Cavalleria Rusticana, buona la prima per la lirica su Rai 3

Primo appuntamento dei tre previsti per la lirica su Rai 3 e l’inizio con Cavalleria Rusticana è decisamente piacevole (e incoraggiante).

Una serata da servizio pubblico (per quanti dimentichino il ruolo e l’impegno della Rai nella produzione culturale nazionale): il primo appuntamento con la grande opera dall’Arena di Verona, andato in onda martedì 27 luglio in prima serata su Rai 3, ha offerto una Cavalleria Rusticana che è riuscita a restituire l’emozione del ritorno all’Arena e a regalare una intensa versione televisiva dell’opera di Pietro Mascagni.

Introdotta da Pippo Baudo, in veste di ‘esperto’, e da Antonio Di Bella in quella di ‘intervistatore’ (per quanto già più volte padrone di casa della Prima della Scala con Milly Carlucci), la versione presentata all’Arena e al pubblico di Rai 3 ha proposto una lettura appassionata, ma anche suggestiva nella messa in scena. Tra gli aspetti più televisivamente interessanti, sottolineerei la fotografia netta, pulita e dal sapore livido, certo non facile da rendere né all’inizio dell’opera, a luce ancora in scena, né in seguito, quando la notte ha avvolto il teatro. Le scenografie digitali di D-wok (che riproducono le tradizioni popolari siciliane proprie dell’opera attraverso la proiezione di immagini del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, dai Musei Vaticani e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana), gli spazi sfruttati al massimo anche dal cast, che riempie gli spalti alle spalle del palco, insieme alle inquadrature concentrate sulle espressioni degli interpreti riescono a colmare ‘il vuoto’ di una scena in sé comunque essenziale e a riempire la distanza tra palco, platea e soprattutto pubblico a casa, senza quei ‘trucchi’ tipici della messa in scena televisiva, tra luci avvolgenti ed effetti scenici.

 

Interessante anche la scelta – non so quanto artistica, non so quanto necessaria per le norme anti-Covid – di portare le mascherine in scena: le avevamo viste per la prima volta de Il Barbiere di Siviglia diretto da Mario Martone, in scena praticamente al termine del lockdown e in un allestimento al chiuso. Anche lì, però, per quanto apparentemente più ‘necessarie’, le mascherine hanno restituito uno spirito del tempo che ha accentuato alcune scelte di contemporaneità volute dal regista.

Ma torniamo a Cavalleria Rusticana. Qui siamo a teatro e si vede: è quello che in fondo vorremmo, essere lì a seguire l’opera. Il taglio delle inquadrature e l’insieme della regia tv (di Fabrizio Guttuso Alaimo) mirano più a evidenziare i passaggi narrativi, soprattutto le intenzioni e le emozioni dei personaggi e della storia, che a restituire forse il quadro d’insieme, offrendo un punto di vista ravvicinato ai fatti. Ma nei totali si apprezza tutta la forza della messa in scena.

Cavalleria Rusticana

In questa prima (andata in scena lo scorso 25 giugno e che andrà invece in replica su Rai 5  mercoledì 15 settembre alle 21.15), il cast di Cavalleria Rusticana era composto da Sonia Ganassi nel ruolo di Santuzza, Clarissa Leonardi in quelli di Lola, e ancora Murat Karahan in veste di Turiddu e Amartuvshin Enkhbat in scena come Alfio; sul podio a dirigere l’Orchestra dell’Arena di Verona il M° Marco Armiliato e a guidare il coro dell’Arena di Verona c’è il M° Vito Lombardi.

 

Martedì prossimo, 3 agosto alle 21.20, è la volta di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, proposto in un allestimento che è un omaggio al grande cinema di Federico Fellini, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e il Fellini Museum di Rimini: sul podio ancora Marco Armiliato e nel cast Marina Rebeka, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Riccardo Rados, Mario Cassi, Max René Cosotti e Dario Giorgelè. Infine, martedì 10 agosto è la volta di Aida, di Giuseppe Verdi, con la direzione musicale di Diego Matheuz e sul palco Simon Lim, Anita Rachvelishvili, Angela Meade, Jorge de Leòn, Michele Pertusi, Luca Salsi, Riccardo Rados.

Intanto decisamente buona la prima.