Enzo Miccio: “Domenica In? È successo in modo inaspettato. In tv si deve parlare di bellezza, quella fatta di rispetto”. L’intervista esclusiva a TvBlog
TvBlog incontra Enzo Miccio, il wedding planner più amato della tv, che si è raccontato tra futuri progetti e retroscene sul passato.
Enzo Miccio non ha di certo bisogno di presentazioni: wedding planner, event planner, fashion designer, conduttore televisivo e paladino del buon gusto. Tra le sue priorità, c’è la cura della bellezza: una bellezza che va al di là dell’aspetto estetico, ma che rispecchia appieno pensieri, sogni, eleganza, dettagli glamour.
In questa intervista a TvBlog, parla del suo ruolo nel contesto televisivo, della sua attuale partecipazione a Domenica In e della conduzione di Top – Tutto quanto fa tendenza. E sulle mode degli ultimi anni, dice: “Noi non siamo sempre gli stessi, abbiamo un’anima che cambia, un carattere che si smussa, che muta nel corso degli anni“.
L’inizio come wedding planner, poi il debutto in tv. Il piccolo schermo è sempre stato il suo obiettivo o è successo tutto in modo casuale?
Io sono un “professionista prestato” alla tv. Quella non è la mia attività lavorativa primaria, ma mi è capitato di essere stato individuato e intercettato venti anni fa da Real Time, che era all’epoca una televisiva avanguardista ed emergente. C’erano format fuori dall’ordinario, che si allontanavano da quella che era la classica proposta televisiva di quegli anni. Facendo matrimoni, mi hanno coinvolto in un progetto televisivo, che ho guardato all’inizio con occhi scettici. Non era quello che volevo fare, non avevo intenzione di andare a raccontare in tv come si organizzassero matrimoni. Alla fine sono riusciti a convincermi ed eccomi qui: sono passati vent’anni. Era il 2005, si inaugurava questo canale – Real Time – e mi sono trovato in questo mondo inconsapevolmente, un po’ contro la mia volontà. Poi questo ambito mi ha divertito e ha iniziato a piacermi; raccontavo quello che facevo nella mia vita quotidiana, non c’erano copioni né paletti, facevo semplicemente il mio lavoro e gli altri mi seguivano con le telecamere. All’inizio non è stato nemmeno pesante.
A suo parere, qual è il valore aggiunto che le tematiche di stile, moda e costume portano nello scenario televisivo odierno?
Dico sempre che in tv è importante lasciare un messaggio o un consiglio. Chi ci segue da casa ha bisogno di essere anche un po’ curato e attenzionato, e per questo abbiamo una responsabilità nei confronti di queste persone. Quando mi fermano o mi scrivono sui social, molti mi ringraziano per quello che ho detto e per come l’ho detto, per ciò che ho fatto, per la mia educazione. Io credo che in tv si abbia ancora bisogno di parlare di bellezza, non solo quella estetica, ma anche quella fatta di rispetto ed educazione. Io non faccio il Quark della moda, ma dò suggerimenti semplici e cerco di parlare di cose che possano far stare bene e far sorridere le persone.
La parola chiave è leggerezza…
E anche il conservare un bel ricordo di quello che è stato detto. Per 12 anni ho condotto il programma Ma come ti vesti!? e, nonostante il cinismo e la leggerezza della trasmissione, la gente tutt’ora mi ferma e mi dice: “Ho imparato un sacco, ho riso ma mi hai lasciato un insegnamento che mi porto con me“.
I vestiti sono tra l’altro molto importanti ma il modo in cui ci si mostra agli altri rispecchia la propria interiorità…
Il vestito è un tramite, attraverso il quale io posso dire meglio chi sono, cosa faccio, cosa vorrei che gli altri sapessero e capissero di me. È un modo per esprimere la mia anima: fa parte di un linguaggio non verbale molto potente e forte, che è in continuo mutamento.

Noi non siamo sempre gli stessi, abbiamo un’anima che cambia, un carattere che si smussa, che muta nel corso degli anni, perché la vita va avanti, acquisiamo esperienze e abbiamo un bagaglio diverso. Abbiamo quindi bisogno di cambiare, e l’aspetto estetico – che sia fatto di vestiti, di un taglio di capelli o di un colore – segue spesso i nostri cambiamenti.
In questa stagione televisiva, è tra i protagonisti del programma domenicale Domenica In. Lo vede come un punto di arrivo oppure come un trampolino verso nuove sfide di conduzione sulla rete ammiraglia?
È successo tutto in modo inaspettato. Lavoro per la Rai da qualche anno e c’è stata questa proposta di uno spazio all’interno del programma domenicale. Le puntate sono tantissime, e stiamo ancora trovando un’identità, oltre che qualcosa che possa piacere al nostro pubblico da casa. Domenica In ha un pubblico diverso rispetto a quello che può essere il pubblico di Sky o di Real Time. Sto quindi cercando di farmi conoscere e apprezzare da tante persone, che non hanno avuto modo di seguirmi in questi anni su altri canali e che non sanno esattamente chi sono e cosa faccio. Sono alla ricerca di una strada che possa darmi un’identità su una rete che non ho frequentato tantissimo negli scorsi anni.
A proposito di Rai, lei è anche il protagonista di Top – Tutto quanto fa tendenza su Rai 2.
Top è infatti più nelle mie corde: è un bellissimo magazine televisivo dove parliamo soprattutto delle eccellenze della nostra splendida Italia e del made in Italy. Affrontiamo tutto ciò che è “top“, cioè l’arte, il cinema, l’architettura, la cucina, la moda. Alla base c’è un grande DNA fatto di tendenze. Quest’anno c’è una novità, cioè quella che riguarda le interviste alle grandi famiglie della moda: Biagiotti, Fendi, Curiel, le sorelle Fontana, tutte realtà bellissime del nostro Made in Italy. Questo è un programma breve, di soli 50 minuti ma che mi dà molte soddisfazioni. Sto investendo moltissimo in questo format, anche dal punto di vista di contenuti, regia, fotografie. Ci piace fare un prodotto curato: dato che parliamo di eccellenze, lo facciamo in modo eccellente.
Vede la Rai come la piattaforma ideale per lanciare la sua visione del lifestyle italiano oltre i confini del matrimonio?
Io credo di si, perché il pubblico Rai è molto tradizionalista. Fondamentalmente, parlando dell’amore e di matrimoni, esalto la tradizione e lo faccio anche in Top. Parliamo di quello che c’è negli oggetti in pelle in Italia, della manofattura, delle industrie manifatturiere; sono discorsi molto affascinati per un pubblico della Rai, che è attento e che ha voglia di uscire dai classici canoni di cose un po’ antiche o desuete. Lo facciamo in un modo più brillante, e io cerco di metterci lo “stile Miccio” in quello che faccio per rendere riconoscibile la mia firma, in un momento in cui ho un pubblico parzialmente nuovo. Non tutti sono abituati ai miei programmi e sto cercando di riconquistare una fascia di pubblico che non era la mia.
Si parla soprattutto del pubblico più adulto, che non è mai stato abituato a guardare i contenuti di Real Time…
Esattamente. Nonostante questo, vengo fermato anche dalle nonne, che mi dicono di avermi seguito in tv, soprattutto grazie ai nipoti.
Futuri progetti da raccontarci?
Ho tantissimi progetti legati alla mia attività professionale primaria, che è quella dell’organizzazione degli eventi. La mia priorità resta lo sviluppo della mia attività, l’espansione all’estero, il “destination wedding” che è sempre al primo posto. C’è ovviamente la collezione dei miei abiti da sposa, la Enzo Miccio Bridal Collection, alla quale tengo molto perché ci lavoro in prima persona.Andare in laboratorio con le mie sarte è qualcosa che mi affascina e mi rilassa: da un disegno si crea un abito e questa è per me magia. Una magia che continuerò a perseguire sempre.