Data Comedy Show, la gaffe dello statistico: “Su 51 studenti, ben 100 non hanno competenze matematiche”. Francesco De Carlo: “Temo che sia il contrario”

Lo scivolone del “datista” si rivela più divertente delle dinamiche tra i comici in studio.

Difficile possa essersi trattato di una gag scritta a tavolino. Di sicuro il momento più divertente della puntata di martedì 29 dicembre di Data Comedy Show, trasmissione della seconda serata di Rai2 che gioca con i sondaggi dell’Istat, si è verificato con la dichiarazione in apertura del “datista”, ovvero dello statistico Flavio Grasso, ovvero la parte seria del programma (l’altro è la collega Martina Tremante):

“Abbiamo un dato curioso, non poco incoraggiante, in quanto gli studenti all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, su 51 studenti ben 100 non hanno competenze sufficienti”.

Anacoluto a parte, il conduttore Francesco De Carlo si è subito accorto dell’errore:

“Temo che sia il contrario: se su 51 studenti 100 … Si tratta del debutto più bello che abbiamo visto in televisione. Poi qual era il dato? 51 su 100 non hanno competenze matematiche. Detto così è bellissimo”.

Il parterre dei comici della scorsa puntata era costituito da Corrado Di Nuzzo e Maria Di Biase (laureata in matematica con 100/110), Federica Cacciola (il suo personaggio ricorrente è Martina Dell’Ombra; è stata vista di recente nella fiction campione di ascolti Blanca) e Stefano Rapone, quest’ultimo presenza fissa ne La versione di Fiorella su Rai3.

Il bello è che la gaffe dello statista è stata più esilarante rispetto alle dinamiche tra i comici, che dovrebbero invece essere il piatto forte dello show. Molto più riusciti i precedenti appuntamenti, che potevano contare su forze fresche come Valerio Lundini, Saverio Raimondo e Carmine Del Grosso.

Data Comedy Show, che abbiamo definito la versione comica di Zero e Lode (game show condotto da Alessandro Greco qualche stagione fa), nonostante gli ascolti bassi – l’ultima puntata ha fregistrato il 2,89 per cento di share –  è uno dei pochi programmi con un’idea nel confusionario palinsesto di Rai 2.