Bonolis spegne gli entusiasmi, uno dei suoi show più amati non tornerà nemmeno nel 2026
I palinsesti si rinnovano, ma certi programmi restano nel cuore, anche quando il loro ritorno appare sempre più improbabile. Paolo Bonolis rompe il silenzio
Uno degli show che più rappresenta il talento e la creatività di Paolo Bonolis, ma potremmo anche dire il suo marchio di fabbrica, è “Il senso della vita”, un nome, che possiamo dirlo: è tutto un programma! Programma ideato da lui stesso e andato in onda su Canale 5, con la partecipazione di Luca Laurenti, dal 2005 al 2008, inizialmente in seconda serata, ottenendo un buon riscontro di pubblico e critica, per poi tornare nel 2011 in prima serata.
Il format si basa su interviste e racconti di vita di ospiti famosi e persone comuni, ruotando attorno a un tema centrale affrontato attraverso dialoghi, discussioni e una celebre “fotointervista”, in cui l’ospite commenta immagini senza l’intervento del conduttore. Domanda ricorrente e simbolica del programma ovviamente è: “Qual è il senso della vita?”.
Nel corso delle quattro edizioni, lo show ha ospitato numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, della cultura e dello sport, diventando un punto di riferimento per un certo tipo di televisione più riflessiva e meno convenzionale e negli ultimi mesi, le voci su un possibile ritorno di uno show hanno alimentato entusiasmi e speranze.
Il senso della vita potrebbe tornare solo se..
A raffreddare gli animi, però, è stato lo stesso protagonista. In una recente intervista di Fan Page, Paolo Bonolis ha deciso di affrontare apertamente il tema dei suoi progetti futuri, senza lasciare spago a facili illusioni, spiegando come il vero ostacolo sia l’orario di messa in onda: la seconda serata, così come è strutturata oggi, non permette di dare dignità a un prodotto che vive di ascolto e attenzione.

“Il problema è l’orario. Finché il palinsesto prevede che la seconda serata inizi quando possono vederla solo i revenenti e gli insonni… Non puoi iniziare un prodotto all’una di notte, non ha senso. Non è un programma da prima serata, laddove cambiassero i criteri della seconda serata, sono certo si potrebbe fare una cosa contemporaneizzata. Se potessi iniziare alle 23, va bene, altrimenti io non ho bisogno” Ha sottolineato.
Il punto quindi non è la mancanza di idee o di voglia di tornare in scena, ma un contesto profondamente mutato. Nel corso dell’intervista inoltre Bonolis ha allargato lo sguardo anche al presente televisivo, soffermandosi sul grande consenso ottenuto da La ruota della fortuna condotto da Gerry Scotti. La chiave del successo? La partecipazione attiva dello spettatore, che non si limita a guardare ma gioca insieme ai concorrenti. Un meccanismo opposto a quello che, secondo lui, ha portato alla stanchezza di Striscia La Notizia. Ogni format, ha precisato, attraversa cicli fisiologici, e per restare vivo ha bisogno di essere ripensato e ringiovanito, senza tradire la propria identità.
Non solo televisione. Bonolis ha parlato anche della sua vita privata e professionale, segnata dalla fine del matrimonio con Sonia Bruganelli e dalla separazione lavorativa dallo storico manager Lucio Presta: “Tante cose cambiano nella vita, l’importante è non subire il cambiamento, ma accettarlo ed adeguarsi. C’è un cambiamento nelle cose che vivi con gli altri, in quello che accade dentro te fisicamente, un cambiamento culturale del Paese, nelle idee che racconti. Se riesci a fare surf su questo cambiamento ti diverti tantissimo, se provi a contrastare le onde che arrivano, rischi di annegare. Io sto surfando sull’esistenza, le cose accadono, che corrispondano ai tuoi desiderata oppure no”.
Una visione che riflette anche il suo approccio al lavoro e alla società, in continua evoluzione.