“Cortigiana di Trump”: la frase di Landini su Giorgia Meloni scatena polemiche | Gruber “Inaccettabile”
Maurizio Landini usa in TV la parola “cortigiana” riferendosi al primo ministro Giorgia Meloni e scoppia la polemica: la premier risponde, Lilli Gruber la definisce “una sciocchezza”, Floris parla di “termine sessista”.
Fino a che punto può spingersi la dialettica politica? Dove un termine da provocazione diventa insulto?
Un confine apparentemente sottile che a quanto pare fa discutere soprattutto in questi ultimi giorni a causa di una affermazione del leader della CGIL Maurizio Landini che nel corso di una intervista a DiMartedì, il programma di approfondimento di La7 di Giovanni Floris aveva definito la presidente del consiglio Giorgia Meloni “una cortigiana di Trump”.
Cos’è successo a DiMartedì
La frase era inserita in un’analisi della politica estera del governo, in particolare sul posizionamento internazionale di Giorgia Meloni. Riferendosi al rapporto con Donald Trump, Landini dice – terstualmente – che la premier si è “limitata a fare la cortigiana di Trump”.
Il conduttore Giovanni Floris lo ferma subito, ricordando che “cortigiana” è un termine con valenza sessista, e gli chiede di chiarire il senso. Landini precisa: intendeva dire “stare alla corte”, “fare la portaborse”, non un insulto alla donna in quanto tale. Ma la parola è ormai uscita, e la miccia si accende.
Le reazioni: Meloni, Gruber, il dibattito in tv
Dopo poche ore, Giorgia Meloni, che il 22 ottobre festeggerà il suo terzo anno a Palazzo Chigi, rilancia sui social la definizione di “cortigiana”, sottolineandone il significato più comune e denunciando la doppia valenza di Landini… “che da una parte dice di difendere le donne e poi ricorre a espressioni offensive quando la donna è una avversaria politica” scrive la presidente del consiglio.
Inutile la risposta di Landini che con una nota ribadisce di non avere inteso quel termine con una valenza sessista.
Ma in serata, a Otto e Mezzo, anche Lilli Gruber spesso molto critica nei confronti di Giorgia Meloni, prende posizione: “È una sciocchezza, una cosa inaccettabile”.
In parallelo, il dibattito sbarca anche a Piazzapulita, dove Floris torna sull’argomento e insiste: “È stata una frase infelice e Landini si è corretto subito…”, ma ormai il danno lessicale resta e la polemica è destinata a rimbalzare tra studi e social.

Perché quella parola pesa
“Cortigiana” è in effetti un termine sdrucciolevole: storicamente rimanda alla corte, ma nell’uso corrente evoca un’accezione sessuale dispregiativa molto vicino a un concetto prossimo all’idea della prostituzione. Le cortigiane facevano parte della corte e beneficiavano della benevolenza del re, che le manteneva nel lusso, attraverso favori sessuali. Questo dicono i dizionari.
In tv e in politica le sfumature contano; una parola può spostare il baricentro dalla critica sul merito (politiche estere, ruolo nei dossier internazionali) a un terreno identitario e di genere. Ed è questo il motivo per cui la questione linguistica — più che il merito della critica — è diventata centrale in poche ore.
Tanto più che il ruolo di Maurizio Landini nella sinistra si è fatto sempre più evidente, soprattutto dopo le sconfitte nelle elezioni regionali in Marche e Calabria, quando il nome del segretario della CGIL è stato portato avanti come possibile candidatura al verti cel campo largo.
Il quadro: media, propaganda e agenda setting
Il caso arriva mentre nel pieno della discussione sulla legge di bilancio e al culmine di una delicatissima fase di politica estera tra la pace a Gaza e le difficoltà persistenti tra Russia e Ucraina. Ma soprattutto in vista dell’attesissima consultazione per lil rinnovo del consiglio regionale della Campania, in programma tra 23 e 24 novembre.