C’era una volta Gheddafi, Rai Documentari racconta i rapporti tra Libia e Italia

C’era una volta Gheddafi, un documentario in prima serata su Rai 3 per raccontare l’ascesa al potere del Colonnello e i rapporti con l’Italia

Rai Documentari continua nella sua missione di portare doc nella prima serata delle reti generaliste raccogliendo ascolti non entusiasmanti, ma cercando così di rispondere alle sue funzioni di servizio pubblico. Peccato che finora siano approdati in prime time documentari piuttosto deboli e non il meglio che il genere, e la library Rai, possano offrire. Penso ai doc su Mastroianni e su Cinecittà, giusto per citare un paio di titoli recenti, quando poi Rai 5 sta trasmettendo una serie settimanale su Riccardo Muti che spiega e prepara l’Aida. Forse si pensa che Mastroianni e Gheddafi siano contenuti più ‘pop’, più adatti a conquistare il pubblico generalista (!), sottovalutando invece la qualità del prodotto, la sua realizzazione, il suo sviluppo, al netto del suo ‘argomento’. E vedere Muti all’opera – in tutti i sensi – non ha prezzo: il suo potere narrativo lo capì bene Raffaella Carrà che lo volle in una delle sue (migliori) puntate di A raccontare comincia tu e per la quale ancora la ringraziamo.

In questo venerdì 19 novembre, terreno di tornei di Tale e Quale e di ‘grandi fratelli’ che disquisiscono di aborto, Rai Documentari propone su Rai 3 in prima serata “C’era una volta Gheddafi”, una produzione GA&A Productions con Rai Documentari, scritto e diretto da Luca Lancise ed Emiliano Sacchetti. Un racconto che ripercorre l’ascesa al potere del leader libico e soprattutto (si spera) i controversi rapporti, ufficiali e non, con l’Italia. Tra questi due episodi poco conosciuti e avvenuti negli anni Settanta e Ottanta, quando il Governo italiano ha segretamente salvato Gheddafi da tentativi di eliminazione da parte di grande potenze occidentali e altri momenti chiave della storia politica ed economica dei due Paesi con la testimonianza di Roberto Jucci, comandante generale dei Carabinieri oggi in congedo che racconta la sua missione speciale in Libia nel 1971, in veste di ufficiale dell’ex SID (Servizio Informazioni Difesa), per sancire amicizie utili allo sfruttamento dei pozzi petroliferi e con quella, tra le altre, dell’ambasciatore Antonio Badini, consigliere diplomatico del governo Craxi, sui retroscena del salvataggio di Gheddafi dai bombardamenti americani del 1986. Si arriva poi al  “Trattato di Amicizia” del 2008, seguito due anni dopo dalla ‘regale’ visita di  Gheddafi a Roma con Berlusconi premier, per arrivare alle rivolte libiche e all’uccisione del Colonnello in diretta tv.