Che tempo che fa: Tullio Solenghi e Massimo Lopez puntano sull’autoironia (e uno sketch fuori tempo massimo)

I due terzi del Trio tornano nel programma di Fabio Fazio simulando una conferenza stampa di Franco Locatelli del 2020.

Dalla seconda puntata della nuova stagione Che tempo che fa ha arruolato nel cast fisso Tullio Solenghi e Massimo Lopez, che con la compianta Anna Marchesini costituivano il mitico Trio, formazione comica che ha fatto ridere l’Italia specialmente negli anni Ottanta e Novanta.

Del loro ritorno all’interno del contenitore domenicale di Rai3 condotto da Fabio Fazio vi avevamo parlato noi di TvBlog già lo scorso luglio. I due erano tornati insieme a lavorare sui palcoscenici teatrali del nostro Paese, con un’apparizione a Ricomincio da Raitre di Stefano Massini e Andrea Delogu, per poi cantare un medley di brani alla presenza di Romina Power a Canzone segreta, programma condotto da Serena Rossi che nella seconda edizione dovrebbe passare a Serena Autieri.

Il duo costituito da Massimo Lopez e Tullio Solenghi va a sostituire idealmente l’apporto che fornivano la scorsa stagione Ale e Franz, coppia esplosa con Zelig che poi ha seguito un percorso artistico indipendente dal varietà comico di Canale 5 (soprattutto con Buona la prima! su Italia1).

Entrambe le coppie sono molto simili come target di riferimento, anche se ovviamente i primi due artisti risalgono a un periodo televisivo anteriore. Approdati a Che tempo che fa, Lopez e Solenghi, ben consapevoli di non essere più di primissimo pelo, decidono saggiamente di prendersi in giro scherzando sull’età e facendo finta di avere qualche rotella fuori posto. Non funziona la gag per la quale Solenghi che accetta di essere un cane per l’amico (“Tu hai il green pass, io il pedigreen pass“), a dimostrazione che nell’era di Twitter i giochi di parole hanno fatto il loro tempo.

Convince paradossalmente uno sketch fuori tempo massimo, ovvero quello in cui Lopez simula una delle inquietanti conferenze stampa del coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli durante le quali forniva il numero dei morti per Covid. Ovviamente qui i toni lugubri sono stati del tutto abbandonati, con Locatelli/Lopez che fornisce dati senza senso, mettendo in difficoltà l’interprete per la Lingua Italiana dei Segni impersonato da Solenghi e dando luogo a qualche simpatico doppio senso.