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Bruno Vespa ad Agorà: “Mussolini ha avuto un consenso incredibile in Italia per le sue opere sociali”. È bufera su Twitter

È arrivato ad essere addirittura in tendenza su Twitter oggi pomeriggio Bruno Vespa, che ha creato grande clamore per le dichiarazioni fatte ad Agorà

Doveva essere un’innocua marchetta pubblicitaria quella di Bruno Vespa, questa mattina, nel salotto di Luisella Costamagna. Il giornalista e padrone di casa di Porta a porta si trovava ad Agorà per promuovere infatti la sua nuova uscita in libreria “Perché l’Italia amò Mussolini”, secondo capitolo del ciclo sul fascismo, inaugurato lo scorso anno con la pubblicazione di “Perché l’Italia diventò fascista”. Il giornalista ha infatti spiegato all’inizio dell’intervento che il prossimo anno dovrebbe uscire sempre per Mondadori e Rai Libri il terzo capitolo dedicato a “perché Mussolini ha distrutto l’Italia”.

Le parole però che hanno portato Bruno Vespa ad entrare in tendenza su Twitter nel pomeriggio di oggi sono quelle che il giornalista, nelle vesti questa volta di scrittore, ha pronunciato in seguito, dopo aver annoverato il consenso ricevuto all’estero dal dittatore:

Lui (Mussolini, ndr) ha avuto un consenso enorme e lo ha avuto anche in Italia per le sue opere sociali, parliamoci chiaro. Mussolini ha fatto la settimana di quaranta ore: chi lo sa tra gli italiani che la prima settimana di quaranta ore l’ha fatta Mussolini? Non lo sa nessuno. L’INPS l’ha inventato Mussolini: quanti lo sanno? I contratti nazionali, anche quello giornalistico – i giornalisti erano pagati benissimo -, c’erano tutti gli intellettuali antifascisti che stavano a libro paga del regime. Era un sistema complesso.

Tali dichiarazioni hanno sollevato un vero e proprio polverone: centinaia di messaggi di risposta sono iniziati ad arrivare sotto il tweet fatto dalla pagina ufficiale della trasmissione. Molti utenti hanno voluto mettere in luce l’inesattezza di alcune affermazioni fatte da Vespa: ad esempio l’INPS (non con l’attuale denominazione, giunta solo nel 1944) nasce già nel 1898, come si può ben verificare nel sito dell’Istituto, che racconta anche brevemente la sua storia.

Anche il fatto che l’orario lavorativo settimanale di 40 ore sia stata un’invenzione del Duce risulta essere una fake news: all’epoca si lavorava regolarmente 48 ore alla settimana e la norma che prevede il tetto odierno risale al 1997. Ciò che ha destato più scalpore negli spettatori è stato il mancato fact checking da parte di Luisella Costamagna, che dopo aver tentato di mettere in luce, introducendo il libro, gli italiani che hanno combattuto Mussolini e “pagato duramente” questo, non ha corretto il giornalista, smentendo le sue affermazioni.

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