Caleidoscopio, su Netflix una rapina da ricostruire: trama, cast e recensione

L’ordine degli episodi può essere ricostruito dagli spettatori, ma questo sembra un gioco comunicativo che crea solo confusione

 

Il caleidoscopio è uno strumento ottico che attraverso specchi e frammenti di vetro o plastica colorati genera un’infinità di strutture simmetriche. Una formula che viene ricercata anche dalla miniserie Netflix in 8 episodi, creata da Eric Garcia e prodotta dalla Scott Free di Ridley Scott. Presentata come una serie non lineare in cui lo spettatore può scegliere l’ordine con cui vedere gli episodi (a eccezione del finale), Caleidoscopio è un “heist drama” rilasciato il 1° gennaio su Netflix, vagamente ispirata a una rapina realmente accaduta a Manhattan durante l’uragano Sandy, quando furono rubati oltre 7 miliardi di dollari in obbligazioni.

Caleidoscopio, la trama

Caleidoscopio racconta la storia di una rapina attraverso i criminali che la organizzano, le vittime, gli agenti FBI che provano a fermarli. Un piano costruito alla perfezione, elaborato fino all’ultimo dettaglio per rapinare uno dei bunker più sicuri al mondo, secondo chi l’ha costruito, e rubare oltre 7 miliardi di dollari in obbligazioni. Questo è il nocciolo della serie, ogni altro dettaglio rischia di risultare uno spoiler visto che ci sono particolari che emergono nelle diverse puntate e che quindi sono condizionati dall’ordine di visione scelto.

Caleidoscopio, la recensione

Se amate film e serie tv incentrati sull’organizzazione di una rapina, Caleidoscopio fa al caso vostro. La miniserie che si appoggia sulle spalle del sempre bravo Giancarlo Esposito, ha la formula classica del genere heist con le spiegazioni del colpo che scorrono in parallelo con la loro esecuzione, il ritmo serrato, le spiegazioni di come un’azione è stata portata a termine e il lato umano che muove chi decide di realizzare una rapina. Tutto talmente canonico, al punto che il colpo di scena dell’episodio finale è facilmente intuibile nelle puntate precedenti, che gli autori hanno scelto di mischiare le carte “inventandosi” la possibilità di scegliere il proprio ordine degli episodi.

Una formula utile da un punto di vista commerciale e comunicativo, ma che non aggiunge nulla da quello narrativo. Anzi crea soltanto ulteriore confusione. L’approccio pigro, di chi non ha voglia di tornare all’elenco delle puntate ma segue l’ordine delle puntate caricate da Netlfix, non toglie nulla alla visione, anzi forse consente allo spettatore di comprendere tutti i dettagli che altrimenti con un ordine diverso potrebbero sfuggire. Partire per esempio con l’episodio ambientato sei mesi dopo potrebbe rendere la visione della serie a tratti incomprensibile, allo stesso modo, la richiesta di Netflix di chiudere con l’episodio del colpo, quello “bianco”, l’ottavo nell’ordine con cui sono caricati, rende inutilmente oscuri gli episodi “rosso” e “rosa” ambientati rispettivamente il giorno dopo e 6 mesi dopo la rapina. Siamo davvero disposti a sacrificare la coerenza narrativa solo per avere un escamotage in più per rendere interessante una serie?

Soprattutto perchè Caleidoscopio non ne avrebbe bisogno, la storia e avvincente e adrenalinica al punto giusto, le storie dei protagonisti coinvolgono e sanno far emozionare, la recitazione è accettabile, insomma è complessivamente un buon prodotto al di là della costruzione degli episodi. Questa necessità di costruire gli episodi per essere visti con qualsiasi ordine, appare più una forzatura “creativa” e commerciale che una vera e propria esigenza narrativa. Cercando di fare episodi che possano esser visti in alcuni punti, gli autori hanno evitato di inserire troppi dettagli e di costruire in modo approfondito le storie dei personaggi per non incorrere nel rischio di svelare troppo o troppo poco al diverso spettatore. Il consiglio è di non sforzarsi troppo con le diverse combinazioni, quanto godersi la serie nell’ordine con cui è presentata su Netflix.

Caleidoscopio, l’ordine delle puntate…da costruire

Le otto puntate di Caleidoscopio sono rinominate ciascuna con un colore diverso proprio per ricordare lo strumento del caleidoscopio. L’episodio Giallo è ambientato sei settimane prima della rapina, il Verde ci porta 7 anni prima, il Blu 5 giorni prima e l’Arancione 3 giorni prima, il Viola riporta la storia a 24 anni prima, il Rosso è ambientato la mattina dopo la rapina e il Rosa sei mesi dopo. Infine il Bianco è l’episodio in cui si svolge il colpo vero e proprio. Questo è anche l’ordine con cui sono caricate le puntate su Netflix.

L’account Instagram di Netflix USA ha pubblicato un post in cui organizza le puntate di Caleidoscopio secondo diversi ordini da quello cronologico a uno ribattezzato “tarantiniano” (Blu – Verde – Giallo – Arancione – Viola – Rosa – Bianco – Rosso), uno da “detective story” (Arancione – Verde – Viola – Rosso – Giallo – Blu – Bianco – Rosa) a quello “corretto” (Rosso – Arancione – Giallo – Verde – Blu – Viola – Rosa – Bianco).

Caleidoscopio, il cast

A guidare il cast di Caleidoscopio c’è Giancarlo Esposito, volto familiare della serialità grazie anche alla sua partecipazione a Breaking Bad. Rufus Sewell (visto in The Man in the High Castle) è Roger Salas, l’attrice spagnola Paz Vega è Ava Mercer, avvocato ed esperta di armi, Rosaline Elbay è Judy Goodwin esperta di esplosivi e Jai Courtney è suo marito Bob esperto scassinatore. Peter Mark Kendall è Stan Loomis, macellaio e ladro esperto. Infine c’è Tati Gabrielle che lavora alla SLS.

Giancarlo Esposito è Leo Pap
Paz Vega è Ava
Rufus Sewell è Roger Salas
Rosaline Elbay è Judy
Jai Courtney è Bob
Tati Gabrielle è Hannah
Peter Mark Kendall è Stan
Hemky Madera è Carlos
Jordan Mendoza è RJ
Niousha Noor è Nazan Abbasi, agente FBI
Max Casella è Taco

Caleidoscopio 2 si farà?

Non è prevista una seconda stagione di Caleidoscopio, si tratta di una miniserie che esaurisce il proprio percorso nell’arco degli otto episodi realizzati. La formula potrebbe anche essere usata per raccontare un’altra storia, ma al momento non è previsto.

Caleidoscopio, dove vederlo in streaming

La miniserie è disponibile in esclusiva solo su Netflix, è quindi utile ricordare tutte le diverse tipologie di abbonamento possibili per vedere la piattaforma di streaming. Si parte dal nuovo piano Base con pubblicità a 5.49 € al mese, poi il Base tradizionale a 7.99 €, lo Standard con 2 schermi in contemporanea a 12.99 € e il Premium a 17.99 € con fino a 4 schermi in contemporanea.