Coming out in tv, una pratica mai sbagliata: da Umberto Bindi a Gabriel Garko

E nel 2021 c’è stato il primo coming out su una piattaforma in streaming.

Oggi vi parliamo di coming out, ovvero quando una persona rivela pubblicamente il suo orientamento sessuale. Si tratta di una pratica ben diversa dall’outing, che si verifica quando un soggetto rivela qualcosa a proposito di qualcun altro. Nonostante siamo nel 2021, molti mass-media continuano a confondere i due termini, ma chi siamo noi per giudicare un medium?

Sul piccolo schermo il coming out non è una pratica molto comune. Tuttavia, si tratta di un gesto molto coraggioso per chi lo fa e che può costituire da esempio per i telespettatori che vorrebbero condividere aspetti della propria personalità con i propri genitori, parenti o amici, naturalmente dopo aver valutato possibili reazioni.

A livello internazionale, citiamo solo il caso nel 1997 di Ellen DeGeneres, uno dei personaggi più popolari della televisione americana. Nonostante la conduttrice e attrice avesse detto di essere lesbica sul Time e a Oprah Winfrey, per molti quel coming out avvenne in una maniera molto originale: non in un programma d’intrattenimento, ma all’interno della serie tv che la vedeva protagonista, Ellen. Il telefilm il 30 aprile del 1997 fu visto da 40 milioni di persone. Disney e ABC proprietarie dello show, avevano cercato di osteggiare il gesto, temendo un calo di ascolti che in realtà non si è verificato.

Nella storia della televisione italiana tuttavia gli episodi si contano sulle dita di una mano, anche se a volte è sorto il sospetto che si sia trattato di una mossa per la ricerca dei riflettori a seguito di un appannamento di carriera.

Umberto Bindi: una carriera stroncata dall’omofobia

Sicuramente non è stato il caso di Umberto Bindi, cantautore genovese molto amato negli anni Cinquanta e Sessanta, quanto osteggiato dal mondo dello spettacolo per il suo orientamento sessuale. Al Festival di Sanremo del 1961 Bindi si presenta con il brano Non mi dire chi sei, piazzandosi undicesimo. Ma a destare stupore è il suo abbigliamento. Ecco cosa scrive il sito Rewriters:

“A quel festival ebbe l’ardire di presentarsi con una pelliccia di foca foderata di visone, orologio, un anello vistoso, bottoni della camicia e gemelli di brillanti. Fu soprattutto l’anello che destò, molto più della canzone, l’interesse della stampa e dei telespettatori. Umberto Bindi portava quell’anello al mignolo destro e quindi doveva essere gay. Comincia il chiacchiericcio. Della musica di Bindi non si parla più. Da quel momento inizia il suo allontanamento dai palcoscenici importanti. Il suo nome inizia ad essere pronunciato come parafrasi di qualcosa di cui vergognarsi”.

Il cantante raggiunge il massimo del successo con il brano Il nostro concerto, diventata decenni dopo una cover di Marco Mengoni ai tempi della partecipazione a X Factor. Bindi in quegli anni viene emarginato e dimenticato, ma ritorna a far parlare di sè quando nel 1988 al Maurizio Costanzo Show fa il primo coming out della storia televisiva. “La mia diversità è stata determinante nella mia carriera“, rivela tra gli applausi. Nel 1996 torna a Sanremo con i New Trolls e la bellissima Letti, con le difficoltà economiche attenuate dai fondi della Legge Bacchelli. Muore nel 2002 per malattia.

2010: Tiziano Ferro e il primo coming out del millennio, ma su Vanity Fair

Naturalmente nel mondo dello spettacolo persone omosessuali ci sono sempre state, ma gesti del genere per anni non sono stati più fatti: “a rompere il silenzio” ci pensa Tiziano Ferro nel 2010 su Vanity Fair, probabilmente il più grande coming out del nuovo millennio. Otto anni dopo invece tocca a Marco Carta parlare della sua vita privata e del suo fidanzato a Domenica Live di Barbara d’Urso. I maligni diranno che nel caso di Ferro e nel caso di Carta c’erano rispettivamente un’autobiografia e un disco da lanciare, ma va detto che il primo è una popstar internazionale, mentre Carta, dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2009 con La forza mia (dopo aver trionfato ad Amici l’anno prima) si era un po’ perso.

2020: Gabriel Garko, l’Ares Gate, “il segreto di Pulcinella” e la non domanda di Silvia Toffanin

Attore di successo delle fiction Ares, da Il Bello delle donne a L’onore e il rispetto, passando per Il Sangue e la rosa, negli ultimi anni i giornali rosa si stavano rendendo protagonisti di un fastidioso pressing sull’attore Gabriel Garko, sex symbol televisivo che veniva spesso paparazzato in compagnia del collega Gabriele Rossi e dell’ex fidanzata Eva Grimaldi, da qualche anno impegnata con l’attivista Imma Battaglia.

L’occasione arriva nel 2020, nel corso del Grande Fratello Vip 5, non solo mentre è in corso una pandemia, ma quando i concorrenti Massimiliano Morra e Adua Del Vesco (attori delle fiction Ares, ex fidanzati e quest’ultima ex anche di Garko), fanno riferimento a una non precisata limitazione delle loro libertà quando lavoravano per la casa di produzione di Alberto Tarallo, appunto la Ares Film. Scoppia quindi il cosiddetto Ares Gate, con la Procura di Roma che indaga su Tarallo per istigazione al suicidio del compagno Teodosio Losito (le indagini sono tuttora in corso).

In mezzo a quel bailamme così la sera del 25 settembre il reality show fa entrare per una sera Gabriel Garko, che legge una lettera all’ex fidanzata Adua Del Vesco, della quale vi riportiamo un brevissimo stralcio:

“Esiste un’altra favola che ho vissuto da solo e che tanti chiamano il segreto di pulcinella. Il problema non è svelare il segreto perché ormai è il segreto di pulcinella. Ma vorrei avere la possibilità di svelare perché è stato un segreto. E ti dico l’ultima cosa. La verità scavalcherà ogni segnale di omertà”.

L’attore non fa esplicito riferimento alla sua omosessualità, annunciando che avrebbe detto tutto a Verissimo  il 3 ottobre. Effettivamente, qualche giorno dopo, l’uomo si reca nello studio di Silvia Toffanin per dichiararsi omosessuale e spiegare che si era inventato relazioni con donne con la seguente motivazione:

“Il sistema impedisce ad un attore che si dichiara omosessuale di lavorare in televisione e di interpretare ruoli di etero”.

Tuttavia, la Toffanin, come ha rilevato a suo tempo il nostro Massimo Galanto, non gli pone la domanda più importante: chi era stato a minacciarlo di non farlo lavorare più in televisione qualora avesse parlato del suo orientamento sessuale?

2021: Leonardo Lamacchia e il primo coming out in streaming

Sempre da Amici, sul quale esiste il luogo comune che vi partecipino molti concorrenti non eterosessuali, nel 2021 abbiamo due rivelazioni, di cui una addirittura in streaming. Il 5 marzo, con una lettera letta da Maria De Filippi ad Amici su Prime Video, il concorrente Leonardo Lamacchia (già visto a Sanremo 2017 tra i Giovani) dichiara la sua attrazione verso i ragazzi.

Infine, ad Ogni Mattina, contenitore mattutino di Tv8 condotto da Adriana Volpe – prima con Alessio Viola – Manuel Aspidi, che aveva partecipato al programma nella stagione 2006/2007, dice:

Sono gay. È la prima volta che lo condivido con il pubblico. Credo sia arrivato il momento di esser chi sono”.

Aspidi dopo il talent show ha provato a partecipare al Festival di Sanremo tra i Giovani nel 2012 con il contest Sanremo Social, ma senza successo.

Che cos’è il Coming Out Day

Il Coming Out Day, nato negli Stati Uniti l’11 ottobre 1988, è una ricorrenza internazionale durante la quale la comunità LGBTQ+ celebra l’importanza di questo gesto.