Detto fatto: si cambia senza cambiare, all’insegna della coralità

Detto fatto, arrivato alla sua decima edizione, è sicuramente cambiato negli anni, mantenendo comunque intatto il proprio spirito.

Detto fatto è un programma rosa, di un rosa non di una sola nuance. Dicendo rosa si pensa al pubblico a cui si rivolge il programma: bene, quella è la cosa più uniforme che la trasmissione abbia, perché per il resto Detto fatto è l’insieme di tanti tessuti di stoffe diverse. Il frutto di una stratificazione avvenuta negli anni? Forse, ma non solo.

Detto fatto, arrivato in questa stagione alla sua decima edizione, nasce come uno show basato sui tutorial: questi, soprattutto negli ultimi anni, sono diventati sempre più marginali nel programma, che ha riadattato la propria immagine su una nuova conduttrice e su nuove esigenze. Ora i tutorial costituiscono solo una parte della trasmissione perché il programma ha assunto una veste molto più larga, inglobando da ultimo anche elementi di talk, favoriti in questa nuova edizione dalla scelta di far rimanere sempre in studio con Bianca Guaccero il resto del cast.

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Bianca Guaccero con Carla Gozzi, Jonathan Kashanian e Gianpaolo Gambi in apertura di puntata

Carla Gozzi, Jonathan Kashanian e Gianpaolo Gambi formano insieme agli ospiti di turno la “cricca”, come la definisce la conduttrice, che commenta tutti i vari momenti della trasmissione, con battute e interventi più o meno preparati. I contenuti sono quelli ormai noti al pubblico di riferimento, dalla moda ai consigli per il make up, passando per la cucina. La forma che essi assumono, invece, varia: dal racconto di una storia come quella della protagonista odierna del nuovo Cambio mood al commento degli abiti indossati alla Mostra del Cinema di Venezia, fino allo spazio in cucina con Rosanna Lambertucci e la figlia Angelica.

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Il Carla carpet diventa vede coinvolta anche la “cricca”

I tessuti che vanno a formare l’abito, tornando alla metafora di apertura, sono indubbiamente diversi, ma la loro cucitura risulta piuttosto naturale. Se il programma non riesce a perdere la propria identità anche andando raccontare una storia indubbiamente emotiva o omaggiando in maniera commossa Raffaella Carrà, è grazie al fatto che Detto fatto è ben consapevole di essere una trasmissione di intrattenimento, che può ciononostante alternare vari registri e toni, riuscendo comunque a non snaturarsi.

Non è solo il programma ad essere dotato di consapevolezze, ma anche la propria conduttrice, che non sente la necessità di strafare nell’approccio utilizzato davanti alle telecamere. La scelta anche di condividere più tempo con il resto del cast e con gli ospiti di puntata denota la capacità di comprendere che per tenere le redini del programma non è necessario occupare ogni singolo spazio con la propria presenza, bensì conoscere il porto al quale si vuole fare attraccare la nave guidata.

Bianca Guaccero, che a fine puntata rivolgendosi ai telespettatori a casa dice che Detto fatto sono loro, rappresenta al meglio l’immagine di una timoniera con ben salda in mente la meta finale. Una meta rimasta uguale negli anni, a differenza del programma, che è cambiato, pur rimanendo sempre se stesso. Un’impresa non facile.

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