Festival di Sanremo a Monte-Carlo? Quando Pippo Baudo disse no e salvò la tradizione…

Pippo Baudo racconta di quando il Festival di Sanremo rischiò il trasferimento a Montecarlo. Se l’evento è ancora da noi è anche merito suo.

Il Festival di Sanremo a Montecarlo? No, grazie“. Non deve essere stato facile per Pippo Baudo dire di no al Principe Alberto di Monaco che voleva ‘per sé’ il Festival della Canzone Italiana. Anzi forse lo è stato, almeno leggendo l’intervista concessa dal SuperPippo nazionale a Famiglia Cristiana, in edicola questa settimana. Il tredici volte conduttore del Festival ha raccontato al settimanale cattolico di ‘quella volta in cui’ il principe Alberto, erede del trono che fu del padre Ranieri e della madre Grace Kelly, raggiunse il conduttore e direttore artistico e gli fece una di quelle proposte che non si possono rifiutare. Oppure sì.

“Un giorno venne a trovarmi e mi propose di trasferire il Festival a Monte-Carlo. Gli risposi ‘Se lo faccio mi ammazzano!'”

racconta Baudo, che così spiega anche da dove nasce la lunga ‘locuzione’ che definisce l’evento come “Festival della Canzone Italiana”.

“Chiamai l’allora sindaco di Sanremo e gli dissi di denominarlo in quel modo, per evitare che qualcuno potesse appropriarsi del format”

aggiunge il conduttore. Considerato che il sindaco citato nell’intervista è Leo Pippione, in carica alla guida del Comune di Sanremo dal 1984 al 1990, diciamo che il ‘tentato scippo’ del Festival si può collocare proprio nel 1984 o nel 1987, le uniche due edizioni condotte da Baudo in quegli anni (tra Figli di, Gabriella Carlucci, Miguel Bosé e Johnny Dorelli).

Comunque sia, oltre ad aver condotto – e in alcuni casi anche diretto – il Fesival di Sanremo, Pippo Baudo può essere insignito anche del titolo di difensore della tradizione’, capace di dire no persino alla casa reale dei Grimaldi pur di difendere ‘l’italica’ natura del Festival-evento per eccellenza della cultura pop e tv nazionale, permettendo così alla liturgia sanremese di rimanere sulla Riviera dei Fiori e non sconfinare nel confinante  territorio del Principato di Monaco. Certo è che neanche la Rai avrebbe acconsentito così facilmente a un trasferimento, ça va sans dire. E insieme alla tradizione ‘territoriale’, Baudo puà dirsi senza dubbio difensore del Festival in quanto tale, visto che proprio grazie a lui Sanremo riconquistò l’interesse del pubblico, riportando il Festival che aveva perso la sua identità ai fasti delle origini.

Intanto la strada per il Festival 2021 non è facile: mentre Amadeus prosegue nella selezione dei Giovani con AmaSanremo, resta da capire come si svolgerà la 71esima edizione, tra pandemia e misure di sicurezza. Per adesso il Festival è in programma dal 2 al 6 marzo, un mese più tardi del solito. Ma sempre a Sanremo.

 

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