità nazionale che vanno ridefinite.

Infine, c’è un aspetto pratico: Sinner ha davanti a sé le ATP Finals e un 2026 che promette altri traguardi. Il sostegno pubblico da una figura come Briatore può aiutarlo a spostare l’attenzione sul campo, ma l’eco mediatica della polemica rischia anche di distoglierlo.