Addio al Maestro Beppe Vessicchio: età, cause morte, moglie e figli, carriera e vita privata
Beppe Vessicchio è morto all’età di 69 anni. Fatale una polmonite interstiziale precipitata in pochi giorni. Il direttore d’orchestra è stato celebre per le sue partecipazioni a Sanremo e le tante apparizioni in tv.
Beppe Vessicchio, televisione, musica e tanta passione. Questo è stato (e resta) il celebre direttore d’orchestra, noto principalmente per le partecipazioni a Sanremo. Quello con il Festival è stato un sodalizio particolarmente duraturo, ma non l’unico che l’ha portato al cospetto del piccolo schermo. L’uomo aveva 69 anni ed era ben voluto da affezionati ed estimatori di musica, ma anche da tanti addetti ai lavori della televisione. Giuseppe Vessicchio solo per l’anagrafe, Beppe per tanti, Peppe solo per amici e conoscenti. Un diminuitivo che amava e che è costato addirittura qualche tirata d’orecchi a chi lo sbagliava, ironicamente o no.
Presenza fissa per il pubblico a casa, non solo in occasione della kermesse canora, il maestro – com’era chiamato – aveva l’abitudine di concedersi a qualche partecipazione all’interno dei programmi più illustri del piccolo schermo. L’ultima, in ordine di tempo, a Tu Sì Que Vales. L’uomo è morto in seguito a una polmonite interstiziale precipitata negli ultimi giorni.
Beppe Vessicchio, età e causa della morte
L’uomo era comunque sotto controllo medico e aveva sempre avuto l’accortezza di controllare il proprio status. Una personalità molto presente e consapevole anche sul piano personale. In grado di capire fin dove e quanto era possibile spingersi. Le persone a lui care lo hanno sempre definito affettuosamente come “metronomo” non solo per l’abnegazione che aveva nei confronti della sua professione, ma anche per la cura e precisione che metteva in tutto quel che faceva.

Vessicchio era ricoverato all’Ospedale San Camillo di Roma e, appresa la notizia della sua dipartita, i messaggi di cordoglio dal mondo del piccolo schermo e non solo stanno arrivando copiosamente. Il Festival di Sanremo è stata una parte importante della propria carriera, ma Giuseppe Vessicchio era un maestro nel vero senso della parola. I primi passi nel mondo della musica li muove come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Peppino Di Capri, Lina Sastri ed Edoardo Bennato hanno potuto vantare della sua competenza e disponibilità.
La carriera: da Gino Paoli a Edoardo Bennato, i grandi che lo hanno sempre stimato
La collaborazione con Gino Paoli, tuttavia, lo consegna al grande pubblico. Un rapporto professionale, tra i due, che genera canzoni conosciutissime come “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande” e “Una lunga storia d’amore”. Le note e gli arrangiamenti lo portano all’attenzione dei big della musica italiana che sentono di aver trovato una nuova risorsa su cui contare. La prima volta al Festival di Sanremo risale al 1990: da quel momento diventa presenza fissa della kermesse e si accinge a ricoprire il ruolo di istituzione della manifestazione insieme a Pippo Baudo e Vincenzo Mollica.
Nel 1994, 1997 e 1998 riceve il premio come miglior arrangiatore, nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli assegna un riconoscimento speciale. Inoltre riesce a trionfare nella manifestazione canora per ben quattro volte in qualità di direttore d’orchestra: la prima con “Sentimento” degli Avion Travel (2000), la seconda con Alexia “Per Dire di no” (2003). Seguono le vittorie con Valerio Scanu e Roberto Vecchioni, che rispettivamente hanno portato nella città dei fiori “Per tutte le volte che” e “Chiamami ancora amore”. Correvano gli anni 2010 e 2011.
La ribalta con Sanremo e la tv generalista
Successivamente ha diretto: Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa, e molti altri. Gli ultimi anni del Festival non figurava più come direttore d’orchestra degli artisti, ma si divertiva a dirigere i big in gara nel corso della serata delle cover. Le sue apparizioni erano diventate vere e proprie esibizioni cult che iniziavano sempre con la frase di rito: “Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio”.
Da qui l’interesse di altri contesti televisivi come Amici di Maria De Filippi, dove per diverso tempo ha fatto il coach, ma anche altri formati incentrati sulla leggerezza e il talento collettivo. Una delle ultime presenze in televisione accanto a Enrico Papi nel gioco Tilt-Tieni Il Tempo: una sorta di remake di Sarabanda a trazione vip. Senza contare i siparietti con Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa e le ospitate all’interno delle trasmissioni targate Fascino PGT. Maria De Filippi lo ha fatto diventare ulteriormente beniamino del grande pubblico.
Vita privata e passioni: dalla produzione di vino alle borse di studio per giovani musicisti
Nella vita privata Beppe Vessicchio era molto riservato. Legato sentimentalmente alla moglie Enrica Mormile, con cui si è unito in matrimonio nel 1989 dopo 12 anni di fidanzamento. Un legame durato per più di 40 anni lontano dai riflettori. Il Maestro, infatti, era molto presente in tv ma il proprio privato non amava sbandierarlo. Lascia anche una figlia, Alessia, che a sua volta ha messo al mondo una bimba di nome Teresa. Prima nipote del Maestro che, crescendo, ha avuto altre due figlie.
Quindi Vessicchio ha fatto in tempo a diventare anche bisnonno. L’altra sua passione era il vino: con l’imprenditore Riccardo Iacobone, negli ultimi anni, aveva fondato in Abruzzo Musikè Vini. Cantina in cui i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche naturali. Esperimento di musicoterapia enologica, in grado di fondere scienza e intuizione.
I fondi raccolti dalla vendita delle bottiglie servivano a finanziare borse di studio per giovani musicisti all’Accademia Peparini. L’obiettivo di Vessicchio era quello di portare la musica nei “posti degli ultimi” dove “nessuno può ascoltarla”. Testuali parole che testimoniano come il mantra del maestro era – oltre a dirigere – riuscire a dar voce a coloro che apparentemente non ce l’hanno.