L’ossessione Barbara d’Urso, la vita di mer*a e il ritorno di Pomeriggio Cinque

Barbara d’Urso oggi torna in tv, ma il suo imminente futuro lavorativo sarà all’insegna di metaverso, podcast e teatro

Dopo 15 anni torno a teatro, debutterò il giorno di San Valentino. La cosa divertente è che quando si è vociferato che io tornassi a teatro – può piacere o no – quando è uscita la notizia la gente ha pensato ‘Mediaset ha cacciato la D’Urso ha calci in cul0′, ma così non è. Io faccio teatro e Mediaset non mi ha cacciato. Leggo questi giornali che fanno click e visualizzazioni e rido, potrei tranquillamente fare un tweet per smentire, lì ho 1 milione di persone. O su Instagram ho 3 milioni e dire ‘Non è così’. Però taccio e sorrido perché penso: queste persone ossessionate da me che vita di mer*a fanno?“. Barbara d’Urso al Festival della Tv di Dogliani ha commentato per la prima volta le indiscrezioni che negli ultimi mesi sono circolate sul suo conto a proposito di un possibile allontanamento da Mediaset. Che, nella realtà delle cose, non c’è stato.

Non a caso, proprio oggi, lunedì 5 settembre 2022, Barbara d’Urso tornerà in diretta su Canale 5 dopo la pausa estiva con Pomeriggio Cinque, che rappresenterà per lei l’unico impegno televisivo della stagione, salvo colpi di scena non così improbabili.

E così, mentre Silvio Berlusconi approda (con successo, numeri alla mano) su Tik Tok, la d’Urso non soltanto attacca gli “ossessionati“, ma conferma il ritorno in teatro, prepara l’ingresso nel mondo dei podcast e, soprattutto, del metaverso, ribattezzato dursoverso. Operazioni che sembrano marketing più che sostanza e che testimoniano la determinata volontà della conduttrice di non risparmiarsi, anche in un periodo nel quale l’azienda per la quale lavora in esclusiva (da oltre 20 anni) sembra averla ridimensionata, sfilandole di anno in anno una serie di titoli che le erano stati affidati e che non sempre hanno funzionato in termini di dati Auditel (parametro decisivo in una televisione commerciale).

Insomma, per dirla alla Barbara d’Urso, una sorta di “ossessione” per il lavoro. Ognuno ha la sua.