Se anche il re di Instagram Fedez non rinuncia alla promozione sulla vecchia cara tv

Fedez è il re di Instagram, non rilascia interviste, critica i giornalisti, ma non rinuncia alla cara vecchia tv per promuovere l’album

Oltre tredici (13!) milioni di follower su Instagram, un contratto milionario con Amazon Prime Video (ne è social brand ambassador, il primo a rivestire questa carica in Europa), eppure alla promozione sulla cara vecchia tv generalista Fedez non rinuncia. Così ieri il rapper è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Raitre, a pochi giorni dalla pubblicazione del suo nuovo album Disumano.

Prima una clip celebrativa, poi un’esibizione live (Meglio del cinema e Sapore), quindi uno scambio dialettico con Fabio Fazio (con marketta anche della serie The Ferragnez e della seconda stagione di LoL, entrambi disponibili su Prime), fino all’incontro cult con Orietta Berti (che gli ha donato dei cappelletti fatti in casa).

La presenza di Fedez da Fazio è un segnale su più livelli. Innanzitutto in considerazione dei famosi fatti del Concertone del Primo Maggio, che sembravano aver portato ad una profonda frattura tra il rapper e la tv pubblica. E poi perché restituisce al media tradizionale della televisione un peso specifico in un momento storico in cui tutto sembra avere un senso solo se è disintermediato.

Non a caso Fedez, che non si mostra esattamente un grande estimatore della categoria dei giornalisti, in tv non si fa intervistare (s’intende un’intervista vera, non promozionale) da molti mesi (forse il caso più recente risale alla fine del 2019, quando a La confessione di Peter Gomez su Nove parlò di un rischio sclerosi multipla, in quanto gli era stata individuata “una demielinizzazione nella testa”).

Il rapper preferisce la comunicazione uno a molti dei social e per il suo nuovo progetto discografico ha scelto di rinunciare alla tradizionale conferenza stampa di presentazione dell’album, preferendo comparire sulla copertina di Vanity Fair dove si è fatto intervistare da Enrico Mentana, giornalista ‘gradito’ che ha ospitato anche nel suo podcast Il Mucchio selvaggio.

Insomma, una strategia comunicativa assai articolata e originale, che però non prescinde, almeno per ora, dal passaggio televisivo. Ah, la vecchia cara tv.