Home Notizie Bruno Vespa, da Cecilia Sala a Jannik Sinner: le provocazioni (social e non) più discusse del cronista

Bruno Vespa, da Cecilia Sala a Jannik Sinner: le provocazioni (social e non) più discusse del cronista

Bruno Vespa è balzato in testa alle cronache mondane per un post contro Jannik Sinner e la mancata partecipazione del tennista alla Coppa Davis, ma non è la prima volta che il cronista divide gli utenti a causa di un post social.

23 Ottobre 2025 16:33

Toglietemi tutto, ma non Twitter. Potrebbe tradursi così una celebre pubblicità di qualche anno fa, in riferimento all’importanza che stanno avendo (e continuano ad avere) i social network nel mondo moderno: un vero e proprio specchio di quel che accade. Tutto è riflesso attraverso la piazza telematica: commenti, prese di posizione e notizie.

Se questo sia un bene o un male, lo dirà il tempo: al momento resta una consuetudine che il più delle volte causa ripercussioni importanti sul piano mediatico. Se i content creator utilizzano il fu Twitter (ora X) e gli altri social media per mettersi in mostra, c’è anche chi fa riferimento alle piazze telematiche per lavorare. Questo, solitamente, ripropone ciclicamente Bruno Vespa.

Bruno Vespa e i social

Il quale utilizza i propri account social per veicolare il lavoro che fa e promuovere le puntate dei programmi che lo vedono protagonista. A parte questo, però, talvolta sceglie di schierarsi: prendere posizione sugli argomenti più disparati. La tendenza non è mai (nel suo caso) passata inosservata: in primis perché ancora oggi è uno dei volti più conosciuti del piccolo schermo, in secundis perché continua a essere una personalità divisiva. Quel che dice non è mai casuale e sposta gli equilibri della conversazione crossmediale delineandone anche il tono.

Negli ultimi giorni Bruno Vespa si è scagliato contro il campione di tennis Jannik Sinner, mostrandosi adirato perché quest’ultimo non ha voluto prendere parte alla prossima Coppa Davis (dopo averla vinta già due volte): “Perchè un italiano dovrebbe tifare per Sinner? – commenta Vespa su X – parla tedesco, risiede a Montecarlo, si rifiuta di giocare per la Nazionale”. Un’intemerata a mezzo social che si conclude così: “Onore ad Alvarez che gioca la Coppa Davis con la sua Spagna”.

Post al vetriolo su Sinner

Alvarez, in realtà, sarebbe Alcaraz: nome che il conduttore di Porta A Porta ha corretto prontamente. Un errore di battitura, però, può succedere a chiunque. Quello che parte del pubblico non perdona al presentatore e giornalista sono la serie di inesattezze espresse nell’arco di pochi caratteri. C’è chi, come il giornalista Andrea Scanzi, in forza a Il Fatto Quotidiano, gliele mette in fila senza esitazione. Spiegando, persino, gli errori più evidenti.

Vespa vs Sinner
Bruno Vespa attacca con un tweet Jannik Sinner – TvBlog

“Anche Bruno Vespa, immagino uno dei tanti italiani convinto fino a ieri che il tennis si giocasse con la vanga, straparla di uno sport di cui (come troppi italiani saliti a cavolo sul carro del vincitore) non sa una mazza. In queste cinque righe scritte (non per nulla) sul social più morto dei morti, Vespa ha sbagliato tutto, così esordisce Scanzi in un suo post social che successivamente verrà veicolato ovunque. Anche lontano dalle piattaforme. Segno che quello che accade online, in molteplici occasioni, non resta online. Contro Bruno Vespa si sono schierati anche altri volti più o meno noti dello sport e della cultura, ma il punto è un altro: il presentatore e giornalista sa benissimo a cosa va incontro.

I precedenti: da Cecilia Sala alle ONG

Non è la prima volta che si espone come una voce fuori dal coro, a mezzo social, per poi far parlare di sè. Difficile dire o stabilire se si tratti di una strategia calcolata, ma nella sostanza ogni alzata di testa social mediatica porta al cronista ascolti in rialzo (sia per Porta A Porta che per Cinque Minuti) e quasi tutti sono pronti a scommettere che le sorprese – dentro e fuori X – non sono finite.

Vespa lo ha fatto durante la liberazione di Cecilia Sala dall’Iran, accusando la giornalista di non aver ringraziato – in altri contesti dove è stata intervistata – abbastanza il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aver ottenuto la sua liberazione. Tesi successivamente smontata dalla stessa Sala con un nuovo post allegato di prove fotografiche del contrario.

Vespa, inoltre, ha attaccato con varie formule le ONG per non essere – a suo dire – abbastanza presenti durante l’emergenza Coronavirus. Ricevendo, tra le altre cose, la risposta piccata di alcune fra le organizzazioni più titolate. Si è scagliato, recentemente, contro gli attivisti della Flottilla – situazione riproposta anche attraverso il mezzo televisivo – e l’ha fatto anche contro chi ha criticato l’operato del Governo Meloni in relazione al caso Almasri: “In ogni Stato si fanno cose sporchissime – anche trattando con i torturatori – per la sicurezza nazionale. Questo avviene in tutti gli Stati del mondo”.

Come cambia il dibattito pubblico

Su questo e altri interventi si è spesso pronunciato anche l’UsigRai: “Le chiose di Vespa o i servizi che mettono in relazione fatti diversi non spiegano cosa sia accaduto, ma alimentano solo speculazioni che non fanno bene all’informazione di servizio pubblico e alla Rai”. Questo è possibile leggere sul Corriere della Sera dello scorso 31 gennaio 2025. Quindi Vespa non è nuovo a scontri dialettici di ogni tipo, che partono sui social e arrivano in tv. O viceversa.

La piazza telematica, per il cronista, è l’occasione ulteriore di affermare tesi su cui imperniare il successivo dibattito. Il confine tra strategia e semplice intemerata, tuttavia, non è ancora chiaro. Sicuramente, però, Vespa continua a essere sulle prime pagine delle cronache mondane. Gli effetti di questa escalation sono, poi, un fattore – non solo mediatico – con cui l’opinione pubblica deve misurarsi. Ai posteri, anzi ai post l’ardua sentenza.