De Luca a Che Tempo Che Fa contro Report e Ranucci: “Contro di noi aggressione mediatica”

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca torna ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa e commenta il nuovo DPCM, diffuso il 25 ottobre 2020. Ma c’è anche spazio per togliersi un sassolino dalle scarpe con Report, anche se senza un confronto diretto con Sigfrido Ranucci, che poco prima del suo intervento aveva

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca torna ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa e commenta il nuovo DPCM, diffuso il 25 ottobre 2020. Ma c’è anche spazio per togliersi un sassolino dalle scarpe con Report, anche se senza un confronto diretto con Sigfrido Ranucci, che poco prima del suo intervento aveva presentato i temi della puntata di domani di Report.

Parlando della situazione sanitaria della Regione Campania, che De Luca dire essere in grado di reggere, arriva la frecciata al programma di inchieste di Rai 3, con il quale la diatriba da parte di De Luca è di lungo corso.

“Noi siamo stati destinatari di una elegante campagna di aggressione mediatica che dura da un mese. Avremmo dovuto perdere tempo a fare una decina di querele per diffamazione, ma non avevamo tempo da perdere. Ho visto che è venuto da lei un suo collega dal nome nibelungico, diciamo… Uno dei suoi collaboratori ha detto qualche mese fa che l’ASL Napoli 1 era stata commissariata per infiltrazione camorristica: era un falso clamoroso! Volevo domandare a quel signore se quel giornalista è stato licenziato o meno”.

Fazio ‘promette’ un faccia a faccia in una prossima occasione e i pop corn sarebbero adeguati.

Non ci sono anticipazioni sulla nuova Ordinanza per la Regione Campania in lavorazione, ma c’è un commento sul nuovo DPCM firmato ieri da Conte e diffuso oggi, insieme a una conferenza stampa andata in onda alle 13.30:

“Fazio, mi chiede se il nuovo DPCM è sufficiente? Devo parlare un linguaggio di verità o consolatorio?”

la premessa che il Governatore al conduttore di Che Tempo Che Fa.

“Il nuovo Decreto Conte non è sufficiente. Avevamo due possibilità: chiudere tutto per un mese e far raffreddare il contagio o prendere ancora misure intermedie. Il Governo ha optato per questa seconda possibilità che lascia aperte delle criticità, come l’orario di chiusura dei ristoranti (ricordiamo che da decreto chiudono alle 18, mentre le Regioni chiedevano le 23), le attività delle palestre e dei centri sportivi, la chiusura di cinema e teatri, che non sono i luoghi in cui si è determinato il contagio. E poi c’è la scuola, su cui continuiamo a balbettare. I nostri dati ci mostrano che nelle due settimane successive all’inizio dell’anno scolastico il contagio è aumentato di 3 volte rispetto alle due settimane precedenti sul totale popolazione, e di 9 volte nella fascia da 0 a 18 anni, con numeri pari nelle fasce 0-5 e 15-18. Il mondo della scuola è uno dei vettori pià grandi di contagio nelle famiglie”

chiosa De Luca, che non nomina i trasporti e non fa cenno al minacciato lockdown di venerdì scorso.

Nessuna battuta su abbazie e fratacchioni questa sera. Le bordate sono state riservate a Report. E confido nei pop corn…

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