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Bomba distrugge l’auto del giornalista Sigfrido Ranucci

Un attentato gravissimo per il conduttore di Report. L’ordigno rudimentale avrebbe potuto uccidere. Le indagini in corso.

17 Ottobre 2025 14:57

Un’esplosione devastante ha colpito l’auto del giornalista e conduttore del programma Report, Sigfrido Ranucci. Un ordigno, piazzato sotto la sua auto parcheggiata davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano, alle porte di Roma, è esploso con una potenza tale che avrebbe potuto causare gravi danni a chiunque si fosse trovato a passare in quel momento. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma l’esplosione ha danneggiato gravemente anche l’auto della figlia del giornalista, parcheggiata nelle vicinanze, e la casa adiacente.

L’episodio ha suscitato immediatamente un’ondata di indignazione e preoccupazione, con le forze dell’ordine e la magistratura che si sono attivate prontamente per avviare le indagini. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Digos, i vigili del fuoco e la scientifica, per raccogliere prove e avviare una valutazione sulla natura dell’esplosivo utilizzato. La Procura di competenza ha aperto un’inchiesta e il Prefetto è stato prontamente informato dell’accaduto.

La bomba poteva uccidere

Sigfrido Ranucci ha commentato l’incidente attraverso i suoi canali social, spiegando la gravità dell’attentato. La deflagrazione, ha sottolineato, avrebbe potuto causare delle vittime, tanto era potente l’esplosione. “Se qualcuno fosse passato in quel momento, sarebbe stato ucciso”, ha dichiarato il giornalista, sottolineando il rischio mortale che l’attentato ha rappresentato. L’ordigno, secondo le prime valutazioni, sembrerebbe essere rudimentale, ma resta da accertare la natura esatta dell’esplosivo utilizzato.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per l’attentato subito, definendolo “un gesto vigliacco e gravissimo” che rappresenta un attacco alla persona ma anche alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della democrazia. Piantedosi ha garantito che le forze di polizia impegnate nelle indagini metteranno tutto il loro impegno per identificare rapidamente gli autori dell’attentato e rafforzare le misure di protezione per Ranucci e la sua famiglia.

Il conduttore ha raccontato di essere stato in auto con la scorta dei carabinieri quando è andato a denunciare l’accaduto. “La mia auto è stata distrutta, ma più grave ancora sarebbe stato se la mia famiglia fosse stata più vicina al luogo dell’esplosione”, ha aggiunto. La figlia di Ranucci, infatti, aveva posteggiato la sua auto e era passata appena venti minuti prima dell’esplosione, fortunatamente evitando così una tragedia.

Le indagini si concentrano ora sulla matrice dell’attentato, anche se Ranucci ha sottolineato che, a causa delle numerose minacce che riceve da tempo, non è semplice risalire ai responsabili. “Con tutte le minacce che riceviamo, non è facile capire chi possa essere dietro questo gesto”, ha dichiarato il giornalista, facendo riferimento alle difficoltà nel tracciare una pista precisa.