Città Segrete su Napoli ha un gran merito: riproporre le interviste di Joe Marrazzo

Città Segrete su Napoli ha riproposto al pubblico di prime time la disarmante, e complicatissima, semplicità delle inchieste di Marrazzo.

 

“Raffaele Cutolo è come il nostro santo protettore […] Siamo nati con lui e moriremo con lui […] E’ prepotente con i prepotenti, con quelli che fanno del male […]”

Queste sono alcune delle risposte date a Joe Marrazzo che in un Tg2 Dossier dei primi anni ’80 chiedeva ad alcuni abitanti di Ottaviano (NA) chi fosse per loro il (concittadino) Raffaele Cutolo. Risposte chiare, fotografia di un gruppo di persone, di un luogo e di un’epoca condite poi da un’altra istantanea che sa di straordinarietà, tanto più se immaginata ai nostri giorni, ovvero un’altra intervista di Marrazzo questa volta alla sorella del boss della Nuova Camorra Organizzata, descritto come un uomo che da “20 anni è abituato sempre a fare cose belle e tuttora fa cose belle“.

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“Sono uno che combatte contro tutte le ingiustizie. Io e gli amici miei. E qui siamo tutti amici, anche voi”

dice poi Cutolo raggiunto dal microfono di Marrazzo dietro le sbarre, sempre per quel Tg2 Dossier che andrebbe mostrato nelle scuole di giornalismo (e di televisione).

Sono solo alcuni piccolissimi estratti dei racconti che Joe Marrazzo è riuscito a fare di una realtà controversa e affascinante come quella di Napoli, che amava guardare nei suoi anfratti meno conosciuti ma per molti versi più evidenti. Ed è certo un merito dell’ultima puntata del ciclo 2021 di Città Segrete, dedicata a Napoli, l’aver riproposto al pubblico della prima serata la disarmante, e complicatissima, semplicità dei reportage di Marrazzo, folgoranti per la loro assoluta densità. Sempre che si sia capaci di leggerne i vari strati. Cosa non scontata.

La puntata in questione, andata in onda lo scorso 17 aprile, ha scaldato gli animi dei partenopei per via dei riferimenti al culto di Maradona, ai luoghi comuni e soprattutto allo spazio dedicato a Raffaele Cutolo (circa 12 minuti sulle 2 ore e 5′ di programma per raccontarne ascesa, leggenda e caduta, tra intrecci con la politica e col terrorismo, tra il sequestro Cirillo e gli scandali post-Terremoto). Per le polemiche vi rimandiamo al post dedicato, mentre qui non possiamo che apprezzare il recupero di materiali che RaiPlay ha reso sicuramente più semplici da fruire, ma che fa sempre bene vedere in prima serata sulla generalista. Hanno un sapore particolare.

A proposito della grande capacità di racconto della notizia (che oggi – e non solo oggi – appartiene a pochi) e alla forza del giornalismo televisivo di quei pochi, non possiamo che rimandarvi alla recentissima puntata di Storie della Tv dedicata proprio a Joe Marrazzo e al suo’contraltare’ Andrea Barbato, andata in onda venerdì 16 aprile su Rai Storia e ora on demand su RaiPlay. Due modelli di giornalismo distinti nello stile ma non nella sostanza, quella di affrescare con la semplicità panorami complicatissimi. E allora prima di scagliare pietre vale sempre la pena affidarsi ai maestri: e vale la pena guardare questa puntata di Storie della Tv prima di interrogare i parlamenti…

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