Festival di Sanremo, fuga dei big: tra palco e realtà, le difficoltà di Carlo Conti a tre mesi dall’inizio della kermesse
Festival di Sanremo, Carlo Conti è alle prese con qualche difficoltà. Secondo quanto riporta Il Messaggero, tanti big avrebbero rifiutato di partecipare alla prossima edizione della kermesse: tutti i retroscena.
La grande fuga. Con questo titolo si apre un articolo de Il Messaggero a firma di Mattia Marzi, parole che lasciano poco spazio all’immaginazione. Il tema è Sanremo, la prossima edizione del Festival della Canzone Italiana si sta avvicinando (mancano cento giorni, forse qualcuno in meno, come ha fatto notare Carlo Conti) e c’è un problema. Manca ancora l’annuncio dei cantanti in gara: il Direttore Artistico ha posticipato la comunicazione al 30 novembre 2025.
Doveva avvenire in questi giorni, ma la morte di Ornella Vanoni ha fatto slittare tutto. Encomiabile l’atteggiamento di Conti, ma Il Messaggero però lascia intendere altro. Il cordoglio per la Vanoni è autentico, ma allungare l’attesa per annunciare i big in gara sembrerebbe essere anche il frutto di una decisione ponderata legata a un aspetto poco sottolineato ma presente come una spada di Damocle con cui fare i conti. Nel vero senso della parola.
Festival di Sanremo, l’esodo dei big
I big si sarebbero rifiutati di partecipare alla kermesse canora. Carlo Conti, secondo Il Messaggero, si trova a gestire un Festival anomalo. Lo scorso anno aveva già incassato l’assenso di Olly (che sarebbe diventato riferimento per il futuro musicale italiano anche vincendo la manifestazione con “Balorda nostalgia”), di Giorgia in veste canterina che grazie alla collaborazione con Blanco ha tirato fuori un successo particolare e intimo come “La cura per me” e Achille Lauro con “Incoscienti giovani”. Senza contare l’apporto di Guè, uno dei primi a tornare con il Rap vecchia scuola a Sanremo, e Tony Effe. Impossibile dimenticare anche il ritorno di Massimo Ranieri e Fedez.

Tutti nomi che, per diverse ragioni, facevano gola e aumentavano l’appeal attorno a una manifestazione che veniva dai fasti di Amadeus e Fiorello, lasciando intendere che Conti non avrebbe deluso le aspettative. Così è stato, ma in 365 giorni cambia tutto. In primis il Festival di Sanremo assume un’altra veste: quella di tributo.
Le case discografiche frenano
La morte di Baudo, Vessicchio e Vanoni, che hanno fatto la storia della manifestazione, impone un codice di condotta diverso basato sugli omaggi e la forza del ricordo. Aspetto che sicuramente incuriosisce gli spettatori, ma allontana possibili partecipanti. I discografici non vogliono prendersi rischi in un clima così controverso. Il Festival sta cambiando e non solo per le dipartite illustri a cui Conti dovrà garantire il giusto omaggio, anche e soprattutto per questioni economiche.
La Rai ha aumentato i rimborsi per favorire le case discografiche a portare i propri cavalli di razza al cospetto dell’Ariston. Le produzioni ringraziano, ma non si può dire – stando alle stime de Il Messaggero, oltre alle anticipazioni di Davide Maggio sul tema – che siano contente: per molte major del settore musicale, il gioco non vale la candela.
Annalisa, Tiziano Ferro ed Ernia dicono no al Festival
Sanremo non è una vetrina di primario interesse per chi guadagna con altri aspetti più redditizi all’interno del settore musicale. Ecco, in estrema sintesi, le ragioni dei no più pesanti registrati finora. Quelli di Annalisa, Tiziano Ferro ed Ernia. Come se non bastasse, ci si è messo anche Alfa a snobbare il Festival della Canzone Italiana: “Voglio prendermi del tempo per lavorare a cose nuove. Una manifestazione come Sanremo va rispettata con un brano all’altezza, una canzone da difendere sempre. Io, in questo momento, non ce l’ho” ha detto il cantante a una sua data del tour.
Niente Sanremo, che tradotto vuol dire: “Passo la mano, non voglio partecipare”. Detto in maniera più diplomatica. La strada della diplomazia è anche quella scelta da Tananai, Emma e Noemi. Nomi fortemente voluti che hanno scelto di fare un passo indietro. Sulla porta dell’Ariston, a oggi, ci sarebbero Irama e Tedua, ma il loro sì definitivo ancora non esiste.
Tra presente e futuro
Ecco perchè Conti vuole prendere tempo, sperando in un cambio idea dell’ultimo minuto e un assenso (eventuale) che possa mettere a tacere ogni indiscrezione: “Di questo vive Sanremo – ha tagliato corto il Direttore Artistico – ce l’ha insegnato Pippo Baudo”. Gli sponsor, tuttavia, non accettano lezioni: vogliono un nome altisonante che possa fare da traino per la manifestazione. Il sogno sarebbe Elisa, Conti l’ha anche fatto capire a chiare lettere.
In questo momento, però, Sanremo sta vivendo una fase di transizione. Non solo perché chi ha fatto la storia del Festival non c’è più, ma anche e sopratutto perchè quel tipo di eredità sta diventando scomoda da portare avanti. Conti ha già detto che sarà il suo ultimo evento da Direttore Artistico nella città dei Fiori: il conduttore ha proposto De Martino e Cattelan, oltre Clerici e Cucciari, come possibili successori. Il futuro può attendere, i big no. E il conto alla rovescia per l’annuncio definitivo è già cominciato.