Home Interviste Dilemmi su Rai 3, intervista a Gianrico Carofiglio: “L’obiettivo è sovvertire ciò che si vede in tv. Parlare è la premessa per evitare la violenza”

Dilemmi su Rai 3, intervista a Gianrico Carofiglio: “L’obiettivo è sovvertire ciò che si vede in tv. Parlare è la premessa per evitare la violenza”

TvBlog ha incontrato lo scrittore Gianrico Carofiglio prima della messa in onda di Dilemmi, il programma Rai arrivato alla terza edizione.

14 Giugno 2025 09:12

In un’era spesso fatta di scontri, violenze e di relazioni conflittuali, Gianrico Carofiglio – scrittore di successo ed ex magistrato – porta su Rai 3 un format che invita, al contrario, alla riflessione, al rispetto reciproco, ma soprattutto a un’idea di confronto finalizzato al riportare i legami umani nella giusta dimensione etica. Lo fa con il programma Dilemmi, prodotto da Ruvido, arrivato alla sua terza edizione e in onda su Rai 3 da domenica 15 giugno alle ore 23. In questa intervista a TvBlog, l’autore parla di società, di cosa è per lui la letteratura e del ruolo che sta avendo l’Intelligenza Artificiale nelle nostre vite. A tal proposito dice: “Ci sono ragazzi le cui intelligenze pensiamo che siano annichilite dall’uso della tecnologia, ma invece sanno cose che noi più grandi nemmeno immaginiamo“.

Magistrato, politico, poi scrittore di successo. Tre ambiti molto diversi, quelli in cui ha lavorato, ma dove nasce l’esigenza di mettere su carta pensieri e riflessioni? Il suo percorso giuridico – fatto di razionalità – ha influito nella costruzione dei suoi libri?

Non ho idea di dove nasca l’esigenza, ed è bene così perché si tratta di una necessità difficile da definire. Cerchiamo le parole per farlo, ma la risposta ha a che fare con l’essenza stessa del proprio essere. Il diritto è una pratica razionale, mentre la scrittura ha una dimensione di creatività. In parte è vero, ma dall’altra parte la pratica corretta del mio precedente lavoro – ero al Pubblico Ministero e mi occupavo di attività investigativa – richiede il rigore del diritto e della preparazione tecnica, oltre che una capacità di moltiplicare i punti di vista e l’essenza della mente creativa. La scrittura non ha una possibilità di esistere se, assieme alla dimensione creativa, non si aggiunge una pratica di metodo e artigianato. Le due cose sono quindi meno lontane di quanto non sembrino.

Quanto è importante il rigore nel suo lavoro? 

Tantissimo, c’è bisogno di molta disciplina. Qualcuno ha detto che la creatività è l’1% ispirazione e 99% traspirazione.

Una carriera nella letteratura ma anche in tv. I libri e le riflessioni che ne derivano non sono spesso presenti nei palinsesti. È stato difficile catturare l’attenzione del pubblico con il programma Dilemmi

Il fine principale del programma è quello di sovvertire ciò che normalmente si vede in tv: dibattiti violenti, aggressivi, senza progresso e qualità, a volte anche con un certo tono di volgarità. L’obiettivo era quello di proporre divergenze molto nette su questioni importanti ma regolate, in modo da costituire dibattiti civili e produrre l’incremento del dissenso e forse l’individuazione di punti in comune.

gianrico carofiglio intervista
Intervista a Gianrico Carofiglio (foto Rai Play) – tvblog.it

Ci piace pensare che sia andata così: non c’è stato un solo dibattito in cui la situazione sia diventata animata. Tutti hanno rispettato le regole della discussione civile, annunciate all’inizio del programma, e molte volte sono venute fuori convergenze inattese. Forse è proprio questo che piace al pubblico.

Viviamo in una società fatta di caos e di scontri. La televisione può essere un mezzo per eliminare questi episodi?

Noi abbiamo fatto questo programma perché siamo convinti di questo. Io penso che parlare sempre e con tutti, anche con quelli che sono più lontani da noi, sia la premessa per evitare la violenza.

La prima puntata di Dilemmi, in onda su Rai 3 da domenica 15 giugno, ha al centro una domanda: “Quali sono i limiti della protesta e dell’autorità?”. Lei cosa risponderebbe?

La protesta e l’autorità sono due facce della stessa medaglia. Si parla di come si concilia l’ordine pubblico, il diritto dei cittadini di protestare e di far valere le proprie ragioni, in modo non violento ma trovando gli spazi per farlo. In questo caso preferisco non esprimere la mia opinione, perché in queste puntate io ho un ruolo arbitrario.

Nel corso degli appuntamenti si confronta anche con l’Intelligenza Artificiale. Che rapporto ha con la tecnologia? Pensa che, ad un certo punto, possa essere dannosa per la nostra mente?

Penso che sia uno strumento valido e che ha poco senso opporsi ad esso. Bisogna governarlo, com’è accaduto molto spesso. È un modo per rendere migliore la vita ad un numero più alto possibile di persone, ed è quello che accadrà con l’intelligenza artificiale. Questo non significa che si debbano nascondere i pericoli: tutte le tecnologie create dall’uomo sono capaci di fare bene o male, in base a come le si maneggiano.

gianrico carofiglio intervista
Intervista a Gianrico Carofiglio – tvblog.it

Il bisturi può servire a salvare una vita o ad uccidere una persona. Questo vale per tutto quanto, ed io credo che ci voglia consapevolezza, cautela, riflessione etica, ma non certo l’atteggiamento di chi dice di voler tenersi lontano dalla tecnologia. Sarebbe un modo per escludersi dalla vita civile.

Come vanno educati invece i giovanissimi all’utilizzo positivo della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale?

Io penso che qualche sana regola non guasterebbe. Sarei incline a rendere vietato, fino ad una certa età, l’uso dei social perché è accertato che l’abuso di questi mezzi virtuali in un’età di crescita possa produrre dei danni. Si dovrebbero attuare leggi intelligenti, fatte per ragioni precise: più che opporsi all’uso di questi strumenti, bisogna cercare di renderli improntati sullo studio e sulla crescita. In realtà ci sono ragazzi le cui intelligenze pensiamo che siano annichilite dall’uso della tecnologia, ma invece sanno cose che noi più grandi nemmeno immaginiamo. Bisogna uscire dal punto di vista dei più adulti, e vedere questo aspetto da altre prospettive.

Qualche anticipazione da darci sulla nuova edizione di Dilemmi?

Questa ci è piaciuta più delle altre, perché ci sono tre novità. Abbiamo un bravissimo Instagrammer, Andrea Petinari, che fa interviste su Instagram a persone trovate per strada su temi vari. Lo abbiamo ingaggiato e ha quindi continuato a fare il suo lavoro, andando in onda ad ogni puntata. Qualcuno è stato intervistato in modo estemporaneo nel corso dell’episodio. In ogni appuntamento, un giovane cantautore – fra i più bravi della scena musicale italiana – interpreta inoltre una cover. Infine, viene trasmessa la conversazione – che chiude ogni puntata – tra me e l’Intelligenza Artificiale, a cui sono state fatte delle domande bizzarre. Le risposte vengono lette dalla voce di una bravissima attrice e c’è una parte finale leggera, quasi comica, che ci è piaciuta molto.

Altri libri in cantieri? Futuri progetti in tv? Cosa può raccontarci?

A fine anno esce un saggio, una riflessione sul linguaggio del potere e della politica, con un’analisi particolare della lingua dei populisti come Donald Trump, che ipnotizza le folle. L’anno prossimo verrà invece pubblicato un romanzo.